Giovedì 9 luglio 2026
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I prezzi alti mentre si fa il turista

Articolo · Emmanuela Bertucci ·

Il caldo fa lievitare i prezzi soprattutto nelle città turistiche, dove si verifica un doppio fenomeno: da una parte gli esercenti che consapevoli del notevole aumento del flusso di persone, aumentano i prezzi: dall’altra parte i turisti che in vacanza si sentono più rilassati e si concedono qualche lusso, per cui invece di comprarsi il panino e l’acqua in un supermercato, vanno al bar, dove i prezzi sono più alti. 

 

Le città che hanno una vocazione maggiormente  turistica, come Roma Venezia Firenze, si comportano in questo modo, ma purtroppo i residenti pagano anche loro questo prezzo da turisti. La situazione è fisiologica: è chiaro che un caffè in piazza San Marco a Venezia non costa quanto in un bar di altri luoghi o in periferia. Il punto fondamentale è conoscere i prezzi, con comportamenti chiari e lineari da parte dei commercianti, in modo che il consumatore prima di sedersi e consumare sappia sempre quanto andrà a spendere. 

 

La spolverata di pepe o la foglia di basilico in più sulla pizza, capita che sia stata fatta pagare (0,50 - 1 euro)... anche se non è carino, non è illegittimo, basta solo che il consumatore sia avvisato prima di consumare. Se il consumatore viene a sapere solo al momento del conto che ci sono extra di questo tipo da pagare, può rifiutarsi di pagare, intraprendendo una odiosa discussione col commerciante… per cui il consiglio è di  pagare e poi segnalare subito la vicenda alla polizia annonaria (vigili urbani) o guardia di finanza.

 

Uno dei consigli più importanti, soprattutto nella ristorazione, se vengono proposti i piatti del giorno (che difficilmente sono scritti nel menù), è bene chiedere anche il costo di questi piatti prima di ordinarli. Inoltre, se ci si  rende conto  che vengono praticati  prezzi diversi per italiani e stranieri, è opportuno segnalare ad Antitrust la pratica commerciale scorretta in quanto discriminatoria, facendo così un servizio utile alla comunità.

 

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