Stop al gas russo dal 2027
«Mandiamo un messaggio chiaro alla Russia: non potrete più utilizzare l’energia come arma di ricatto contro l’Europa». Il commissario Dan Jørgensen presenta RePowerEu, la tabella di marcia che porterà nel 2027 allo stop definitivo al gas russo. «Abbiamo lavorato duro per fermare i combustibili russi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Con un duplice obiettivo: garantire l’indipendenza dell’Europa dalla Russia e non supportare più l’economia di guerra di Mosca».
Speso più per l’energia russa che per l’Ucraina
Prima del 2022 l’Unione Europea comprava metà del suo carbone dalla Russia e ora ha interrotto le importazioni. Per il petrolio la quota è scesa dal 27% al 3% e per il gas dal 45% al 19% (a dicembre 2025 diminuiranno al 13% dopo la fine del transito attraverso l’Ucraina). Eppure nel 2024 la quota di gas naturale liquefatto russo è aumentata del 5,5%, facendo di Mosca il secondo fornitore (17,5%) dell’Ue dopo gli Stati Uniti (45,3%). «Abbiamo fatto molta strada, ma non abbastanza», commenta il commissario all’Energia.
«Nel 2024 abbiamo pagato 23 miliardi di euro a Vladimir Putin. E da febbraio 2022 abbiamo speso più per l’energia russa che per sostenere l’Ucraina. L’import deve fermarsi, quindi oggi adottiamo un percorso graduale per minimizzare l’impatto sugli Stati membri e al contempo agire in modo rapido e determinato».
Stop definitivo al gas russo dal 2027
A giugno la Commissione presenterà una proposta legislativa per obbligare i governi europei a preparare entro dicembre dei piani per pianificare e monitorare l’addio all’energia di Mosca. I nuovi contratti e quelli spot a breve termine (equivalgono a un terzo delle importazioni dalla Russia) saranno vietati da fine 2025.
Le importazioni di gnl e i contratti a lungo termine (i restanti due terzi) saranno bloccati invece da fine 2027, così l’Ue sarà completamente libera dal gas russo. Il mezzo giuridico individuato dalla Commissione per permettere alle aziende di sciogliere gli accordi commerciali in essere è la clausola di forza maggiore, che le renderà non responsabili dal punto di vista contrattuale.
L’Ue aggira i veti di Budapest
In questo caso l’Unione non seguirà la via delle sanzioni, che richiedono l’unanimità e vanno rinnovate. Meglio un piano per abbandonare il gas russo, che richiede la maggioranza qualificata. Così la Commissione spera di superare l’opposizione di Paesi come Ungheria e Slovacchia, contrarie a estendere le sanzioni già esistenti sul petrolio al gas.
«Se uno o più Stati membri non ci seguiranno, allora adotteremo le solite procedure (ndr. il deferimento alla Corte di Giustizia). Ma siamo convinti che tutti i governi rispetteranno la legge anche se non saranno d’accordo», spiega Jørgensen. Bruxelles non teme aumenti dei prezzi perché garantirà «la sicurezza dell’approvvigionamento e sosterrà chi avrà più difficoltà». L’atteso calo della domanda di gas sarà d’aiuto, in un contesto in cui le forniture globali di gas naturale liquefatto, soprattutto dagli Usa, dovrebbero crescere con rapidità.
Stop alla Russia anche sul nucleare
«L’Ue non comprerà più gas russo nemmeno in caso di pace tra Mosca e Kiev: non avrebbe senso», aggiunge il commissario all’Energia. Nei prossimi mesi l’Europa combatterà anche le flotte ombra che ancora trasportano il petrolio di Putin. E lo farà con missioni di vigilanza e di monitoraggio delle attività marittime per individuare le navi sospette.
La Commissione vieterà anche le importazioni di combustibili nucleari dalla Russia, in particolare di uranio e uranio arricchito. «Vogliamo che l’energia russa non sia più attraente economicamente», conclude Jørgensen. Per Bruxelles il futuro passa sulla transizione energetica e dalle rinnovabili, che permetteranno di risparmiare 45 miliardi ogni anno anche attraverso l’aggregazione della domanda di gas e il migliore utilizzo delle infrastrutture.
(Luca Carrello su Milano Finanza del 06/05/2025)
Speso più per l’energia russa che per l’Ucraina
Prima del 2022 l’Unione Europea comprava metà del suo carbone dalla Russia e ora ha interrotto le importazioni. Per il petrolio la quota è scesa dal 27% al 3% e per il gas dal 45% al 19% (a dicembre 2025 diminuiranno al 13% dopo la fine del transito attraverso l’Ucraina). Eppure nel 2024 la quota di gas naturale liquefatto russo è aumentata del 5,5%, facendo di Mosca il secondo fornitore (17,5%) dell’Ue dopo gli Stati Uniti (45,3%). «Abbiamo fatto molta strada, ma non abbastanza», commenta il commissario all’Energia.
«Nel 2024 abbiamo pagato 23 miliardi di euro a Vladimir Putin. E da febbraio 2022 abbiamo speso più per l’energia russa che per sostenere l’Ucraina. L’import deve fermarsi, quindi oggi adottiamo un percorso graduale per minimizzare l’impatto sugli Stati membri e al contempo agire in modo rapido e determinato».
Stop definitivo al gas russo dal 2027
A giugno la Commissione presenterà una proposta legislativa per obbligare i governi europei a preparare entro dicembre dei piani per pianificare e monitorare l’addio all’energia di Mosca. I nuovi contratti e quelli spot a breve termine (equivalgono a un terzo delle importazioni dalla Russia) saranno vietati da fine 2025.
Le importazioni di gnl e i contratti a lungo termine (i restanti due terzi) saranno bloccati invece da fine 2027, così l’Ue sarà completamente libera dal gas russo. Il mezzo giuridico individuato dalla Commissione per permettere alle aziende di sciogliere gli accordi commerciali in essere è la clausola di forza maggiore, che le renderà non responsabili dal punto di vista contrattuale.
L’Ue aggira i veti di Budapest
In questo caso l’Unione non seguirà la via delle sanzioni, che richiedono l’unanimità e vanno rinnovate. Meglio un piano per abbandonare il gas russo, che richiede la maggioranza qualificata. Così la Commissione spera di superare l’opposizione di Paesi come Ungheria e Slovacchia, contrarie a estendere le sanzioni già esistenti sul petrolio al gas.
«Se uno o più Stati membri non ci seguiranno, allora adotteremo le solite procedure (ndr. il deferimento alla Corte di Giustizia). Ma siamo convinti che tutti i governi rispetteranno la legge anche se non saranno d’accordo», spiega Jørgensen. Bruxelles non teme aumenti dei prezzi perché garantirà «la sicurezza dell’approvvigionamento e sosterrà chi avrà più difficoltà». L’atteso calo della domanda di gas sarà d’aiuto, in un contesto in cui le forniture globali di gas naturale liquefatto, soprattutto dagli Usa, dovrebbero crescere con rapidità.
Stop alla Russia anche sul nucleare
«L’Ue non comprerà più gas russo nemmeno in caso di pace tra Mosca e Kiev: non avrebbe senso», aggiunge il commissario all’Energia. Nei prossimi mesi l’Europa combatterà anche le flotte ombra che ancora trasportano il petrolio di Putin. E lo farà con missioni di vigilanza e di monitoraggio delle attività marittime per individuare le navi sospette.
La Commissione vieterà anche le importazioni di combustibili nucleari dalla Russia, in particolare di uranio e uranio arricchito. «Vogliamo che l’energia russa non sia più attraente economicamente», conclude Jørgensen. Per Bruxelles il futuro passa sulla transizione energetica e dalle rinnovabili, che permetteranno di risparmiare 45 miliardi ogni anno anche attraverso l’aggregazione della domanda di gas e il migliore utilizzo delle infrastrutture.
(Luca Carrello su Milano Finanza del 06/05/2025)
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