Domenica 7 giugno 2026
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Stop Killing Games: in California avanza la legge per tutelare chi compra videogiochi online

AMERICHE - USA
Notizia ·

La California si avvicina a una svolta importante per i diritti dei consumatori nel settore videoludico. Il disegno di legge noto come Protect Our Games Act (AB-1921), sostenuto dal movimento internazionale Stop Killing Games, ha superato le commissioni per la Privacy e la tutela dei consumatori, quella Giudiziaria e quella per gli Stanziamenti dell'Assemblea statale californiana, ed è ora pronto per il voto in aula — primo passo verso la sua eventuale trasformazione in legge. Come riporta Absolutegamer, il provvedimento è stato inizialmente proposto dal membro dell'Assemblea statale Chris Ward nel febbraio 2026 e il movimento Stop Killing Games ha contribuito attivamente alla sua redazione.

 

Il testo attuale riguarda i giochi messi in vendita dopo il 1 gennaio 2027 e imporrebbe agli editori di garantire ai giocatori almeno una delle seguenti opzioni nel momento in cui i server di un titolo vengono dismessi: una versione del gioco utilizzabile dall'acquirente in modo indipendente dai servizi dell'operatore, una patch o aggiornamento che consenta l'uso continuato senza dipendere dai server dell'editore, oppure un rimborso pari all'intero prezzo pagato per il gioco digitale. La norma prevede inoltre che i publisher inviino una comunicazione ai giocatori — sia all'interno del gioco che sul proprio sito web — con almeno 60 giorni di anticipo rispetto alla chiusura, indicando la data esatta e i servizi che cesseranno di funzionare.

 

Al centro della questione vi è un problema strutturale del mercato digitale dei videogiochi: i titoli cosiddetti "live service", venduti come acquisto unico, dipendono da un'infrastruttura server gestita dall'editore. Quando quest'ultimo decide di chiudere i server, il gioco diventa di fatto inutilizzabile — e in alcuni casi, come accaduto con il racing game The Crew di Ubisoft, viene addirittura rimosso dalle librerie degli utenti che lo avevano acquistato. Fu proprio la risposta a quello shutdown a dare origine al movimento Stop Killing Games.

 

A opporsi al provvedimento è la Entertainment Software Association (ESA), principale associazione di categoria del settore negli Stati Uniti, che in una lettera ai legislatori ha definito la proposta "fondamentalmente sbagliata", sostenendo che si basi sulla "premessa falsa" che i consumatori possiedano i giochi digitali con accesso permanente. L'ESA fa leva anche su una legge californiana già in vigore (AB 2426), che impone agli store digitali di chiarire che gli utenti stanno acquistando una licenza e non un prodotto in senso pieno. Gli organizzatori di Stop Killing Games replicano che la proposta è al contrario mirata e pragmatica: si applica solo ai giochi a pagamento, offre alle aziende diverse opzioni tra cui scegliere e non obbliga nessuno a mantenere i server attivi per sempre.

 

Il fronte dell'iniziativa non si limita alla California. Stop Killing Games sta portando avanti pressioni parallele nel Regno Unito, dove ha ricevuto una richiesta di consulenza dal Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport, e in sede europea, dove la petizione dei cittadini ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme e ha ottenuto un'audienza pubblica davanti a tre commissioni del Parlamento europeo (IMCO, JURI e PETI). La Commissione europea ha avviato un'analisi preliminare sulle lacune normative esistenti, con un aggiornamento atteso entro luglio.

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