Svizzera. Riciclaggio di narcodollari, l'accusa per l'ambasciatore
Riciclaggio di narcodollari e per di piu' in famiglia: questo il grave sospetto che grava sull'ex ambasciatore svizzero in Lussemburgo, Peter Friederich, clamorosamente arrestato e sospeso dalle funzioni il mese scorso. Adesso -si e' appreso oggi a Berna- il procedimento e' stato esteso anche alla moglie, sospettata di complicita' in riciclaggio. Il diplomatico, tutt'ora agli arresti in Svizzera, contesta l'accusa, ma -al termine delle indagini preliminari della Polizia giudiziaria- la Procura generale della Confederazione ha invece parlato di "rafforzati sospetti" di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico internazionale di stupefacenti. Finora le indagini hanno accertato che, nella seconda meta' dell'anno scorso, Peter Friedrich (60 anni) ha effettuato quattro versamenti in contanti sul suo conto privato presso una banca Lussemburghese per un totale di un milione e centomila franchi svizzeri. I soldi sono poi stati trasferiti su conti in Svizzera ed in altri paesi ed intestati a persone in parte note alle autorita' penali per essere coinvolte nel traffico di droga e nel suo finanziamento. L'importante somma di denaro, secondo lo stesso Friedrich, apparteneva ad un cittadino spagnolo, che risulta essere in carcere nel paese iberico dal marzo 2002 proprio perche' sospettato di traffico di stupefacenti. Ma per Friedrich -che ha ammesso di aver falsificato alcuni documenti per nascondere l'origine del denaro- l'uomo voleva solo evadere al fisco. Le indagini dovranno stabilire se Friedrich era a conoscenza dell'origine del denaro finito sul suo conto. Sempre poco loquaci le autorita' svizzere non hanno voluto fornire altri dettagli, ne' particolari sul ruolo svolto dalla moglie dell'ambasciatore. La donna per ora non e' stata arrestata. La Procura federale ha ora trasmesso gli atti ai giudici istruttori.
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