Sabato 6 giugno 2026
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Sconti online per il Black Friday, indagine Ue: irregolari per il 30% dei siti

U.E.
Notizia ·

Il 30% dei siti ha fatto riferimento agli sconti online per il Black Friday in modo fuorviante e il 18% ha usato tecniche di vendita “sotto pressione” come il timer o l’indicazione di prodotti in via di esaurimento. Indagine sweep della Commissione europea e delle autorità di tutela dei consumatori

 

Sconti online irregolari per un commerciante su tre durante il Black Friday e il Cyber Monday. Mentre il 18% ha fatto ricorso a tecniche di vendita “sotto pressione”, come far credere che il prodotto sia in fase di esaurimento. Gli sconti online durante eventi quali il Black Friday, che catalizzano sempre più spesso l’attenzione dei consumatori con la promessa di vantaggiose promozioni, sono finiti sotto l’attenzione della Commissione europea e delle autorità di tutela dei consumatori di 23 stati membri, più Islanda e Norvegia. Ieri hanno infatti pubblicato i risultati di una indagine – si chiamano sweep – sugli sconti online fatti durante le vendite del Black Friday e del Cyber Monday. Gli sweep sono verifiche a tappeto condotte contemporaneamente su diversi siti web per individuare violazioni della normativa dell’UE in materia di tutela dei consumatori.

 

Il 30% degli operatori indica sconti fuorvianti

L’indagine ha riguardato 314 operatori online. E ha trovato che il 30% ha indicato gli sconti in modo errato o fuorviante o che comunque non rispettava le norme europee in materia di riduzione di prezzo – ai sensi della direttiva sulle indicazioni di prezzo, quando un’impresa annuncia uno sconto, il prezzo di riferimento deve essere il prezzo più basso applicato negli ultimi 30 giorni.

«Il Black Friday e il Cyber Monday offrono grandi opportunità sia per le aziende che per i consumatori. Tuttavia, un grande affare non è una scusa per aggirare le regole – ha detto Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – I consumatori si aspettano un trattamento equo, che si tratti di acquisti online o offline. Il nostro sweep dovrebbe fungere da promemoria: le aziende che trattano i propri clienti in modo equo ne traggono sempre vantaggio».

 

Tecniche di vendita che condizionano i consumatori

Le autorità hanno anche valutato altre tattiche di vendita che possono influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori. Hanno così scoperto che il 36% dei venditori online ha tentato di aggiungere articoli opzionali al carrello dei consumatori: di questi, quattro su dieci senza chiedere il consenso.

Il 34% ha visualizzato confronti dei prezzi ma 6 su 10 non ha spiegato chiaramente il riferimento per il confronto dei prezzi.

Il 18% dei venditori, quasi uno su cinque, ha fatto ricorso a tecniche di vendita sotto pressione: sostenere che un prodotto si stava esaurendo o presentare un timer con un conto alla rovescia. Oltre la metà di questi casi era fuorviante.

Il 10% dei venditori online ha fatto ricorso al metodo “drip pricing” applicando in ritardo, o alla fine del percorso di acquisto, costi aggiuntivi come le spese di spedizione.

Bruxelles ricorda che “aggiungere articoli senza il consenso del consumatore, mostrare i prezzi in modo fuorviante, affermare falsamente che un prodotto si sta esaurendo o nascondere costi aggiuntivi fino alla fine del processo sono pratiche illegali ai sensi del diritto dei consumatori dell’UE”.

 

(Sabrina Bergamini su HelpConsumatori del 27/03/2026)

 

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