Lunedì 29 giugno 2026
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Tar conferma multe Antitrust per 1,8 mln a Ubroker

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sono confermate le multe per complessivi 1.880.000 euro inflitte nell'aprile 2022 dall'Antitrust alla società Ubroker, accusata di quattro condotte in violazione delle prescrizioni del Codice del consumo nell'ambito delle offerte commerciali di servizi di fornitura di energia e gas erogati nel mercato libero.
Lo ha deciso il Tar del Lazio con sentenza.
La prima condotta (sanzione da 800.000 euro) riguardava le modalità di rappresentazione e diffusione delle informazioni relative alle condizioni economiche di fornitura delle offerte di energia elettrica e gas naturale; la seconda (1.000.000 euro) consisteva nell'ingannevole prospettazione del sistema degli sconti promessi ai clienti; la terza (40.000 euro) aveva ad oggetto la presenza, nelle Condizioni generali di fornitura, della previsione di responsabilità solidale del nuovo cliente (volturante/subentrante) per le morosità pregresse maturate dal precedente titolare dell'utenza; la quarta (40.000 euro), infine, aveva ad oggetto l'imposizione ai clienti di spese aggiuntive non preventivabili in caso gli stessi avessero optato per un pagamento delle fatture alternativo alla domiciliazione diretta conto corrente.
Dopo aver respinto preliminarmente la censura sui 'tempi' del provvedimento sanzionatorio, il Tar, con riferimento alla prima pratica commerciale ritenuta scorretta, ha osservato come le omissioni informative in tema di condizioni economiche delle forniture riscontrate sono "di per sé, sufficienti a integrare il connotato di ingannevolezza rilevato dall'Autorità"; cosa questa che ha portato a concludere che "la contestazione dell'Autorità in merito alla prima pratica commerciale scorretta vada esente dalle censure sollevate dalla ricorrente".
Con riferimento alla seconda pratica commerciale contestata, il Tar ha richiamato il consolidato principio giurisprudenziale secondo il quale "ciò che rileva, ai fini di integrare una pratica commerciale ingannevole, è il messaggio che 'prende l'attenzione' del consumatore al suo primo contatto con il sito web del professionista"; e nel caso specifico "La prospettazione non esaustiva del meccanismo degli sconti agevolava il prodursi, in capo al consumatore medio, l' 'effetto aggancio', in quanto induceva costui a ritenere che l'offerta fosse maggiormente conveniente proprio in virtù della possibilità di ottenere un risparmio sulla bolletta finale".
Respinte le censure alle motivazioni con le quali sono state dichiarate scorrette le ultime due pratiche commerciali, stessa sorte anche riguardo al trattamento sanzionatorio per il quale il Tar ha rigtenuto che l'Autorità si è correttamente attenuta ai criteri di legge. (ANSA).


 
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