Venerdì 28 agosto 2026
Menu

Assegno divorzile: quando è dovuto?

Articolo · Sara Astorino ·

E’ convinzione diffusa, quanto errata, che l’assegno divorzile venga attribuito in base al divario economico con l’ex, che sia un automatismo o una forma di rendita.

La verità è che, invece, occorre valutare la storia familiare e capire se sussistono gli elementi necessari alla sua concessione.

 

Per ottenere l’assegno divorzile deve essere accertato che la condizione di debolezza ed inferiorità economica di uno dei coniugi sia oggettiva e determinata da scelte familiari condivise.

Il Giudice ha, inoltre, l’obbligo di motivare in maniera precisa e puntuale per quale ragione considera oggettiva la condizione di inferiorità e perché ritiene che dipenda da scelte condivise.

Se le circostanze vengono provate e correttamente motivate, la Corte di Cassazione, come espresso dall’ordinanza n. 22874/2026, non può valutare diversamente le prove presentate nei precedenti giudizi.

 

Il caso

Alla luce della disparità economica tra due coniugi, e tenuto conto del contributo fornito dalla moglie nel corso del matrimonio, era stato riconosciuto alla stessa un assegno divorzile pari ad € 900 mensili. 

 

La decisione presa dal Tribunale era confermata dalla Corte d’Appello e per tale ragione il marito proponeva ricorso in Cassazione.

 

La difesa del marito si basava sul fatto che la moglie non avesse, nei precedenti gradi di giudizio, dato prova della sua dipendenza economica, dell’impossibilità oggettiva di procurarsi mezzi di sostegno adeguati o anche del sacrificio delle sue ambizioni professionali in favore della famiglia.

 

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché si chiedeva con lo stesso di rileggere le prove e di sostituire la valutazione dei giudici di merito.

 

Nel caso specifico, nei precedenti gradi di giudizio, era stata valutata la rilevante disparità economica tra le parti, le precarie condizioni di salute della moglie, il suo contributo alla gestione della famiglia e le rinunce lavorative compiute rispetto al percorso di studi, anche per seguire i trasferimenti imposti dalla carriera militare del marito.

 

Partendo da queste valutazioni, la Corte precisava nuovamente che l’assegno divorzile ha due anime (funzioni).

 

Una funzione assistenziale ed una perequativo-compensativa. Il giudice per concedere deve assicurarsi che sia stato adeguatamente provato che il richiedente non abbia mezzi adeguati per vivere dignitosamente e che il forte squilibrio economico sia il risultato delle scelte compiute dalla coppia durante il matrimonio.

 

Perché tali verifiche devono essere effettuate?

 

Per ragioni diverse in base alle due funzioni dell’assegno divorzile.

 

Per assolvere alla funzione assistenziale, bisogna assicurarsi che, dopo il divorzio, il coniuge economicamente più fragile  possa comunque vivere in maniera autonoma e dignitosa e che un'eventuale inadeguatezza dei mezzi non dipenda da inerzia, ma da condizioni oggettive.

Per assolvere la funzione perequativo-compensativa bisogna valutare la divisione dei ruoli familiari.

 

Bisogna verificare se effettivamente uno dei coniugi abbia ridotto o sacrificato il proprio percorso professionale per occuparsi della famiglia, consentendo all’altro di consolidare reddito, carriera o patrimonio.

 

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →