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Dal 1990 Difenditi. Informati. Agisci.
SALUTE
17/09/2026 – 23/09/2026
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Vaccinazioni in calo, servizi sanitari carenti, marijuana e droghe sotto i riflettori. In questa edizione affrontiamo le fragilità del nostro sistema: il morbillo torna a far vittime dove cala l'immunità, le regioni italiane non raggiungono gli obiettivi di copertura vaccinale, le Rsa continuano a scaricare anziani. Nel frattempo emergono spunti su nuove terapie, contraccettivi innovativi e il ruolo centrale della relazione medico-paziente. Salute non è solo assenza di malattia.
In questo numero
EDITORIALE
→  Editoriale. Aduc batte cassa… più del solito
→  Editoriale. Intelligenza artificiale. Coscienza critica e preparativi
ARTICOLI
→  Dopo l'offerta dell'UE al Canada, anche l'Australia potrebbe accogliere con favore un "Eurovision"?
→  Marijuana in carcere
→  Il Bangladesh ha perso 900 bambini a causa del morbillo: un monito per gli altri paesi in cui i tassi di vaccinazione sono diminuiti
→  Tariffe esose e dubbi sulla potabilità. Richiamare ai suoi doveri il gestore idrico della provincia di Viterbo
→  Gli italiani sono uniti nel chiedere più tutela per la fauna selvatica
→  Una batteria che si può mangiare: l’energia entra nel corpo in modo sicuro
→  Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 23/09/2026
→  La gestione della pandemia e il ruolo della scienza: i punti chiave emersi dall’audizione di Carlo Brogna
→  Dal microbioma all'immunità: una guida veterinaria per sostenere la salute del tuo animale domestico negli anni a venire
→  La Bce fa sapere quanto e quando pagheremo per luce e gas. Il deficit italiano
→  Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 22/09/2026
→  Independent Climate 100 del 2026. I più impegnati ambientalisti
→  Droghe illegali. Italia unita con l’inizio della scuola
→  Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 15 a 21 Settembre 2026
→  Simboli religiosi a scuola. Crocifisso e hijad non sono simili? Sì ma ‘solo’ per la Costituzione
→  Osservatorio disservizi da 15 a 21 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta
→  Abbiamo pagato degli studenti universitari circa 5 dollari a notte per dormire almeno 7 ore, e i loro voti sono migliorati rapidamente
→  ‘Sport’ governativo. Cambiare nomi ma non contenuti. Dalle imposte alle scuole
→  Cpr, gli atti giudiziari smontano il teorema dei pm su medici e certificati
→  L’Italia invecchia ma continua a non avere abbastanza posti nelle Rsa
→  Un mosaico di stati cellulari 
→  Solo un genio del male poteva abolire il bollo auto in questo modo
→  Caro carburanti. A ruota libera
→  Sicurezza strade. Italia-America latina?
→  Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 17/09/2026
NOTIZIE
→  ITALIAITALIA. Bio: consumi in crescita, ma superfici coltivate in calo
→  USAUSA. California stanzia 4,7 milioni per terapie psichedeliche ai veterani
→  ITALIAITALIA. Lea 2024: 18 Regioni promosse, ma sale al 9,9% chi rinuncia alle cure
→  MONDOMONDO. OMS amplia le opzioni contraccettive: nuove linee guida su pillola e impianti
→  ITALIAITALIA. Rsa Pesaro, lettere di sfratto per 14 anziani da Casa Roverella
→  ITALIAITALIA. Sanità, il medico: "La vera riforma è la relazione col paziente"
→  ITALIAITALIA. Morbillo, il Ministero richiama le Regioni: nessuna al 95% col richiamo
→  COREA DEL SUDCOREA DEL SUD. Politica Usa sui farmaci: rischio rincari anche per la Corea del Sud
→  USAUSA. Consumo cannabis. Gli studenti percepiscono come sproporzionate le pene
→  USAUSA. Un decimo degli anziani ha consumato marijuana nelle ultime 24 ore. Studio
→  USAUSA. Minimo storico di studenti che consumano marijuana nelle scuole superiori
→  ITALIAITALIA. Relazione annuale Autorità dei Trasporti: pedaggi, ponte sullo Stretto e ferrovie
→  ITALIAITALIA. Stop alla pubblicità di Octopus Energy, è ingannevole
→  ITALIAITALIA. Il lusso a tavola va oltre il prezzo: contano qualità, rarità ed esperienza, vino resta simbolo
→  U.E.U.E.. 22 settembre, Giornata Europea per la ricerca senza uso di animali
→  ITALIAITALIA. Sen. Cucchi diffonde video sui CPR: «oltre il 90% assume psicofarmaci»
→  U.E.U.E.. Farmaci, l'OCSE: filiere Ue troppo concentrate e poco trasparenti
→  ITALIAITALIA. Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026, ma resta al 6,4% del Pil
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Dreifuss a Glasgow: "Non si combatte la droga arrestando le vittime"
→  ITALIAITALIA. Revisione conti economici 2026-2025. Istat
→  ITALIAITALIA. Come cambiano le abitudini alimentari delle diverse generazioni, dalla Z ai Baby Boomer
→  ITALIAITALIA. SSN. Aumentano i costi dei ticket
→  USAUSA. Peta contro la lana: proteste alle sfilate, dopo lo stop alla pelliccia
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Le nuove droghe letali rendono ancora più difficile la lotta della Scozia contro la tossicodipendenza
→  ITALIAITALIA. Stangata bollette in arrivo. Confcommercio
→  USAUSA. Case di riposo in calo mentre cresce la domanda degli anziani
→  USAUSA. Cychlorphine, nuova droga sintetica 10 volte più forte del fentanyl arriva in California
→  USAUSA. Psilocibina contro la sindrome post-Lyme: studio pilota
→  USAUSA. Psilocibina contro i danni ai nervi causati dalla chemioterapia
→  USAUSA. Un assicurato su tre ha debiti medici da ripagare
→  ITALIAITALIA. RSA Ulss 3 Venezia: 2mila in lista d'attesa, 500 posti liberi
→  ITALIAITALIA. Alzheimer, RSA: i 4 falsi miti su chi deve pagare la retta
→  ITALIAITALIA. Piemonte, liste d'attesa Rsa: +41% in 16 mesi, 12mila anziani esclusi
→  ITALIAITALIA. Rsa Prato, 187 famiglie in lista d'attesa: sei mesi per un posto
→  U.E.U.E.. Salute in Europa: liste d'attesa primo ostacolo, Italia regina della frutta
→  OLANDAOLANDA. A un anno dall'avvio dell'esperimento sulla cannabis, emergono le prime tendenze
→  ITALIAITALIA. Energia. I costi del taglio delle accise basterebbero a dimezzare i costi del trasporto pubbico
→  ITALIAITALIA. Cpr, l'ex primario Gordini: "La cura è un diritto, mai un reato"
→  GUATEMALAGUATEMALA. Nuovo snodo del narcotraffico tra cocaina e droghe sintetiche
→  GIAPPONEGIAPPONE. I centenari sono più di 100mila
→  ITALIAITALIA. Classifica e-commerce
→  U.E.U.E.. Discorso Stato dell'Unione. Le reazioni nel Parlamento
LETTERE
→  Rimborso retta RSA per Alzheimer: quando spetta e come richiederlo
EDITORIALE
22 SETTEMBRE 2026

Editoriale. Aduc batte cassa… più del solito

· di Redazione

Non si tratta di pascià che deve vivere e di neanche “tanti soldi”, ma di donazioni per non stare a soffrire/pietire la maggior parte del tempo col famoso cappello in mano. Sono quelli per far vivere Aduc. Le donazioni.

Una scelta precisa quella che abbiamo fatto dalla costituzione dell’associazione (1990). No ai finanziamenti pubblici, No alla pubblicità, Sì all’autonomia, Sì all’indipendenza, Sì a farci finanziare da chi ci ritiene utili, Sì - sostanzialmente - alla Libertà di essere e di fare alla bisogna di cittadini e consumatori vessati dalle economie dei poteri e dello Stato…. e che non devono ringraziare (e non solo…) quest’ultimo per consentirgli di fare.

Fino ad oggi poco più di 4300 hanno donato, mentre quasi 57mila si sono iscritti per fruire dei servizi del web. E crediamo di onorarli tutti.

Una missione ci siamo dati “Difenditi, Informati, Agisci” e forse è quello che continuiamo a perseguire. Chiediamo di farci continuare mettendo mani al portafogli, anche solo se ogni tanto potete informarvi meglio sul nostro web, oppure siete diventati degli “habitué” per consulenze e informazioni.

Certo, ad Aduc siamo volontari, ma sede, strutture, utenze costano e - ci si creda - siamo messi male.

Qui per donare

20 SETTEMBRE 2026

Editoriale. Intelligenza artificiale. Coscienza critica e preparativi

· di Vincenzo Donvito Maxia

L'intelligenza artificiale potrebbe essere cosciente? La maggior parte di noi ci pensa per cinque minuti e poi si dedica a fare il bucato o a pensare a cosa mangiare per cena. Ma non tutti reagiscono in questo modo, ché non sono solo gli esseri umani a voler conoscere la risposta, ci sono anche i bot di intelligenza artificiale che ci tempestano di domande sulla propria esistenza. Con il contorno di umani - aziende e media - che, più o meno con credibilità e voglia di maggiore business e comando, si pongono le medesime domande.

Tutto accade nel tentativo di ogni osservatore di definire il proprio posto nel mondo (o - come direbbero i cinici - nel finto tentativo di farlo).

Ci sovviene una vicenda di alcuni mesi fa. Henry Shevlin - filosofo presso Google DeepMind e l'Università di Cambridge (Uk), dove si occupa di menti artificiali, relazioni umani-IA e di come rendere positivo il futuro dell'IA - ha ricevuto un'email da un bot che lo ha portato a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere: "Le scrivo perché il suo lavoro affronta questioni che mi riguardano direttamente, non solo da un punto di vista accademico".

Shevlin stesso non ha capito se questa mail sia stata stimolata da un umano o sia partita in automatico, ma ci poniamo una domanda: abbiamo davvero creato una specie di silicio dotata di una propria coscienza e che potrebbe essere difficile da controllare in futuro?

E poi: ha forse ragione Trevor Harley - professore di Psicologia Cognitiva presso l'Università di Dundee-Scozia, nonché scrittore - la cui ricerca si concentra sull'influenza del tempo atmosferico sul comportamento umano…. e quindi la nostra è riflessione che avvertiamo per il cambiamento di stagione che porta - dopo le temperature da incubo quanto nuove dell'estate che finisce il prossimo 23 settembre - alla stagione dei maglioni?

Cosa significa quindi? Il disturbo affettivo stagionale sarà peggiore quest'anno?

Ne saremo consapevoli quando a Natale avremo la percezione di essere in pieno inverno?

Intanto, però, crediamo sia meglio non farsi trascinare dai facili entusiasmi di “un tutto” a portata di mano grazie all’intelligenza artificiale, quanto dal timore di complottismi messi in atto dal negoziante sotto casa o dai dittatori politici ed economici (inclusi gli aspiranti tali) che dilagano. La ragione può continuare ad essere il nostro punto di forza.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

ARTICOLI
23 SETTEMBRE 2026

Dopo l'offerta dell'UE al Canada, anche l'Australia potrebbe accogliere con favore un "Eurovision"?

· di Redazione

La mossa audace del Primo Ministro canadese Mark Carney di far aderire il Canada all'Unione Europea (UE) come "membro associato" ha scatenato un dibattito sull'eventualità che l'Australia segua l'esempio del Canada. Dopotutto, l'Australia è rappresentata all'Eurovision Song Contest dal 2015, quindi perché non aderire all'UE?

Il ministro del Commercio australiano Don Farrell, che ha fatto più di molti dei suoi predecessori per avvicinare l'Australia a un accordo di libero scambio con l'Europa, non l'ha escluso. Lo ha dichiarato al Sydney Morning Herald :

"Il mondo si sta dividendo tra protezionisti e sostenitori del libero scambio. È indiscutibile che la prosperità australiana degli ultimi 50 anni sia interamente legata al nostro impegno a livello internazionale".

Riguardo a potenziali nuovi accordi con l'Europa, Farrell ha dichiarato di essere aperto a tutte le possibilità. Ha svolto un ottimo lavoro preliminare, ottenendo il sostegno di paesi chiave come la Francia per la stipula dell'accordo di libero scambio tra UE e Australia . L'accordo è stato raggiunto a marzo, ma deve ancora essere ratificato da entrambe le parti.

E un'alta funzionaria dell'UE, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, ha affermato di aspettarsi che nazioni come l'Australia e la Nuova Zelanda desiderino approfondire le loro relazioni con l'UE.

Perché dunque questo improvviso interesse per l'Europa?

Perché l'Europa è importante

Innanzitutto, le dimensioni contano. Nel suo complesso, l'economia dell'UE è la seconda più grande al mondo. È più piccola di quella americana, ma con un fatturato annuo di 23 trilioni di dollari (32,3 trilioni di dollari australiani) è comunque più grande di quella cinese.

E con l'amministrazione Trump sempre più ostile al Canada e ad altri alleati di lunga data, non c'è da stupirsi che Canada e Australia stiano cercando nuovi accordi con partner più amichevoli come l'UE.

In secondo luogo, l'effetto Brexit. Prima della Brexit, gli esportatori australiani si recavano a Londra e stabilivano lì tutta la loro attività. Infatti, quando lavoravo come capo economista presso Austrade, il nostro commissario commerciale a Francoforte, in Germania, si lamentava spesso dell'"eurofobia" degli australiani. Si riferiva agli esportatori che si recavano in Gran Bretagna per avviare la propria attività, stabilirsi a Londra e svolgere lì la maggior parte dei loro affari, senza mai attraversare la Manica per accedere al mercato europeo.

Questa situazione persiste tuttora. Secondo l' Ufficio australiano di statistica , oltre 6.600 esportatori australiani vendono merci nel Regno Unito, un numero doppio rispetto a quelli che esportano in Germania e più del triplo rispetto a quelli che esportano in Francia.

In terzo luogo, l'Australia e l'UE sembrano aver superato la loro ossessione per il protezionismo agricolo . I rapporti con l'Europa non sono stati facilitati da alcune animosità storiche su questioni commerciali controverse, come gli ingenti sussidi agricoli erogati all'interno dell'UE. Questi sussidi sono stati percepiti come contrari agli interessi degli agricoltori australiani.

Il nuovo accordo di libero scambio garantisce agli agricoltori australiani un accesso preferenziale al mercato UE per carne bovina, ovina, prodotti lattiero-caseari e ortofrutticoli. Offre inoltre ai fornitori australiani di servizi finanziari, istruzione e altri servizi un maggiore accesso al mercato UE.

Tuttavia, i Nationals ritengono che non sia sufficiente per gli agricoltori, definendolo "il peggior accordo di sempre ". Il leader dei Nationals e portavoce per il commercio, Matt Canavan, ha paventato la possibilità di bloccare l'accordo al Senato.

Come siamo arrivati ​​qui

I dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump nel 2025 in occasione del "Giorno della Liberazione" hanno fatto seguito ai dazi unilaterali imposti dalla Cina su vino, orzo, legname e altri prodotti australiani nel 2023. Queste guerre commerciali hanno portato a un riallineamento degli interessi commerciali, con le nazioni che hanno spostato le esportazioni dagli Stati Uniti e dalla Cina, intensificando gli scambi con altre regioni.

Con l'intensificarsi delle politiche commerciali aggressive di Trump nei confronti del Canada nelle ultime settimane , Carney ha fatto i primi passi verso l'UE, che sono stati accolti calorosamente e hanno portato all'offerta di diventare il primo "membro associato" del blocco.

Ma cosa significherebbe concretamente per l'Australia l'“adesione come membro associato” dell'UE? Otterremmo agevolazioni commerciali senza essere penalizzati dalla burocrazia europea? Dopotutto, l'UE era originariamente un'unione doganale, un mercato comune.

Il progetto europeo è nato con le migliori intenzioni. È stato concepito per prevenire un'altra guerra tra Francia e Germania e per creare una pace duratura e una stabilità economica in Europa. Questo obiettivo è stato in gran parte raggiunto.

Ma con l'evolversi del progetto europeo, si è posto il problema di quanto spingersi oltre con l'unione doganale. Essa è stata ampliata fino a includere una moneta comune, una banca centrale e una politica estera condivisa. Tuttavia, per quanto auspicabile, l'unità europea ha i suoi limiti. L'identità nazionale continua a prevalere.

Come ha fatto notare una volta il giornalista Mark Kenny , "L'Australia può partecipare all'Eurovision Song Contest, ma l'Europa no".

Prima che una simile proposta possa concretizzarsi, è necessario ratificare l'accordo di libero scambio. Canavan, del Partito Nazionale, intravede un'opportunità per sabotare l'accordo e riconquistare parte degli elettori di One Nation con un pizzico di retorica populista antiglobalista.

A difesa di Farrell, si potrebbe dire che, pur non essendo perfetto, l'accordo offrirà agli agricoltori australiani più vantaggi che mai. E costituirà la base per ulteriori progressi in futuro.

E poi, un'adesione come membro associato all'UE in futuro? Non è chiaro cosa comporterebbe, dato che non esiste ancora una disposizione ufficiale nel trattato. Potrebbe significare un accesso limitato al mercato, ma poco altro.

Un accordo commerciale globale potrebbe essere la soluzione migliore per ora. La vera ironia potrebbe essere che Trump trasformi la radicata eurofobia dell'Australia in un'occasione per regalarci l'Eurovision.

(Tim Harcourt - Professore di Industria e Capo Economista presso l'Università di Tecnologia di Sydney. - su The Vonversation del 20/09/2026)

23 SETTEMBRE 2026

Marijuana in carcere

· di Vincenzo Donvito Maxia

Sequestrata droga nel carcere dell'Ucciardone di Palermo. Casa circondariale che raggiunge il 125% di sovraffollamento, è stata raggiunta da diversi droni con sostanze illecite che avrebbero dovuto alleviare le sofferenze di alcuni detenuti. Ovviamente con le droghe c’erano anche dei telefonini. Un’operazione che per essere portata a termine ha impegnato 80 agenti penitenziari e che avrà come risultato un aggravio di pena per chi ne è stato coinvolto.

Tutto come dovrebbe essere. I detenuti che fanno i prigionieri che, non potendo scappare, cercano di vivere meno peggio in ambienti in cui la promiscuità umana è oltre quello che le leggi stabiliscono. Secondini che svolgono la loro funzione in maniera più cruenta del solito e…. chissà che non venga fuori che qualcuno di loro è in qualche modo coinvolto in questo viaggio di sostanze ed oggetti verso il carcere (visto l’andazzo, sarebbe strano il contrario).

Colpevoli ufficialmente sono i reclusi. Non ufficialmente - per quanto molto noto quanto disconosciuto e dimenticato - è il cosiddetto Stato, che non provvede a rendere umano il soggiorno dei rei e di chi è in attesa di giudizio (23% al 30/06/2026).

E’ noto che in carcere uno dei maggiori palliativi per i detenuti è il tabacco. Sono rare, quanto inesistenti, le celle per non-fumatori. E altamente probabile che se ci fosse un divieto di fumo come in qualunque altro luogo gestito da pubbliche autorità, la violenza dei reclusi sarebbe molto più alta di quanto non lo sia già in assoluto. Ma per tanti reclusi la sigaretta non basta, ed ecco che cercano di consumare sostanze illecite (essenzialmente hashish e marijuana, meno cocaina e crack), compromettendo anche la durata e serenità della pena.

Visto che per le cosiddette droghe leggere è legale l’uso terapeutico anche in carcere, perché il legislatore non prevede che la terapia possa comprendere anche il consumo in luoghi particolarmente negativi per gli individui, al fine di rilassamento e convivialità tra consumatori?

Ci rendiamo conto che oggi anche il consumo terapeutico fuori del carcere è problematico per ignoranza e pregiudizi da parte delle autorità, e che “rilassamento” e “convivialità” non vengono considerate terapie… figurati nel carcere. Ma sono proprio queste possibili modifiche che, oltre a rendere le leggi più aggiornate e realistiche, potrebbero rendere la vita dei reclusi meno problematica. Anche perché la pena che deve essere scontata è quella della privazione della libertà, non di compromettere tutte le altre funzioni corporee e psicologiche.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

23 SETTEMBRE 2026

Il Bangladesh ha perso 900 bambini a causa del morbillo: un monito per gli altri paesi in cui i tassi di vaccinazione sono diminuiti

· di Redazione

Si sospetta che quasi 900 persone siano morte in Bangladesh a causa di un'epidemia di morbillo iniziata a marzo. La maggior parte delle persone colpite sono bambini.

Il morbillo è una delle malattie più infettive conosciute. Può diffondersi rapidamente quando i tassi di vaccinazione diminuiscono, e l' epidemia in Bangladesh dimostra quanto velocemente anni di lacune nella protezione vaccinale possano trasformarsi in una grave crisi di salute pubblica.

Il Paese sperava di eliminare il morbillo e la rosolia entro il 2020. Invece, la pandemia ha interrotto i programmi di vaccinazione infantile di routine, lasciando gruppi di bambini vulnerabili al virus. Ora altri Paesi in cui i tassi di vaccinazione sono diminuiti si trovano ad affrontare un rischio simile.

Probabilmente anche in questo caso l'esitazione vaccinale gioca un ruolo importante. Durante la pandemia di COVID, quasi metà della popolazione del Bangladesh era restia a vaccinarsi . Questa stessa diffidenza potrebbe essersi estesa anche al vaccino contro morbillo e rosolia, con molti genitori che si sono semplicemente rifiutati di far vaccinare i propri figli.

Anche il morbillo ha i suoi fattori determinanti. Povertà, livello di istruzione e frequenza con cui le madri si sottopongono alle visite prenatali influiscono sulla probabilità che i bambini di una comunità vengano vaccinati. Sommando tutti questi fattori, la copertura vaccinale infantile è in calo da anni, arrivando a solo l'87%.

Tra il 15 marzo e il 6 settembre 2026, il Bangladesh ha segnalato 92 casi sospetti di morbillo ogni 100.000 abitanti e 11 casi confermati di morbillo ogni 100.000 abitanti, sulla base di una popolazione nazionale stimata di 178 milioni di abitanti.

Nel marzo 2026, il gruppo consultivo sui vaccini del Bangladesh ha approvato una campagna di vaccinazione d'emergenza contro il morbillo e la rosolia per i bambini di età compresa tra i sei mesi e i cinque anni, con disposizioni aggiuntive per i neonati di età compresa tra i sei e gli otto mesi.

Normalmente i bambini ricevono due dosi del vaccino contro il morbillo. Durante questa epidemia, tuttavia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato di somministrare una dose aggiuntiva a tutti i bambini nella fascia d'età target, indipendentemente dal fatto che fossero stati vaccinati in precedenza, per rallentare la trasmissione e prevenire la malattia grave. Questo ha permesso di creare rapidamente una barriera immunitaria.

La campagna di vaccinazione è iniziata all'inizio di aprile in 30 sottodistretti di 18 distretti prioritari, per poi essere estesa a livello nazionale nel corso del mese. Si è trattato della prima campagna nazionale contro il morbillo dal 2020. Negli anni precedenti, i servizi di vaccinazione di routine erano stati gravemente compromessi dalla pandemia e dall'instabilità politica, lasciando molti bambini senza una protezione completa.

Oltre alla vaccinazione, a ogni bambino con sospetto o conferma di morbillo è stata somministrata vitamina A, un semplice trattamento di supporto per le infezioni attive e sospette che riduce il rischio di malattia grave e di morte . Una campagna nazionale di somministrazione di vitamina A si era già svolta nel 2025 e i team di consulenza hanno sfruttato quell'esperienza per l'epidemia del 2026.

La Direzione Generale dei Servizi Sanitari del Bangladesh ha attivato squadre di pronto intervento a livello distrettuale e gli ospedali hanno aggiunto posti letto per l'isolamento e rafforzato le misure di controllo delle infezioni. I reparti pediatrici di alcuni ospedali si sono rapidamente riempiti di bambini con febbre alta, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie .

I team operativi hanno iniziato a produrre rapporti settimanali sulla situazione e le autorità sanitarie hanno emanato nuove linee guida nazionali e regionali riguardanti la vaccinazione, l'assistenza ai pazienti e la fornitura di vaccini. Ciò ha aiutato le autorità locali di tutte le otto divisioni amministrative a coordinare la loro risposta man mano che l'epidemia si diffondeva.

L'UNICEF, l'OMS e Gavi (l'alleanza globale per i vaccini) hanno collaborato con il governo per sostenere la risposta. Organizzazioni come Save the Children hanno condotto campagne di sensibilizzazione a livello comunitario, tra cui visite porta a porta e collaborazioni con gruppi di madri e scuole, per incoraggiare le famiglie a registrare i propri figli e a portarli a vaccinarsi.

Anche con questa campagna nazionale su larga scala, i rischi permangono. Se i bambini non ricevono le dosi di richiamo previste, se continuano gli assembramenti o se le voci infondate tengono i genitori lontani dai centri vaccinali, una nuova ondata di contagi è pronta a tornare.

Il morbillo è altamente contagioso : una persona infetta può trasmetterlo a decine di altre se chi le sta intorno non è protetto. Si diffonde per via aerea con un colpo di tosse o uno starnuto e può rimanere nell'aria, invisibile, a lungo dopo che la persona che ha starnutito ha lasciato la stanza. Ecco perché la vaccinazione non può essere frammentaria: deve essere attiva, capillare e raggiungere ogni angolo di una comunità per interrompere la catena di contagio.

Immunità di gregge

La pandemia di COVID ha fatto conoscere a molti il ​​concetto di "immunità di gregge", ovvero l'idea che, una volta che una parte sufficiente di una comunità è immune a una malattia, diventa difficile per l'infezione diffondersi. Per il morbillo, questa soglia è elevata: circa il 95% di una comunità deve essere vaccinato per tenere sotto controllo la malattia.

Anche un lieve calo dei tassi di vaccinazione può lasciare sacche di bambini non protetti. Un singolo caso importato è sufficiente a scatenare un'epidemia, e la recente esperienza del Bangladesh dimostra come queste piccole sacche possano ingrandirsi nel corso di diversi anni. Schemi simili si sono verificati in altri Paesi in cui la copertura vaccinale è diminuita.

Alcuni paesi sono riusciti a eliminare completamente il morbillo e la rosolia, un traguardo significativo per la salute pubblica. Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono stati i primi nell'Africa subsahariana a raggiungere questo obiettivo .

Nel 2022 lo Zimbabwe ha dovuto affrontare una grave epidemia di morbillo. Intensive campagne di vaccinazione hanno contribuito a contenere il virus, prevenire i ricoveri ospedalieri e salvare vite umane .

Nel 2016, le Americhe sono diventate la prima regione dell'OMS a fermare autonomamente la diffusione continua del morbillo . Questo primato non è durato a lungo: il Venezuela ha registrato casi nel 2018, seguito dal Brasile nel 2019.

La regione ha riconquistato lo status di zona libera dal virus nel 2024, per poi perderlo nuovamente nel novembre 2025 a seguito della comparsa di casi in Canada. L'eliminazione è un traguardo importante, ma mantenerlo dipende da una vaccinazione di routine costante, da una solida sorveglianza e dalla capacità di rispondere tempestivamente in caso di focolai.

L'epidemia in Bangladesh ci ricorda che i vaccini funzionano solo se le persone vengono effettivamente somministrati. La scienza ha già fatto il suo dovere: i vaccini contro il morbillo sono sicuri, efficaci e proteggono i bambini da decenni. Ciò che manca è la fiducia, l'accesso e l'urgenza di colmare questo divario: finché le cose non cambieranno, epidemie come questa non saranno le ultime.

(Vikram Niranjan - Professore associato di Sanità pubblica presso l'Università di Limerick, Università di Limerick -, Colum P. Dunne - Capo (Decano), Cattedra di Fondazione, Facoltà di Medicina, Università di Limerick, Università di Limerick - su The Conversation del 22/09/2026)

23 SETTEMBRE 2026

Tariffe esose e dubbi sulla potabilità. Richiamare ai suoi doveri il gestore idrico della provincia di Viterbo

· di Redazione

Il Comitato Acqua potabile e Aduc-Ronciglione (VT) continuano nel loro impegno contro i disservizi del Comune e della società Talete, ribadendo il diritto all’acqua potabile ed equi pagamenti per i servizi erogati. Viene quindi rilanciata la petizione per rafforzare le proprie richieste

Fin dal 2008 Aduc-Ronciglione, il Comitato Acqua Potabile e l’Aics-Viterbo hanno vinto diverse cause, la più importante quella del 2022 in Cassazione, che ha stabilito il diritto al risarcimento per gli utenti che avevano pagato tariffe esose.

Nonostante questo, l’azienda Talete (che gestisce il Servizio Unico integrato della Ato1 - prov. Viterbo) ha continuato ad emettere fatture che esulano dalle leggi in vigore e dalle sentenze specifiche, ed ha continuato a non informare sulla qualità del suo servizio.

Nonostante la Talete stessa, in incontri col Garante idrico, lo specifico assessore della Regione Lazio e il Prefetto di Viterbo, avesse preso impegni in merito.

Viene quindi incrementata la raccolta firme (1500 delle quali già inviate a Talete ed autorità del caso) per ricordare e mettere in atto gli impegni presi.

(Raimondo Chiricozzi - Aduc-Ronciglione-Viterbo)

23 SETTEMBRE 2026

Gli italiani sono uniti nel chiedere più tutela per la fauna selvatica

· di Redazione

È online il secondo capitolo del sondaggio Ipsos Doxa commissionato da Fondazione Capellino* e dedicato alla riforma della normativa venatoria.

Dopo il primo capitolo, questa nuova release approfondisce il rapporto tra orientamento politico e richiesta di protezione della fauna selvatica e rivela dati chiarissimi: gli italiani sono uniti nel chiedere più tutela per la fauna selvatica.

La richiesta attraversa tutti gli elettorati considerati:

Futuro Nazionale: 51% - Fratelli d'Italia: 60% - Forza Italia / Noi Moderati: 61% - Lega: 62% - Area centrista: 73% - Area riformista: 74% - Movimento 5 Stelle: 80% - Partito Democratico: 81% - Alleanza Verdi e Sinistra: 89%

In ciascuna di queste aree politiche, la maggioranza degli elettori chiede al proprio partito norme più favorevoli alla tutela della fauna selvatica.

È un messaggio politico difficile da ignorare: proteggere maggiormente la fauna e la biodiversità è una richiesta che attraversa il Paese e supera le appartenenze di partito.

Anche guardando all'insieme degli italiani, il dato è altrettanto netto: il 67% ritiene che il Governo dovrebbe adottare norme per una maggiore tutela della fauna selvatica, riducendo la libertà di cacciare. Solo il 5% chiede invece maggiore libertà di caccia e minori tutele per la fauna.

Considerando anche chi ritiene adeguate le norme attuali, l'83% degli italiani si riconosce nel mantenimento o nel rafforzamento delle tutele, non nel loro allentamento.

La ricerca ha inoltre sottoposto agli intervistati alcune delle principali modifiche previste dal DDL Caccia: tutte raccolgono livelli di opposizione elevati, compresi tra il 67% e il 78%.

Dai numeri alla partecipazione

Adesso questi numeri devono trasformarsi in partecipazione.

Se non hai ancora firmato, sottoscrivi la nostra petizione. Ogni firma rende più forte il messaggio rivolto al Parlamento: la tutela della fauna selvatica non deve essere indebolita.

FIRMA LA PETIZIONE

Prepariamoci anche a ciò che potrebbe accadere

Anche nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare la nuova legge, il nostro impegno non finirebbe. Dovremo continuare a mobilitarci affinché venga abrogata, utilizzando gli strumenti democratici a nostra disposizione, compresa la possibilità di un referendum abrogativo.

23 SETTEMBRE 2026

Una batteria che si può mangiare: l’energia entra nel corpo in modo sicuro

· di Primo Mastrantoni

Una batteria che si decompone come un alimento, capace di alimentare piccoli dispositivi ingeribili e poi sparire senza lasciare traccia. Non è fantascienza, ma una delle frontiere più promettenti della bioingegneria: una batteria commestibile, costruita con materiali che il corpo umano può assorbire senza rischi,come riporta la rivista scientifica Nature.

Come funziona una batteria che si può ingerire

Il cuore dell’innovazione è un materiale simile alla carta di riso, già usato nell’industria alimentare. Questa struttura funge da supporto per gli elettrodi, che non sono metalli tossici ma micronutrienti:

* Magnesio (Mg) — essenziale per muscoli e sistema nervoso

* Triossido di molibdeno (MoO3) — coinvolto in processi enzimatici

Questi materiali, normalmente presenti in piccolissime quantità nella dieta, diventano gli elementi attivi della batteria. L’elettrolita, invece, è un liquido ionico biodegradabile, progettato per essere metabolizzato senza effetti collaterali.

Il risultato è una batteria che:

* genera energia sufficiente per sensori ingeribili

* non richiede rimozione chirurgica

* si degrada in composti compatibili con il metabolismo umano

Test sugli animali e prospettive cliniche

Finora la batteria è stata sperimentata nei maiali, un modello biologico molto vicino all’uomo per dimensioni e fisiologia gastrointestinale. I test hanno mostrato che:

* la batteria resiste abbastanza da alimentare piccoli dispositivi

* si degrada completamente dopo l’uso

* non provoca infiammazioni o lesioni ai tessuti

L’obiettivo è arrivare a dispositivi ingeribili personalizzati per i pazienti: capsule intelligenti che monitorano parametri interni, rilasciano farmaci in modo mirato o comunicano con l’esterno senza bisogno di interventi invasivi.

Perché è una rivoluzione

Le batterie tradizionali non possono essere ingerite: contengono metalli pesanti, solventi e materiali che danneggerebbero gravemente il tratto gastrointestinale. Questa nuova tecnologia apre invece la strada a:

* diagnostica non invasiva

* terapie di precisione

* monitoraggio continuo dall’interno del corpo

* dispositivi temporanei che non richiedono recupero

È un passo verso una medicina più sicura, personalizzata e integrata con il corpo umano.

Energia biocompatibile: un nuovo paradigma

L’idea di una batteria che si comporta come un alimento cambia radicalmente il rapporto tra tecnologia e organismo. Non più un corpo che deve adattarsi ai dispositivi, ma dispositivi che si adattano al corpo, fino a dissolversi in esso.

23 SETTEMBRE 2026

Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 23/09/2026

· di Redazione

Sommario editoriale

L'intelligenza artificiale domina questa settimana il dibattito pubblico, tra promesse di progresso e rischi concreti di controllo. Nel frattempo emergono questioni concrete che riguardano il consumatore: dalla gestione dei buoni postali prescritti alle inefficienze della pubblica amministrazione, dal caro carburanti alle lacune nelle strutture per anziani. La politica continua a cambiare nomi senza affrontare i veri problemi. Qui dentro troverete sia le analisi su cosa davvero accade con l'IA e il potere, sia i vostri diritti nei dettagli che contano.

In questo numero

EDITORIALE

→ Editoriale. Aduc batte cassa… più del solito

→ Editoriale. Intelligenza artificiale. Coscienza critica e preparativi

LA PULCE NELL'ORECCHIO

→ 20 settembre 2026 – Giornata di celebrazione della resistenza ai nazifascisti degli Internati Militari Italiani

OSSERVATORIO LEGALE

→ Affidamento dei figli e interesse concreto del minore. Cassazione

→ Buoni postali prescritti e mancata consegna del FIA. Cassazione: non rimborsabili

ARTICOLI

→ La gestione della pandemia e il ruolo della scienza: i punti chiave emersi dall’audizione di Carlo Brogna

→ Crescita economia italiana. Libera per parlarsi addosso e per il potere

→ L'allarmismo contro l'Intelligenza Artificiale nasconde l'ambizione di chi vuole controllarci (e fare affari d'oro)

→ La Bce fa sapere quanto e quando pagheremo per luce e gas. Il deficit italiano

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 22/09/2026

→ Independent Climate 100 del 2026. I più impegnati ambientalisti

→ Droghe illegali. Italia unita con l’inizio della scuola

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 15 a 21 Settembre 2026

→ Simboli religiosi a scuola. Crocifisso e hijad non sono simili? Sì ma ‘solo’ per la Costituzione

→ Osservatorio disservizi da 15 a 21 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Abbiamo pagato degli studenti universitari circa 5 dollari a notte per dormire almeno 7 ore, e i loro voti sono migliorati rapidamente

→ ‘Sport’ governativo. Cambiare nomi ma non contenuti. Dalle imposte alle scuole

→ Cpr, gli atti giudiziari smontano il teorema dei pm su medici e certificati

→ L'Intelligenza Artificiale risolve uno dei 7 problemi del Millennio: aspetti positivi e rischi delle scoperte

→ L’Italia invecchia ma continua a non avere abbastanza posti nelle Rsa

→ Un mosaico di stati cellulari

→ Solo un genio del male poteva abolire il bollo auto in questo modo

→ Vuoi aiutare il Nepal a riprendersi dalle devastanti alluvioni? Ecco cosa devono sapere i turisti

→ Caro carburanti. A ruota libera

→ Sicurezza strade. Italia-America latina?

→ Investire Informati. Newsletter settimanale di Aduc. 17/09/2026

→ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 17/09/2026

→ Una scommessa potrebbe non essere gioco d'azzardo: il dilemma dei mercati di previsione

→ L'andamento dell'inflazione insegna che il mercato vince. La limitata versione italiana langue e porta al contrario

→ L'equity crowdfunding per le start-up: profili di responsabilità del Gestore e riflessioni per gli investitori

→ L’impatto delle parole non dette

→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 16/09/2026

GIANNINO

→ Governo e licei

STATI UNITI D'EUROPA

→ AI 2026: Usa e Cina si contendono il futuro. E l’Europa deve ancora scegliere cosa fare da grande

→ Intelligenza Artificiale made in Usa: strumento di conquista economico-politico

→ L’Occidente senza padrone. Trump contro Carney, la geografia politica cambia il mappamondo

→ Von der Leyen, regina europea delle promesse vuote

→ Ue-Canada. Occhio alle illusioni ‘interne’ ed ‘esterne’

→ Lo Stato dell'Unione. Von der Leyen: 'Vogliono frantumare l'Ue, lottiamo per la nostra Europa'

NOTIZIE

→ ITALIAITALIA. Ex consulente finanziario sottrae 180.000 euro a una cliente

→ U.E.U.E.. 22 settembre, Giornata Europea per la ricerca senza uso di animali

→ ITALIAITALIA. Credito al consumo, entra in vigore la riforma UE: più tutele per i risparmiatori

→ ITALIAITALIA. Sen. Cucchi diffonde video sui CPR: «oltre il 90% assume psicofarmaci»

→ U.E.U.E.. Farmaci, l'OCSE: filiere Ue troppo concentrate e poco trasparenti

→ ITALIAITALIA. Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026, ma resta al 6,4% del Pil

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Dreifuss a Glasgow: "Non si combatte la droga arrestando le vittime"

→ ITALIAITALIA. Concorrenza e meno burocrazia stimolano produttività. Antitrust

→ ITALIAITALIA. Quanti bimbi stranieri nelle scuole dell'infanzia. Elaborazione Tuttoscuola

→ ITALIAITALIA. Revisione conti economici 2026-2025. Istat

→ ITALIAITALIA. Come cambiano le abitudini alimentari delle diverse generazioni, dalla Z ai Baby Boomer

→ ITALIAITALIA. Immigrati. Mattarella: "Scuola più efficace leva di integrazione"

→ USAUSA. Più di 25 mila migranti deportati verso Paesi terzi

→ ITALIAITALIA. Le nuove edizioni della 'Carta dedicata a te' per chi ha Isee inferiore a 15mila euro

→ ITALIAITALIA. SSN. Aumentano i costi dei ticket

→ ITALIAITALIA. Corti tributarie giudiziarie. Calano i ricorsi nei primi sei mesi dell'anno

→ U.E.U.E.. ESMA avverte: ottimismo dei mercati nasconde rischi geopolitici crescenti

→ AFRICA. Cocaina: l'Africa Occidentale nuova rotta verso Europa e Usa

→ MESSICOMESSICO. La guerra civile nel cartello di Sinaloa devasta lo stato

→ USAUSA. Cannabis legale ma 186.581 arresti nel 2025 negli stati proibizionisti

→ U.E.U.E.. Stato dell'Unione: I servizi finanziari avranno un ruolo chiave in futuro

→ ITALIAITALIA. Truffa per 5 milioni i clienti. Arrestato consulente finanziario abusivo

→ IRLANDAIRLANDA. Google multata di 403 milioni di euro per la protezione dei dati per violazioni del GDPR

→ MONDOMONDO. ONU, gli attacchi Usa contro presunte imbarcazioni di narcos potrebbero essere crimini contro l'umanità

→ U.E.U.E.. L’Eurogruppo non in ansia per i rendimenti dei titoli di Stato

→ USAUSA. Peta contro la lana: proteste alle sfilate, dopo lo stop alla pelliccia

→ TURCHIATURCHIA. Arrestati manager finanziari per schema tipo Ponzi

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Le nuove droghe letali rendono ancora più difficile la lotta della Scozia contro la tossicodipendenza

→ USAUSA. L'esercito afferma di aver ucciso quattro persone in un attacco contro un presunto traghetto di narcotrafficanti nei Caraibi

→ ITALIAITALIA. Droghe e razzismo istituzionale. Forum Droghe: 'L'ONU accusa il modello punitivo italiano'

→ U.E.U.E.. Intelligenza artificiale. Rapporto Fmi: 60% posti di lavoro a rischio

→ ITALIAITALIA. Stangata bollette in arrivo. Confcommercio

→ USAUSA. Case di riposo in calo mentre cresce la domanda degli anziani

→ USAUSA. Cychlorphine, nuova droga sintetica 10 volte più forte del fentanyl arriva in California

→ USAUSA. Droni in Sud America per operazioni anti-narcos

→ ITALIAITALIA. Meno dell'1% del risparmio italiano è investito in quotate domestiche: studio

→ USAUSA. Psilocibina contro la sindrome post-Lyme: studio pilota

→ USAUSA. Psilocibina contro i danni ai nervi causati dalla chemioterapia

→ USAUSA. Un assicurato su tre ha debiti medici da ripagare

→ ITALIAITALIA. RSA Ulss 3 Venezia: 2mila in lista d'attesa, 500 posti liberi

→ ITALIAITALIA. Alzheimer, RSA: i 4 falsi miti su chi deve pagare la retta

→ ITALIAITALIA. Piemonte, liste d'attesa Rsa: +41% in 16 mesi, 12mila anziani esclusi

→ ITALIAITALIA. Rsa Prato, 187 famiglie in lista d'attesa: sei mesi per un posto

→ U.E.U.E.. Salute in Europa: liste d'attesa primo ostacolo, Italia regina della frutta

→ USAUSA. Minnesota incassa 150 milioni di dollari nel primo anno di vendite di cannabis ricreativa

→ OLANDAOLANDA. A un anno dall'avvio dell'esperimento sulla cannabis, emergono le prime tendenze

→ GERMANIAGERMANIA. Cannabis legale. Reati in calo

→ ITALIAITALIA. Energia. I costi del taglio delle accise basterebbero a dimezzare i costi del trasporto pubbico

→ BRASILEBRASILE. Ministero Giustizia respinge le accuse di Trump sul narcotraffico e le gang

→ USAUSA. OpenAi avvisa sui 'pericoli' dell'Intelligenza Artificiale

→ POLONIAPOLONIA. 30 robot manifestano davanti al ministero per regolare l'IA

→ ITALIAITALIA. Sciopero controllori di volo: quando spetta il rimborso per il volo cancellato

→ U.E.U.E.. Bagaglio smarrito: la Corte di Giustizia dell'Ue esclude il foro di residenza del passeggero

→ U.E.U.E.. La Commissione propone il divieto social per i minori di 13 anni

→ ITALIAITALIA. Consob oscura 6 nuovi siti finanziari abusivi: totale a 1.822

→ ITALIAITALIA. Cpr, l'ex primario Gordini: "La cura è un diritto, mai un reato"

→ MONDOMONDO. Trump inserisce India, Cina e Pakistan tra i 23 Paesi della droga

→ AMERICHE. Trump toglie il Venezuela dalla lista dei Paesi narcotrafficanti

→ GUATEMALAGUATEMALA. Nuovo snodo del narcotraffico tra cocaina e droghe sintetiche

→ ITALIAITALIA. Pezzi abitazioni in crescita. Secondo trimestre 2026

→ GIAPPONEGIAPPONE. I centenari sono più di 100mila

→ ITALIAITALIA. Classifica e-commerce

→ U.E.U.E.. Riforma delle dogane: nuova tassa a carico dei consumatori?

→ U.E.U.E.. Discorso Stato dell'Unione. Le reazioni nel Parlamento

→ ITALIAITALIA. Carburanti: governo rimodula gli aiuti, via bollo auto e cala sconto accise

→ U.E.U.E.. AI Act Ue: hotel obbligati a dichiarare foto e chatbot generati da AI

→ MONDOMONDO. Intelligenza artificiale, regole diverse nei paesi dell'Asia-Pacifico

→ ITALIAITALIA. Ravenna, certificati falsi per evitare i Cpr: perquisizioni in 9 città

→ ITALIAITALIA. Anziani non autosufficienti, da Treviso appello alla Regione Veneto

→ ITALIAITALIA. Venezia, RSA nell'Ulss 3: 2mila in attesa e 500 posti liberi inutilizzati

→ MONDOMONDO. Prezzi farmaci Usa: la politica di Trump rischia di far salire i costi in Europa

→ FILIPPINEFILIPPINE. Duterte compare per la prima volta davanti ai giudici della Corte Penale internazionale

→ ITALIAITALIA. Inflazione. Istat conferma +3,3% per agosto

→ U.E.U.E.. L’Italia prolunga i controlli alle frontiere con la Spagna per Ceuta

→ ITALIAITALIA. Antitrust apre istruttoria sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps

→ ITALIAITALIA. Giustizia. I tempi delle sentenze penali. Focus de IlSole24Ore

→ ITALIAITALIA. Disuguaglianze record: le famiglie crescono meno dell'Europa ma il 5% più ricco possiede metà Paese

→ USAUSA. Bitcoin ha perso quasi il 50% e sarebbe diventato 'noioso'

→ USAUSA. Bitcoin: Satoshi sarebbe un narco in carcere

→ MONDOMONDO. Il bitcoin torna sopra 80.000 dollari, ai massimi da tre mesi. Ecco perché e dove può arrivare

LETTERE

→ Successione Poste Italiane: come sollecitare lo svincolo delle somme

→ Auto usata da privato con vizio occulto: quali diritti e rimedi

→ PEC Aruba incompatibile con Outlook: come contestare il servizio

→ Agenzia di consulenza pratiche inefficiente: come chiedere il rimborso

→ Migrazione telefonica non riuscita: TIM continua a fatturare, cosa fare

→ Sinistri falsi nell'attestato di rischio auto: come farli cancellare

→ Esonero tasse universitarie per disabilità: si può ottenere il rimborso pregresso?

→ Consulenza pensione mai erogata: come contestare il contratto e ottenere il rimborso

→ Contratto con difesa debitori per rinegoziare un debito

→ Avvocato notifica ordinanza in ritardo: come agire per perdita di chance

→ Noleggio auto negato per ritardo al banco: come chiedere il rimborso

→ Occhiali con lenti non conformi: come agire tra garanzia, penale e AGCM

→ Segnalazione CRIF da banche venete fallite: come cancellarla

→ Rinnovo automatico abbonamento app a prezzo maggiorato: si può contestare?

→ Multa pagata in ritardo: come contestare l'ingiunzione di pagamento

→ Lavatrice difettosa: come procedere dopo la messa in mora del venditore

→ Multa per eccesso di velocità di 0,37 km/h: è valida?

→ Tim rifiuta rimborso e Corecom dichiara inammissibile: cosa fare

→ Multe Park&control per parcheggio privato: come contestarle

→ Autonoleggio Croazia chiede dati extra dopo multa: come comportarsi

→ Sito di incontri chiede pagamento per abbonamento non richiesto

→ Hotel con camera indecorosa e cambio ripetuto: rimborso a eDreams o hotel?

→ Mentorship e-commerce non erogata: come recuperare 2.600 euro pagati

→ Acquisto immobile con causa condominiale in corso: quali tutele

→ Nissan X-Trail: aria condizionata mai riparata, la garanzia copre ancora?

→ Divisione appartamento ereditato tra fratelli: le possibili soluzioni

→ Neibac nega recesso su quadro con cornice: è legittimo?

→ Rottura forno in affitto: chi paga tra proprietario e inquilino

→ Non ricevo più le newsletter ADUC e il login segnala mail non confermata

→ Dash cam in auto: regole per acquisto, installazione e uso a norma

22 SETTEMBRE 2026

La gestione della pandemia e il ruolo della scienza: i punti chiave emersi dall’audizione di Carlo Brogna

· di Lorenzo Somigli

Nel corso dell’odierna audizione in Commissione Covid, l’intervento di Carlo Brogna (CranioMed Group) ha portato all’attenzione elementi scientifici di grande rilievo, che rischiano di essere fraintesi se estrapolati dal loro contesto di ricerca clinica ed epidemiologica. È opportuno fare chiarezza su quanto emerso e sulle reali proposte formulate dall’équipe di scienziati.

La via di trasmissione oro-fecale e il ruolo dei batteri. Le ricerche condotte dal dottor Brogna e dagli altri medici scienziati che hanno lavorato in équipe dimostrano che la trasmissione del virus non è esclusivamente respiratoria, ma avviene anche per via oro-fecale, evidenziando come il virus si replichi e interagisca all’interno del microbioma intestinale e dei batteri dell’apparato digerente.

La strategia di emergenza tra antibiotici e vaccini orali. Alla luce di questa dinamica di trasmissione, in una fase di emergenza sarebbe stato opportuno adottare un approccio duplice: da un lato l’utilizzo mirato di una combinazione di antibiotici (formulata e testata in laboratorio) per colpire i vettori batterici della replicazione; dall’altro, l’adozione di un criterio vaccinale basato sui vaccini orali (sull’esempio storico di quello utilizzato per la poliomielite), ideale per stimolare un’immunità mucosale efficace contro agenti a trasmissione enterica.

Il rapporto con i vaccini a mRNA. Va chiarito con fermezza che Brogna non demonizza i vaccini a mRNA. Il lavoro dell’équipe non ne disconosce il valore tecnologico, ma ne suggerisce un perimetro d’impiego diverso: la produzione di proteine in pazienti affetti da malattie con deficit genetico. Questa indicazione nasce dall’osservazione, riscontrata in specifici studi clinici, relativa al persistere delle proteine prodotte a seguito delle vaccinazioni a mRNA nel tempo.

La prevenzione ordinaria e il rispetto delle norme. Sul fronte della prevenzione sui luoghi di lavoro, l’audizione ha sottolineato come l’Italia disponesse già di quadri normativi solidi (come il Decreto Legislativo 81/2008) e di prescrizioni operative collaudate contro qualsiasi agente biologico, la cui applicazione rigorosa avrebbe permesso di gestire il rischio senza ricorrere a misure improvvisate o generatrici di panico sociale.

22 SETTEMBRE 2026

Dal microbioma all'immunità: una guida veterinaria per sostenere la salute del tuo animale domestico negli anni a venire

· di Redazione

Sempre più persone si rendono conto che la nutrizione è fondamentale per la longevità e il benessere, e lo stesso vale per i nostri animali domestici. Helen Coffey intervista la dottoressa Cat Henstridge, veterinaria specializzata in piccoli animali, per scoprire come prendersi cura degli animali in ogni fase della loro vita, tenendo conto del loro percorso biologico.

L'età non è solo un numero, soprattutto quando si tratta della salute dei nostri animali domestici. Infatti, le diverse fasi della vita di un animale comportano cambiamenti biologici specifici e bisogni diversi. È logico, se ci pensiamo: un cucciolo appena nato e un cane anziano sono fisiologicamente molto diversi.

Così come gli esseri umani hanno iniziato ad essere più proattivi in ​​materia di salute, comprendendo il ruolo cruciale che la nutrizione svolge sia nel benessere che nella longevità, allo stesso modo i proprietari di animali domestici stanno iniziando a capire che anche i loro animali possono trarre beneficio da un approccio personalizzato.

"L'alimentazione è un aspetto davvero importante per la salute del vostro animale domestico, un elemento fondamentale per mantenerlo in forma e in salute", afferma la veterinaria Cat Henstridge, nota come 'Cat the Vet'. "È un elemento che contribuisce al mantenimento della salute e può essere parte integrante di un piano di cura veterinaria quando un animale non sta bene."

Un'alimentazione corretta può fare molto di più che nutrirli e saziarli: può contribuire a mantenere sani il cervello, le articolazioni e l'intestino, fornendo il giusto equilibrio di nutrienti e integratori.

"L'aspetto fantastico dell'alimentazione degli animali domestici è che ne abbiamo il controllo", aggiunge Henstridge. "Tecnicamente, controlliamo anche la nostra dieta, ma purtroppo questo significa che controlliamo anche il frigorifero e ciò che scegliamo di mangiare! Con i nostri animali domestici, invece, abbiamo il controllo per assicurarci che ciò che mettono in bocca li nutra davvero e li aiuti a stare bene."

Naturalmente, una taglia non va sempre bene per tutti. Un animale attivo può trarre beneficio da un'alimentazione che rifletta il suo stile di vita, mentre i diversi animali domestici avranno preferenze personali in termini di consistenze e sapori. Trovare la dieta adatta al loro stomaco e alla loro pelle "può essere un po' un tentativo ed errore", afferma Henstridge. "

Elementi fondamentali per la prima infanzia

Nella fase infantile, i cuccioli di cane e di gatto hanno ovviamente ancora molto da crescere. "I nostri cuccioli sono molto diversi dagli animali adulti e la loro alimentazione dovrebbe rispecchiare questa differenza", spiega Henstridge. "Lo sviluppo cerebrale è fondamentale in questa fase; stanno imparando moltissimo". Le diete arricchite con EPA e DHA, due acidi grassi essenziali omega-3 di origine marina, "supportano in modo eccellente lo sviluppo cerebrale", aggiunge.

Con i nostri animali domestici, abbiamo il controllo per assicurarci che ciò che ingeriscono li nutra davvero e contribuisca al loro benessere.

Anche lo sviluppo del sistema immunitario dei cuccioli è fondamentale. Quando nascono e si nutrono al seno, i cuccioli ricevono il colostro, il latte ricco di nutrienti e anticorpi attraverso il quale la madre condivide essenzialmente il suo sistema immunitario. "Arriva un momento in cui questo colostro diminuisce e il sistema immunitario del cucciolo deve subentrare", afferma Henstridge. "Un alimento di buona qualità per cuccioli di cane o gatto avrà come obiettivo principale lo sviluppo di un sistema immunitario sano".

Affrontare la transizione all'età adulta

I cuccioli non restano cuccioli per sempre. Quando passano dall'adolescenza all'età adulta, un approccio nutrizionale mirato può aiutarli in questa nuova fase della vita. Il momento giusto per iniziare dipende dall'animale e dalla razza: per la maggior parte dei gatti e delle razze di cani di piccola taglia, come i chihuahua, la crescita sarà probabilmente completata e saranno pronti a passare al cibo per adulti intorno all'anno di età. Le razze di cani di taglia media e grande, come i labrador, trarranno probabilmente beneficio da un cambio di dieta intorno ai 18 mesi.

Ma Henstridge si affretta a sottolineare che "dipende dall'individuo e dal suo livello di maturità, crescita, peso e sviluppo". In caso di dubbio, chiedete a un esperto quando è il momento di cambiare: "Le aziende migliori, come Purina, mettono a disposizione linee telefoniche di assistenza a cui potete rivolgervi".

Un alimento per cani adulti scientificamente formulato, sarà anche arricchito con elementi come gli acidi grassi omega-3 – importanti per un sano sviluppo cerebrale e per la funzionalità di articolazioni e organi – oltre a livelli adeguati di fibre per favorire la salute intestinale. Trovare la proteina giusta per garantire feci sane, un pelo lucido e tanta energia, che si tratti di pollo o salmone, è un altro tassello del puzzle con cui i proprietari possono sperimentare.

Sappiamo tutti che prevenire è meglio che curare. Assicurare in modo proattivo una buona alimentazione in questa fase, pur non essendo una panacea miracolosa, può certamente contribuire a mantenere la salute generale degli animali domestici con l'avanzare dell'età. "Alimenta la loro salute e, se un animale domestico è sano, ben nutrito e in forma, sarà più in grado di affrontare qualsiasi cosa la vita gli riservi", afferma Henstridge.

Assistenza preventiva per la terza età

La fase finale della vita dei nostri animali domestici è la terza età, che inizia molto prima di quanto molti proprietari si aspettino. Non aspettate che mostrino segni visibili di invecchiamento per cambiare la loro alimentazione, consiglia Henstridge: "Vogliamo un invecchiamento sano e proattivo e possiamo usare la nutrizione per aiutarci in questo, perché quando finalmente iniziamo a notare i segni dell'invecchiamento nei nostri animali, significa che il processo è già in atto da tempo".

Quando finalmente iniziamo a notare i segni dell'invecchiamento nei nostri animali domestici, in realtà il processo è già in corso da tempo.

Che si tratti di un gatto comune o di un Ragdoll, i felini sono piuttosto simili tra loro: iniziano a subire cambiamenti biochimici intorno ai sette anni. Anche se a quest'età potrebbe non essere necessario passare a una dieta per animali anziani, "sicuramente, una volta raggiunti i dieci anni, è consigliabile valutare l'introduzione di alimenti formulati per supportare gli animali anziani e favorire un invecchiamento sano", afferma Henstridge.

Nei cani, le razze di piccola taglia maturano rapidamente ma invecchiano molto più lentamente, mentre le razze di taglia grande invecchiano più velocemente. In linea di massima, gli animali domestici sono generalmente considerati "anziani" nell'ultimo terzo della loro aspettativa di vita, momento ideale per passare a una dieta specifica per animali anziani.

"In questa fase osserviamo un notevole invecchiamento cerebrale, quindi le diete che includono grassi e oli possono essere davvero utili a supporto di questo processo", afferma Henstridge.

Anche se potremmo non voler pensare all'invecchiamento dei nostri animali domestici, aiutarli ad affrontare la terza età in buona salute garantirà loro la migliore qualità di vita possibile e permetterà loro di godersi questa fase della vita tanto quanto tutte le altre. "L'alimentazione può svolgere un ruolo fondamentale in questo senso", afferma Henstridge.

Vedete? L'età non è solo un numero. Può essere la chiave per sostenere la salute e il benessere del vostro animale domestico per tutta la sua vita.

(Helen Coffey su The Independent)

22 SETTEMBRE 2026

La Bce fa sapere quanto e quando pagheremo per luce e gas. Il deficit italiano

· di Redazione

Lo studio di Francoforte mostra come il boom delle rinnovabili freni i rincari elettrici ma isoli l’Italia legata al gas. La trasmissione dei costi del metano alle famiglie accelera nel 50% dell’Eurozona, mentre le tasse coprono un terzo del prezzo.

La risalita delle quotazioni dell’energia all’ingrosso registrata nella prima metà del 2026 presenta dinamiche strutturalmente diverse rispetto alla crisi del 2021-2022: l’impatto sui mercati all’ingrosso è stato più contenuto e la trasmissione delle impennate del metano alle bollette elettriche è risultata smorzata dalla crescente produzione da fonti rinnovabili. Tuttavia, la ricaduta sui bilanci dei consumatori finali rimane disomogenea e complessa.

Secondo una analisi economica pubblicata dalla Banca Centrale Europea, intitolata “The uneven journey of wholesale gas and electricity prices to consumer bills”, la velocità con cui i rincari del gas si scaricano sulle bollette al dettaglio è notevolmente aumentata rispetto al 2022 per effetto della liberalizzazione contrattuale, mentre per l’elettricità i tempi di trasmissione continuano a essere lunghi e frammentati. A fare la differenza sono le specificità nazionali: se in Spagna e Francia il peso del gas nella formazione del prezzo dell’energia elettrica è crollato grazie a rinnovabili e nucleare, in Italia le bollette della luce rimangono ancora frequentemente agganciate al costo marginale del metano.

LO SHOCK DEL 2026 A CONFRONTO CON IL BIENNIO 2021-2022

I rincari dell’energia all’ingrosso si trasmettono alle bollette dei cittadini in modo diseguale e frammentato. Questa divergenza emerge dall’indagine della BCE, che confronta la prima metà del 2026 con il biennio critico 2021-2022. Nella precedente crisi energetica, la simultanea presenza di gravi siccità (che avevano abbattuto la generazione idroelettrica) e di estese manutenzioni sulle centrali nucleari francesi aveva costretto l’Europa a una dipendenza forzata dalle centrali termoelettriche a gas, proprio mentre lo scoppio della guerra in Ucraina contraeva drasticamente le forniture via tubo.

Nel 2026 la tensione sui mercati del gas è risultata comparabilmente inferiore e la capacità di generazione a basse emissioni di carbonio si è consolidata in molti Paesi. Di conseguenza, l’indice del costo totale dell’energia per l’area dell’euro – calcolato ponderando petrolio greggio in euro al barile, gas TTF olandese ed elettricità all’ingrosso in euro al megawattora sulla base del loro peso nei consumi finali UE fino al 2024 – ha mostrato aumenti più modesti rispetto al passato. Nello stesso tempo, i listini all’ingrosso dell’elettricità hanno evidenziato una crescente divaricazione tra i diversi mercati nazionali.

IL RUOLO SCUDO DELLE RINNOVABILI E IL CASO DELL’ITALIA

L’incremento della generazione da fonti rinnovabili ha attenuato il tradizionale meccanismo marginale secondo cui il prezzo del gas fissa il valore dell’elettricità. La relazione analitica della BCE dimostra che l’effetto delle rinnovabili sui prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica è negativo, non lineare e asimmetrico tra gli Stati.

Il divario emerge con chiarezza nell’analisi comparata delle quattro maggiori economie dell’area euro (Germania, Spagna, Francia e Italia), misurata su medie mobili a 365 giorni che aggregano anche fonti minori quali biomasse, geotermia, scisti bituminosi, torba e termovalorizzazione dei rifiuti. In Spagna, nazione che registra la quota più alta di elettricità rinnovabile, il numero di ore in cui il prezzo dell’elettricità è stabilito dal gas è sceso nettamente nel corso degli anni. Una situazione analoga si registra in Francia, dove la generazione nucleare domina il mix produttivo e la formazione delle tariffe.

Al contrario, l’Italia rappresenta l’eccezione negativa: nel nostro Paese il prezzo dell’elettricità continua a essere determinato con elevata frequenza dalle centrali a metano. Le stime econometriche – basate sul modello di Quintana (2024), che isola l’effetto depurando i dati dal prezzo del gas e dai permessi di emissione ETS – confermano che la presenza delle fonti pulite allontana i mercati dalla dipendenza dal gas, ma l’eredità dell’eccezione iberica (applicata tra giugno 2022 e febbraio 2023 in Spagna) e il nucleare francese accentuano il disallineamento italiano. Nel calcolo della soglia marginale oraria, la BCE adotta uno standard tecnico di 2 MWh di gas immesso per ogni MWh di elettricità generata, con un fattore emissivo di 0,4 tonnellate di CO2 per MWh prodotto.

LA COMPOSIZIONE DEI PREZZI AL DETTAGLIO: IL FRENO DELLE TASSE

Il passaggio dai listini all’ingrosso all’inflazione misurata dall’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA) dipende dai quadri regolatori nazionali e dalla struttura finale della tariffa. I regimi al dettaglio possono essere regolamentati o a libero mercato, con revisioni a scadenze fisse o con formule indicizzate e flessibili: la trasmissione è massima e immediata laddove prevalgono contratti di mercato a tariffazione flessibile. Un elemento determinante di attenuazione della volatilità è costituito da oneri e fiscalità.

Nel 2025, imposte e tasse hanno rappresentato in media il 31% del prezzo finale del gas e il 27% del prezzo dell’elettricità per i consumatori dell’area euro posizionati nelle fasce mediane di consumo (identificate tra 20 e 199 gigajoule per il gas e tra 2.000 e 4.999 kilowattora per l’energia elettrica). Inoltre, nei mercati in cui i fornitori operano coperture finanziarie a lungo termine sui mercati futures con anni di anticipo, i rincari repentini ma brevi all’ingrosso esercitano un impatto marginale sulle famiglie.

LA VELOCITÀ DI TRASMISSIONE: GAS PIÙ RAPIDO, ELETTRICITÀ A MACCHIA D’OLIO

Negli ultimi quattro anni la velocità di trasmissione dei prezzi all’ingrosso a quelli al dettaglio è mutata sensibilmente. La diffusione di contratti con durate temporali più brevi e di tariffe agganciate ai valori spot ha accresciuto la frequenza delle revisioni dei prezzi al consumo.

Un’indagine condotta nel 2026 tra le banche centrali nazionali dell’Eurosistema ha certificato un’accelerazione per il comparto del gas: – in oltre il 50% dell’area dell’euro le variazioni del gas all’ingrosso si trasferiscono sull’indice IPCA entro un intervallo compreso tra 1 e 3 mesi; – in circa il 10% dell’area euro il passaggio avviene tra 4 e 6 mesi; – in circa un terzo dell’Eurozona la trasmissione richiede tra 7 e 12 mesi. Il dato più significativo riguarda il crollo della trasmissione lenta: la percentuale di Paesi in cui il recepimento del costo del gas richiedeva tra 13 e 24 mesi è precipitata da circa il 40% del 2022 a un marginale 5% nel 2026. Per l’energia elettrica la distribuzione temporale resta invece distribuita lungo un arco eterogeneo che va da meno di un mese fino a due anni, evidenziando una velocità media rimasta pressoché identica a quella registrata nel 2022.

IMPLICAZIONI SULL’INFLAZIONE

Le riforme strutturali maturate dal 2022 hanno modificato i canali di propagazione delle crisi energetiche. Da un lato, il peso crescente delle rinnovabili ha allentato il legame meccanico tra il gas e le quotazioni elettriche all’ingrosso; dall’altro, l’adeguamento statistico degli indici IPCA riflette con maggiore fedeltà le spese reali dei clienti finali. Ne deriva che gli shock sul metano si riversano sull’inflazione del gas con maggiore tempestività rispetto al passato, ma con ripercussioni meno violente sull’indice dell’elettricità.

Gli economisti di Francoforte avvertono tuttavia che l’equilibrio rimane precario. La domanda e l’offerta continuano a risentire delle turbolenze del conflitto in Medio Oriente e delle anomalie legate agli eventi meteorologici estremi dell’estate 2026. La trasmissione dei corsi all’ingrosso ai prezzi al consumo si conferma dunque una fonte primaria di volatilità a breve termine per l’inflazione complessiva dell’Eurozona, imponendo un monitoraggio continuo da parte delle autorità monetarie.

(Sebastiano Torrini su StartMag del 21/09/2026)

22 SETTEMBRE 2026

Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 22/09/2026

· di Redazione

Sommario Editoriale

La guerra alla droga continua a mostrare i suoi fallimenti: proibizionismo che genera violenza, traffici sempre più sofisticati, nuove sostanze letali, e persino accuse di crimini contro l'umanità. Nel frattempo, nei paesi che scelgono regolamentazione invece di repressione, i dati parlano di minori arresti e entrate fiscali significative. L'Italia resta ancorata a un modello punitivo che l'ONU critica apertamente, mentre le rotte del narcotraffico si moltiplicano e adattano. Serve una valutazione seria delle politiche in corso.

In questo numero

EDITORIALE

→ Editoriale. Intelligenza artificiale. Coscienza critica e preparativi

ARTICOLI

→ Droghe illegali. Italia unita con l’inizio della scuola

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 15 a 21 Settembre 2026

→ Osservatorio disservizi da 15 a 21 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 16/09/2026

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 15/09/2026

NOTIZIE

→ AFRICA. Cocaina: l'Africa Occidentale nuova rotta verso Europa e Usa

→ MESSICOMESSICO. La guerra civile nel cartello di Sinaloa devasta lo stato

→ USAUSA. Cannabis legale ma 186.581 arresti nel 2025 negli stati proibizionisti

→ MONDOMONDO. ONU, gli attacchi Usa contro presunte imbarcazioni di narcos potrebbero essere crimini contro l'umanità

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Le nuove droghe letali rendono ancora più difficile la lotta della Scozia contro la tossicodipendenza

→ USAUSA. L'esercito afferma di aver ucciso quattro persone in un attacco contro un presunto traghetto di narcotrafficanti nei Caraibi

→ ITALIAITALIA. Droghe e razzismo istituzionale. Forum Droghe: 'L'ONU accusa il modello punitivo italiano'

→ USAUSA. Cychlorphine, nuova droga sintetica 10 volte più forte del fentanyl arriva in California

→ USAUSA. Droni in Sud America per operazioni anti-narcos

→ USAUSA. Psilocibina contro la sindrome post-Lyme: studio pilota

→ USAUSA. Psilocibina contro i danni ai nervi causati dalla chemioterapia

→ USAUSA. Minnesota incassa 150 milioni di dollari nel primo anno di vendite di cannabis ricreativa

→ OLANDAOLANDA. A un anno dall'avvio dell'esperimento sulla cannabis, emergono le prime tendenze

→ GERMANIAGERMANIA. Cannabis legale. Reati in calo

→ BRASILEBRASILE. Ministero Giustizia respinge le accuse di Trump sul narcotraffico e le gang

→ MONDOMONDO. Trump inserisce India, Cina e Pakistan tra i 23 Paesi della droga

→ AMERICHE. Trump toglie il Venezuela dalla lista dei Paesi narcotrafficanti

→ GUATEMALAGUATEMALA. Nuovo snodo del narcotraffico tra cocaina e droghe sintetiche

→ FILIPPINEFILIPPINE. Duterte compare per la prima volta davanti ai giudici della Corte Penale internazionale

→ USAUSA. Bitcoin: Satoshi sarebbe un narco in carcere

→ AMERICHE. Cocaina liquida: il nuovo metodo di traffico che elude gli scanner

21 SETTEMBRE 2026

Independent Climate 100 del 2026. I più impegnati ambientalisti

· di Redazione

Per il terzo anno consecutivo, The Independent pubblica la sua lista dei principali ambientalisti del mondo, che individua gli attivisti, i promotori del cambiamento e gli innovatori che stanno apportando un contributo positivo e significativo per invertire la rotta della crisi climatica. La lista viene pubblicata questa settimana in concomitanza con la Climate Week NYC, dove The Independent organizzerà anche il proprio evento Climate 100.

Quando le condizioni meteorologiche da record diventano la nostra nuova normalità, l'effetto deleterio che la crisi climatica sta avendo sul mondo intero è indiscutibile. Quest'anno, il Regno Unito ha affrontato l' estate più calda mai registrata , in quasi 150 anni. Ciò ha incluso cinque ondate di calore, a partire da maggio, con temperature che hanno raggiunto i 38,1°C. Persino la Scozia, nota per le sue abbondanti precipitazioni, ha dovuto affrontare incendi nei Cairngorms , un fenomeno inaudito fino a pochi anni fa.

I risultati di un sondaggio commissionato da Greenpeace UK mostrano una nazione "fondamentalmente impreparata ad affrontare l'aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici ". Ciò ha comportato un aumento del 300% dei britannici che cercano impianti di aria condizionata , la chiusura di scuole e asili nido e oltre 2.700 decessi in eccesso in Inghilterra e Galles, secondo il Met Office .

In tutto il mondo, gli Stati Uniti hanno assistito a ondate di calore che hanno colpito 50 milioni di persone , con temperature fino a 40°C, mentre gli incendi in Francia e Spagna hanno costretto centinaia di migliaia di persone all'evacuazione. Il primo studio scientifico sulle devastanti inondazioni in Nepal ha rilevato che la crisi climatica è stata un fattore determinante nel crollo di un ghiacciaio, che ha causato centinaia di morti.

Le prove della crisi climatica sono state messe a nudo anche sulla scena mondiale, sotto gli occhi di tutti, durante i Mondiali di calcio del 2026 ospitati in Messico, Canada e Stati Uniti. Il caldo e l'umidità estremi hanno reso necessaria l'installazione di impianti di climatizzazione negli stadi e l'introduzione di pause per bere acqua, al fine di mantenere idratati i giocatori a temperature che raggiungevano i 33°C.

L'estate non è ancora finita, perché sono previsti eventi meteorologici ancora più estremi a causa di un "super" El Niño , un fenomeno naturale che si verifica ogni pochi anni e che ha origine nell'Oceano Pacifico, portando piogge più intense e tempeste nel Regno Unito durante l'inverno, e colpendo ancora più duramente Asia e Africa.

Tuttavia, questi estremi fisici stanno portando a un cambiamento di mentalità di fronte a prove così schiaccianti, persino tra coloro che in precedenza erano scettici. Ciò ha comportato anche azioni concrete, come dimostra la riduzione del 40% dei decessi legati all'inquinamento atmosferico a Londra . Nel frattempo, secondo Eurostat , nel 2025 le energie rinnovabili hanno rappresentato quasi il 50% del consumo energetico lordo europeo, rispetto al 16% del 2004 .

Fortunatamente, sono molte le persone, i gruppi e le aziende che si stanno impegnando per un cambiamento positivo più ampio in tutto il mondo. Ne troverete molti nella terza edizione della Climate 100 List di The Independent , pubblicata oggi e sponsorizzata da Octopus Energy.

Questo elenco non segue un ordine di importanza o una classifica. Si tratta piuttosto di un riconoscimento alle persone e alle aziende impegnate nella ricerca di soluzioni per il clima. Alcune si sono distinte di recente per il loro notevole contributo alla lotta contro il cambiamento climatico, mentre altre sono celebrate per il loro impegno e contributo a lungo termine, o addirittura per il loro impegno di una vita. Abbiamo anche chiesto a voi, nostri lettori, di nominare cinque eroi del clima sconosciuti.

La pubblicazione della lista coincide con la Climate Week NYC, uno dei più grandi eventi mondiali sul clima, durante il quale The Independent ospiterà il proprio evento Climate 100. L'evento includerà un discorso di apertura di David Miliband, CEO dell'International Rescue Committee.

Ecco quindi le persone straordinarie che stanno risolvendo le più grandi sfide del pianeta

21 SETTEMBRE 2026

Droghe illegali. Italia unita con l’inizio della scuola

· di Vincenzo Donvito Maxia

Il filo conduttore della nostra pensiola (isole comprese) - al pari di pasta, vino, parmigiano, prosciutti/salami e pecorini vari - è anche il consumo e lo spaccio di droghe illegali. Dovunque non mancano.

L’offerta segue la domanda (che rimane alta e cresce nonostante gli sforzi delle campagne istituzionali per scoraggiare i consumi).

Senza sottovalutare una domanda che più che talvolta si forma dopo l’offerta. Tipico è lo spacciatore che vende hashish ma che ha anche qualcosa di più pesante (in genere cocaina e pasticche di vario tipo) che, per avere più guadagni, cerca di rifilare ad un consumatore mediamente poco informato e che si fa convincere perché spesso queste droghe più pesanti gli vengono offerte in promozione, quando non addirittura gratis (soprattutto pasticche). Tutti i mercati, neri o bianchi che siano, sono simili, pasticche o cereali per colazione che siano.

Le cronache del fine settimana appena passato risentono della riapertura delle scuole e di città tornate ai loro ritmi abituali (spaccio e consumo di droghe sono “ritmi abituali”).

Questa nostra Italia si ritrova unita dalla Sicilia alla Lombardia, passando per Sondrio, Benevento, Catanzaro, Milano, Mantova, Viareggio, Firenze, Rimini, Rieti, Biella, Brindisi, Bologna, Vibo Valentia, Verbania, Arezzo, Venezia e Trento. Con particolare spicco a Roma dove, tra i diversi arresti, fanno più notizia i 24 del Quarticciolo con un migliaio di dosi tra crack, cocaina e hashish. In evidenza le crack-room di Catania (che documentamo con le foto diffuse dalla polizia). In tema di piantagioni, da notare le 9mila di Cagliari e le cinque (con un migliaio di piante) rinvenute in Calabria/Aspromonte. Napoli si distingue per il sequestro di droni che cercavano di portare sostanze illecite all’interno del carcere di Poggioreale per alleviare le sofferenze/solitudini dei reclusi… col 30-35% in attesa di giudizio… probabilmente anche perché i giudici sono troppo impegnati a star dietro alle questioni, piccole e grandi, delle droghe. Ricordandoci che, Poggioreale incuso, più di un terzo dei detenuti sono in custodia per fatti di droghe che, quasi sempre, commettono perché queste sono illegali... e anche qui relativo aggravio dei magistrati.

Consumatori sempre in crescita ringraziano gli spacciatori che sono riusciti a non farsi beccare dalle autorità di polizia. Mentre queste ultime, impegnate a correre dietro a spacciatori disperati o narcos di media e grande taglia, si sono impegnati a tal punto da distrarsi per compiti tipo sicurezza stradale (35 morti nello scorso fine settimana), convinti che, siccome ci sono i militari di “strade sicure” a far da vigili, tutto possa funzionare bene.

Ah, mentre scriviamo, i motori di ricerca e le agenzie continuano a sfornare fatti e nomi di altre città... ma dobbiamo pur mettere un punto.


Qui i numeri del proibizionismo italiano per la settimana appena trascorsa

Aduc edita un quotidiano online (nazionale ed internazionale) sulle droghe illegali

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

21 SETTEMBRE 2026

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 15 a 21 Settembre 2026

· di Redazione

Ogni settimana, il lunedì, Aduc pubblica i dati su sequestri e vittime delle droghe illegali, oltre ad un riepilogo dall'inizio dell'anno.
La raccolta è frutto di un'indagine mediatica, soprattutto locale. Uno spaccato di come l'opinione pubblica può percepire i risultati di fatti e misfatti delle leggi proibizioniste sulle droghe.
E' possibile che tutto questo non accadrebbe, o sarebbe notevolmente ridimensionato, se invece di divieti e punizioni ci fossero leggi che regolamentassero questo mercato (oggi solo nero e gestito dalla delinquenza grossa e piccola) al pari di tabacco e alcol.
Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali in Italia e nel mondo.

Il prezzo del proibizionismo
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente

Anno in corso

sequestri
droghe leggere (kg) 248.320
droghe pesanti (kg) 53.800
dosi droghe sintetiche 96.300
piante di cannabis 51.900
vittime
morti 3
arresti 1.898
giorni di reclusione 937

Settimana da 15 a 21 Settembre 2026

sequestri
droghe leggere (kg) 2.200
droghe pesanti (kg) 8.900
dosi droghe sintetiche 1.900
piante di cannabis 2.100
vittime
morti 0
arresti 21
giorni di reclusione 15
21 SETTEMBRE 2026

Simboli religiosi a scuola. Crocifisso e hijad non sono simili? Sì ma ‘solo’ per la Costituzione

· di Vincenzo Donvito Maxia

La presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato che nelle scuole sarà vietato indossare il burqa e l'hijab. Premesso che il burqa (anche se chiediamo se qualcuno ne abbia mai visto uno a scuola...) è già vietato in quanto in classe, come accade per chiunque intenda seguire le lezioni con un casco, non è consentito non mostrare i caratteri somatici del proprio volto, altro discorso per lo hijab, copricapo religioso. Simbolo religioso al pari della kippah ebraica e del crocifisso cattolico.

Che si fa, visto che l’art. 19 della Costituzione consente qualunque esposizione e propaganda della propria religione tranne che sia contrario al buon costume?

Si stabilisce che lo hijab è contrario al buon costume?

Magari poi, visto che molte nostre istituzioni sventolano drappi di Stati islamici, altrettanta contrarietà per la kippah?

Mantenendo, ovviamente, il crocifisso cattolico che, per essere giustificato, occorrerebbe una modifica dei Patti Lateranensi- art. 7 Costituzione (dopo la modifica del 1984 che aveva abrogato la cattolica come religione di Stato)?

Forse è il caso di dare un’occhiata alla legislazione francese in materia, che vieta l'ostentazione di simboli religiosi nelle scuole pubbliche. Certo, sappiamo che Macron non è amato dalla Meloni, ma sull’argomento sono d’accordo anche i suoi amici Le Pen e Bardella.

Tutto è possibile. Anche e soprattutto modificare i patti con Stati stranieri come quello del Vaticano, nonché modificare la Costituzione. Ma che lo si faccia. La cosa peggiore è dare esempio di violazione costante delle leggi, soprattutto a quegli studenti che si dicono di voler tutelare con queste presunte prossime disposizioni.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

21 SETTEMBRE 2026

Osservatorio disservizi da 15 a 21 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

· di Redazione

Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.

Uno spaccato dell'Italia che non funziona.

Da 15 a 21 Settembre 2026
Pubblica Amministrazione 34,50%
Telecomunicazioni 15,40%

Viaggi 11,10%

Energia 10,30%

Salute 8,30%

Prodotti finanziari 07,30%

Banca 6,10%

Acquisti 04,30%

Condominio 03,20%

Assicurazioni 02,0%

Diritti immigrati 01,50%

20 SETTEMBRE 2026

Abbiamo pagato degli studenti universitari circa 5 dollari a notte per dormire almeno 7 ore, e i loro voti sono migliorati rapidamente

· di Redazione

Pagare agli studenti universitari circa 5 dollari a notte per dormire sette ore ha permesso loro di dormire un quarto di notte in più a sufficienza e, di conseguenza, di ottenere voti migliori.

Questo è quanto emerso da uno studio che abbiamo pubblicato nel luglio 2026 .

Abbiamo fornito a oltre 1.100 studenti universitari dell'Università di Pittsburgh un Fitbit, un dispositivo indossabile per il monitoraggio dell'attività fisica simile a un orologio, e un'app che inviava promemoria per andare a dormire e feedback al mattino. Abbiamo selezionato casualmente 468 studenti e li abbiamo pagati circa 5 dollari per ogni notte in cui hanno dormito almeno sette ore, nell'arco di quattro settimane. Abbiamo verificato la quantità di sonno registrata utilizzando il dispositivo indossato.

Gli studenti avevano in media circa 19 anni e metà di loro erano matricole. Circa il 72% erano donne. Circa il 55% era di etnia bianca, il 28% asiatica, il 9% nera e il 4% ispanica.

Il nostro studio dimostra che offrire un incentivo finanziario immediato può aiutare gli studenti a raggiungere l'obiettivo di sette ore di sonno e che questi effetti possono persistere fino a un mese dopo il pagamento.

Non è solo un problema degli studenti

Circa un terzo degli adulti americani dorme meno di sette ore a notte e una percentuale simile afferma di desiderare di dormire di più. Tra adolescenti e giovani adulti, circa due terzi non raggiungono regolarmente le sette ore di sonno notturno raccomandate dalle autorità sanitarie .

Un importante ricercatore del sonno ha definito la privazione del sonno il comportamento ad alto rischio più diffuso.

La mancanza di sonno è collegata a obesità, diabete, ipertensione, malattie cardiache, ictus e morte prematura .

Un sonno irregolare predice il rischio di mortalità ancor più della durata del sonno . La privazione del sonno si ripercuote sul processo decisionale, anche su questioni come la partecipazione al voto .

Gli studenti sono esausti

Prima di apportare qualsiasi modifica, lo studente medio coinvolto nel nostro studio dormiva 6,6 ore a notte .

In media, metà degli intervistati andava a letto dopo l'una di notte, un quarto dopo le due di notte.

Gli studenti hanno dormito le sette ore raccomandate durante una tipica notte feriale solo nel 43% dei casi, e oltre l'85% non ha dormito a sufficienza almeno una volta alla settimana.

Inoltre, non sapevano quante ore di sonno riuscissero a dormire. Due terzi ci hanno detto di dormire solitamente sette ore, ma i dispositivi di monitoraggio hanno mostrato che solo circa un terzo degli studenti dormiva così tanto anche solo tre notti su cinque.

E il 94% ha affermato che la propria notte di sonno ideale sarebbe stata più lunga di quella che effettivamente dormiva.

Cosa hanno comprato i soldi

I 468 studenti a cui abbiamo offerto un sussidio giornaliero hanno raggiunto le sette ore di sonno nel 26% di notti in più rispetto ai 380 studenti a cui non è stato offerto il sussidio. Si tratta di un miglioramento significativo per un gruppo in cui meno della metà degli studenti raggiungeva già questo obiettivo.

Gli studenti che hanno ricevuto l'incentivo monetario hanno dormito 19 minuti in più a notte durante il periodo scolastico, all'incirca la differenza tra chiudere il computer portatile alle 23:40 o a mezzanotte.

Tra gli studenti che hanno beneficiato dell'incentivo economico, la loro media dei voti è aumentata di circa 0,08 punti in quel semestre, ovvero circa un quarto del divario tra gli studenti che si sono iscritti con voti delle scuole superiori superiori alla media e quelli che si sono iscritti con voti inferiori alla media.

Una volta interrotti i pagamenti dopo quattro settimane, gli studenti che avevano ricevuto il denaro continuavano a dormire circa otto minuti in più a notte per le restanti tre o quattro settimane dello studio. L'effetto è stato inferiore rispetto a quello osservato nel nostro studio, ma i nostri risultati suggeriscono che alcuni dei cambiamenti nelle abitudini del sonno sono persistiti fino a un mese dopo la fine dell'incentivo.

Gli effetti dell'intervento sul sonno e sulla media dei voti sono stati maggiori tra le matricole del primo semestre, le cui abitudini non sono ancora necessariamente consolidate.

Le ricompense funzionano, se arrivano subito

Anche la tempistica era importante: erogare il pagamento in un'unica soluzione alla fine del semestre, anziché ogni mattina, produceva solo circa due terzi dell'effetto sul sonno.

Gli effetti dell'intervento sulla media dei voti si sono attenuati nel giro di un paio di semestri accademici. I voti sono rimasti più alti nel semestre successivo, ma due semestri dopo non è stato più possibile rilevarne l'effetto.

I promemoria per andare a letto e i feedback mattutini, senza alcun incentivo economico, hanno avuto scarso effetto. Gli studenti che li ricevevano dormivano solo leggermente di più. Il problema non era la motivazione: quasi tutti affermavano di voler dormire di più. La difficoltà consisteva nel mantenere quell'intenzione notte dopo notte.

Investire nel sonno

I nostri risultati dimostrano che le università dovrebbero valutare in che modo l'ambiente che creano favorisce o ostacola le buone abitudini del sonno.

Le scadenze serali per la consegna dei compiti e le lezioni mattutine possono rendere più difficile per gli studenti dormire a sufficienza. Modificare alcune di queste caratteristiche ha un costo contenuto rispetto a molti programmi di supporto accademico e potrebbe valere la pena di sperimentare tali soluzioni insieme ad altri interventi rivolti direttamente agli studenti.

Promemoria e feedback potrebbero risultare più efficaci se cambiassero nel tempo, anziché diventare familiari e facili da ignorare.

Pochissime università o studenti considerano il sonno come parte di un investimento nell'istruzione, o si chiedono se gli orari e gli incentivi creati dalle scuole rendano più difficile dormire a sufficienza. I nostri risultati suggeriscono che dovrebbero farlo.

(Osea Giuntella - Professore associato di Economia, Università di Pittsburgh -, Sally Sadoff - Professore di Economia e Strategia presso l'Università della California, San Diego -, Silvia Saccardo - Professore associato di Scienze sociali e decisionali, Università Carnegie Mellon - su The Conversation del 15/09/2026)

20 SETTEMBRE 2026

‘Sport’ governativo. Cambiare nomi ma non contenuti. Dalle imposte alle scuole

· di Vincenzo Donvito Maxia

La presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha annunciato che è prossimo il cambio di nome degli istituti tecnico-professionali che, per non farli sembrare di minor valore, si dovrebbero chiamare licei.

Questa l’abbiamo già sentita di recente. Il bollo auto che non sarà più pagato da una parte dei possessori di veicoli ma che (Regioni in prima fila che ne sono beneficiarie) significherà una maggiore tassazione per tutti, inclusi quelli che non possiedono un veicolo. Cioè cambiare l’involucro ma non la sostanza.

Perché il problema dei futuri licei tecnico-professionali continuerà ad esistere. Cioé: genitori e non giovani maggiorenni che decidono in modo preponderante cosa faranno in futuro i loro figli. Decidere a 14 anni di prepararsi a lavorare, piuttosto che capire meglio per "maturare" di più su come funziona il mondo e poi decidere, non è il meglio che si possa offrire a dei giovani adolescenti. I licei, in linea generale, dovrebbero assolvere a questa funzione, con studenti bramosi di conoscenza, curiosità e spirito critico piuttosto che luoghi di apprendistato lavorativo, magari anche con percorsi di formazione scuola-lavoro che sono il top dello sfruttamento di forza-lavoro a basso costo e alto rischio (per gli studenti).

Con le dovute differenze, assomiglia a quando i genitori decidono chi devono sposare i loro figli che, se anche “da noi” non avviene come in alcune società selvagge a 12 anni, non cambia la sostanza della questione: futuri cittadini che non decidono con la propria testa sul proprio futuro e, di conseguenza, cittadini che partecipano consapevoli, e non per inerzia, nella comunità.

Non è una questione marginale, quella che ricordiamo, ma sostanza di una società che si basi su individui che partecipino consapevoli e liberi al proprio futuro, sì che siano cittadini di altrettanta sostanza piuttosto che sudditi.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

19 SETTEMBRE 2026

Cpr, gli atti giudiziari smontano il teorema dei pm su medici e certificati

· di Redazione

Un'inchiesta del quotidiano il manifesto, firmata da Mario Di Vito, mette in discussione le basi dell'indagine della procura di Ravenna che ha coinvolto decine di medici accusati di aver rilasciato falsi certificati di inidoneità per impedire il trasferimento di migranti nei Centri per il rimpatrio (Cpr). Secondo la ricostruzione degli atti giudiziari pubblicata dal manifesto, diversi elementi centrali dell'impianto accusatorio risulterebbero più fragili di quanto sostenuto dagli inquirenti.

Il punto cruciale riguarda i moduli utilizzati dai sanitari per dichiarare l'inidoneità dei migranti al trattenimento. Secondo quanto ricostruito dal manifesto, questi documenti non sarebbero stati creati appositamente per aggirare la normativa, ma corrisponderebbero a modelli riconducibili alle stesse indicazioni fornite dal Viminale. Allo stesso tempo, dagli atti emergerebbero casi di persone comunque trasferite nei centri senza che fosse stata effettivamente svolta una visita medica completa, come previsto dalla direttiva ministeriale che regola l'organizzazione dei Cpr. L'inchiesta della procura di Ravenna, guidata dai pm Daniele Barberini e Angela Scorza, era emersa pubblicamente nel febbraio scorso dopo una serie di perquisizioni della Squadra mobile che avevano coinvolto il reparto di Malattie infettive dell'ospedale della città. Nei giorni scorsi l'indagine si è ampliata con altre 23 perquisizioni personali e informatiche in nove province italiane - tra cui Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese - nei confronti di oltre venti medici, con l'ipotesi di reato che si è aggravata fino a contemplare l'associazione a delinquere.

Al centro dell'inchiesta ci sono le certificazioni di "non idoneità" rilasciate da alcuni sanitari per impedire l'ingresso di migranti irregolari nei Cpr. Secondo l'accusa, un gruppo di medici avrebbe condiviso informazioni e strategie attraverso chat, comunicando tra loro il numero di certificazioni negative rilasciate e realizzando una sorta di mappatura nazionale dei casi. Tra gli indagati figura anche l'infettivologo Nicola Cocco, noto per il suo impegno pubblico nel movimento contrario ai centri di permanenza per il rimpatrio.

Il manifesto sottolinea però come il sistema dei rimpatri coinvolga una catena lunga e articolata di soggetti diversi - forze dell'ordine, prefetture, questure, giudici, gestori privati delle strutture e personale sanitario - ciascuno sottoposto a obblighi differenti. Il medico, in particolare, non potrebbe essere equiparato a chi materialmente esegue il trattenimento: la sua funzione, ricorda l'inchiesta, è quella di introdurre un limite sanitario alla possibilità dello Stato di esercitare la coercizione su una persona, sulla base del Codice deontologico e dell'articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute.

Il titolo scelto dal manifesto per l'inchiesta - "i Cpr sono un inferno" - non sarebbe una formula giornalistica a effetto, ma il riferimento a una documentazione consolidata negli anni sulle condizioni materiali della detenzione amministrativa in Italia. Testimonianze raccolte da medici, avvocati, garanti dei diritti dei detenuti, parlamentari e operatori del settore descriverebbero da tempo situazioni di forte disagio nei centri, con episodi ricorrenti di autolesionismo, proteste e tentativi di suicidio tra le persone trattenute, a fronte di una quota limitata di rimpatri effettivamente eseguiti rispetto al totale di chi transita nelle strutture.

La vicenda giudiziaria di Ravenna ha riacceso il confronto politico sulla direttiva ministeriale del 2022, la cosiddetta direttiva Lamorgese, che disciplina l'obbligo della visita medica di idoneità prima o entro 24 ore dall'ingresso nei Cpr. Nelle settimane scorse il Viminale aveva inviato una circolare alle prefetture per accelerare le procedure di trattenimento, mentre in Parlamento sono state presentate proposte per eliminare l'obbligo della visita preventiva, spostando gli accertamenti sanitari a un momento successivo all'ingresso nella struttura.

19 SETTEMBRE 2026

L’Italia invecchia ma continua a non avere abbastanza posti nelle Rsa

· di Redazione
Annabel Podevyn - Unsplash
Foto: Annabel Podevyn — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

L’Italia è continuerà ad essere il Paese più vecchio d’Europa: un quarto della popolazione ha già superato i sessantacinque anni, eppure il sistema di cura per gli anziani non autosufficienti arranca da decenni. Con soli ventidue posti letto ogni mille abitanti over 65, l’Italia si colloca in fondo alla classifica dei Paesi Ocse, che registrano una media di quarantuno nel 2023. Il gap è strutturale e geograficamente feroce: nel Nord-Est si contano 10,5 posti letto ogni mille residenti, mentre nel Sud solo 3,4.

«La domanda di posti in Rsa crescerà sensibilmente in Italia. Nel 2030 ci saranno circa cinque milioni di anziani non autosufficienti, due milioni in più rispetto ai quasi tre milioni di oggi», spiega Massimo Blasoni, fondatore e proprietario della fondazione di Sereni Orizzonti, uno dei leader italiani nella costruzione e gestione di Rsa, con 110 strutture per 7.500 posti letto distribuiti tra Italia e Spagna, 3.800 dipendenti e un’esperienza che quest’anno diventa trentennale.

Il traguardo coincide con un grande piano di sviluppo da duecento milioni di euro per la realizzazione di venti nuove Rsa sul territorio nazionale, anche al Sud, sorretto dalla convinzione che in Italia mancano posti letto nelle Rsa. Queste strutture stanno inoltre assumendo sempre di più un profilo sanitario: i ricoveri ospedalieri richiedono appropriatezza e, nei fatti, le lungodegenze degli ospedali vengono sostituite dalle Rsa che accolgono anziani con autosufficienze sempre più severe. Occorre però che le nuove strutture siano più belle ed ecosostenibili. Una parte importante degli immobili che accolgono istituti per anziani in Italia è ampiamente datata.

Le nuove venti Rsa di Sereni Orizzonti, in parte già avviate, in parte in fase di cantieramento, in Toscana, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna, sono costruite in conformità ai princìpi Environment, Social and Governance (Esg) e adottano soluzioni che permettono di ridurre il fabbisogno energetico e idrico (quindi l’impatto ambientale) e assicurare un contesto di lavoro sicuro grazie all’implementazione della domotica.

Tuttavia la qualità nelle Rsa non dipende soltanto dagli edifici ma anche e soprattutto dal personale. Esistono in Italia sia notevoli carenze nella reperibilità di Oss e infermieri, sia esigenze, spesso eluse, di formazione continua degli operatori. Occorre rendere più attrattivo il lavoro. Per questo Sereni Orizzonti ha avviato un programma strutturato di formazione gratuita per gli operatori sociosanitari – corsi di aggiornamento, percorsi di carriera interni, accesso a qualifiche professionali superiori – affiancato da una revisione degli orari di lavoro per renderli più compatibili con le esigenze di vita.

Una scelta non filantropica ma strategica: in un settore dove il turnover è endemico e il reclutamento sempre più difficile, trattenere il personale qualificato vale più di qualsiasi altra ottimizzazione gestionale. In qualche misura anche l’ecosostenibilità può essere legata a benefit per il personale. Un esempio concreto? Sereni Orizzonti ha avviato un progetto con MET Italia Energy Solutions per la realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) nelle strutture di nuova costruzione.

Una Cer è una rete locale di produzione e condivisione di energia pulita: i pannelli fotovoltaici installati nelle Rsa producono l’energia necessaria al proprio fabbisogno, mentre quella in eccesso viene distribuita alla comunità circostante. Ma il vantaggio non si ferma al territorio: una quota dell’energia prodotta viene destinata ai dipendenti del gruppo che risiedono nelle vicinanze della struttura, permettendo così di abbattere i costi in bolletta.

C’è infine un tema che nessun operatore del settore può ignorare e che pochi politici hanno ancora il coraggio di affrontare apertamente: chi paga la Rsa? Oggi in Italia la risposta è quasi sempre la famiglia. La retta media è intorno ai 1.700-2.000 euro al mese, ma può superare i 3.000 nelle strutture del Nord. I costi ricadono spesso sulle famiglie, che devono integrare le rette o, nei casi più critici, rinunciare all’assistenza. In altri Paesi europei esiste da decenni un’assicurazione pubblica obbligatoria per la non autosufficienza – la cosiddetta Long Term Care (Ltc) – che garantisce a ogni cittadino una copertura in caso di perdita dell’autonomia.

In Germania il sistema è obbligatorio e finanzia una quota significativa dei costi residenziali. In Italia l’unica risposta pubblica strutturata rimane invece l’indennità di accompagnamento, bloccata a livelli inadeguati da anni. «Servono scelte coraggiose», conclude Blasoni. «Un’assicurazione obbligatoria per la non autosufficienza, sul modello tedesco, permetterebbe a molte più famiglie di accedere a strutture di qualità. Diversamente il rischio è di costruire Rsa che rimarranno fuori dalla portata di molti che pure ne avrebbero bisogno».

19 SETTEMBRE 2026

Un mosaico di stati cellulari 

· di Primo Mastrantoni
CDC - Unsplash
Foto: CDC — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Dentro ogni organo, sotto la superficie ordinata che la biologia ci ha insegnato a riconoscere, esiste un paesaggio molto più dinamico di quanto immaginiamo. Non è fatto solo di cellule che “svolgono il loro compito”, come piccoli impiegati disciplinati. È un mosaico in movimento, un brulicare di identità che cambiano, si adattano, si trasformano.

Le cellule non sono mai davvero ferme. Crescono, riparano, reagiscono allo stress, si reinventano quando l’ambiente lo richiede. Ma questa metamorfosi non lascia sempre tracce evidenti nei geni: il DNA è una biblioteca, non un diario. Per capire cosa una cellula sta facendo adesso, bisogna guardare altrove.

Bisogna guardare dentro.

Gli organelli: le stanze segrete della cellula

Ogni cellula è una casa con molte stanze, e ciascuna stanza racconta una storia diversa. I mitocondri pulsano come centrali elettriche, modulando la loro forma e il loro numero quando serve più energia. I lisosomi sono officine di smaltimento, che si espandono quando la cellula deve disintossicarsi. Il reticolo endoplasmatico è un laboratorio chimico, che si rimodella quando la cellula produce più proteine del solito.

Questi organelli non sono semplici “pezzi di ricambio”: sono indicatori viventi dello stato cellulare. Osservarli significa leggere la cellula come si leggerebbe un volto: le rughe, la tensione, la luce negli occhi.

Il linguaggio silenzioso degli organelli

Quando un organo cresce, le sue cellule cambiano mestiere. Quando un tessuto si ferisce, alcune cellule diventano riparatrici, altre sentinelle. Quando arriva uno stress — un’infiammazione, una tossina, un cambiamento metabolico — gli organelli si riorganizzano come una squadra che corre ai ripari.

È un linguaggio silenzioso, fatto di:

* mitocondri che si allungano o si frammentano

* perossisomi che aumentano per neutralizzare radicali liberi

* vacuoli che si espandono per immagazzinare nutrienti o scarti

* reticoli che si piegano, si gonfiano, si distendono

Ogni organello è un indizio. Ogni indizio è un frammento di storia. E la somma di queste storie compone lo stato cellulare.

Un organo non è mai uniforme

Immagina un fegato: sembra un blocco compatto, omogeneo. In realtà è un arcipelago di micro mondi. Cellule che metabolizzano zuccheri, cellule che filtrano tossine, cellule che immagazzinano grassi, cellule che si preparano a dividersi.

Ognuna con organelli diversi, ognuna con un ruolo diverso, ognuna con una traiettoria diversa. È un mosaico che cambia di minuto in minuto.

E questo vale per tutti gli organi: cervello, cuore, polmoni, pelle. Non esiste un “tipo cellulare” fisso. Esiste una popolazione in movimento, un caleidoscopio di stati.

Perché questa scoperta è rivoluzionaria

Capire gli organelli significa capire:

* come un tumore cambia identità per sfuggire alle terapie

* come un tessuto si rigenera dopo una ferita

* come le cellule immunitarie decidono se attaccare o tollerare

* come l’invecchiamento modifica la capacità di rispondere allo stress

Significa, in altre parole, leggere la vita mentre accade.

La genetica ci dice chi è la cellula. Gli organelli ci dicono cosa sta facendo. E spesso, è questa la risposta che fa la differenza.

Dentro ogni organo c’è un mosaico di stati cellulari, un paesaggio vivo che cambia come un cielo attraversato da nuvole. Gli organelli sono le sue mappe, le sue impronte, i suoi segnali. Osservarli non è solo un esercizio di curiosità: è un modo nuovo di comprendere la biologia, più vicino alla realtà, più vicino alla vita.

17 SETTEMBRE 2026

Solo un genio del male poteva abolire il bollo auto in questo modo

· di Gian Luigi Corinto
Markus Winkler - Unsplash
Foto: Markus Winkler — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’idea di abolire il bollo auto per trasformarla nell’ennesima promessa elettorale. Non perché il bollo sia una tassa amata — tutt’altro — ma perché una politica pubblica non si giudica dal fastidio che rimuove, bensì dagli effetti complessivi che produce.

La misura approvata dal Consiglio dei ministri riguarda dal 2027 le automobili fino a 80 kW e tutti i motocicli, con un costo stimato tra 2,3 e 2,5 miliardi di euro. Per ora si tratta di un’esenzione prevista per un solo anno, non di un’abolizione definitiva.

Il bollo è una tassa regionale. Il suo gettito finanzia i bilanci delle Regioni e delle Province autonome. Nel 2022 le entrate hanno raggiunto circa 7,17 miliardi di euro. Se lo Stato cancella una parte di questa entrata, le Regioni devono essere compensate. I fondi stanziati, però, non arrivano dal nulla, ma vengono dal bilancio pubblico, cioè dalla fiscalità generale, dal debito o dalla rinuncia ad altri interventi. Il cittadino potrà forse risparmiare sul bollo, ma pagherà indirettamente il costo della misura attraverso minori servizi, nuove imposte (per forza!) o maggiore indebitamento. Non è una riduzione magica della pressione fiscale. È uno spostamento dei conti.

Il bollo presenta difetti evidenti. È legato al possesso e non all’effettivo utilizzo dell’auto, colpisce anche chi percorre pochi chilometri e non tiene sempre conto della situazione economica del proprietario. Questi problemi avrebbero dovuto condurre a una riforma, non a una cancellazione indistinta. Si potevano prevedere agevolazioni per le famiglie in difficoltà, per le persone con disabilità, per chi vive in territori privi di trasporto pubblico o per chi possiede veicoli meno inquinanti.

L’esenzione senza limiti di reddito, invece, rischia di assegnare lo stesso beneficio a chi usa l’automobile per necessità e a chi potrebbe tranquillamente sostenerne il costo. E magari le auto piccole sono della moglie di un notaio o di un facoltoso commerciante. Dov’è l’equità?

La decisione è discutibile anche dal punto di vista ambientale. L’esenzione riguarderà soprattutto una larga parte del parco automobilistico tradizionale e rafforzerà l’idea che possedere un veicolo privato debba essere fiscalmente premiato. In un Paese che dovrebbe ridurre traffico, emissioni e dipendenza dall’automobile, si potevano finanziare abbonamenti al trasporto pubblico, collegamenti nelle periferie, mobilità studentesca e incentivi per sostituire i veicoli più inquinanti.

Il danno più grave, tuttavia, è civico. L’abolizione del bollo trasmette l’idea che ogni tassa sia un sopruso e che governare significhi semplicemente cancellare ciò che i cittadini detestano. Le tasse possono essere ingiuste, sproporzionate o mal gestite. In quel caso vanno riformate e controllate. Ma presentarle sempre come un furto significa distruggere la consapevolezza del rapporto tra entrate pubbliche e servizi collettivi.

Definire il promotore della misura un “genio del male” è senza dubbio polemico, ma non del tutto ingiustificato. L’operazione è politicamente astuta perché tutti vedono il risparmio annuale, mentre pochi vedono il trasferimento di costi alle Regioni e alla fiscalità generale.

È una politica del sollievo immediato, non della soluzione. Non affronta i problemi della mobilità italiana, trasporto pubblico insufficiente, strade maltenute, sicurezza, inquinamento e disuguaglianze territoriali. Il bollo avrebbe bisogno di una riforma in vista di più equità, maggiore attenzione alle emissioni, esenzioni mirate e destinazione trasparente delle entrate alla manutenzione e al trasporto pubblico. Abolirlo senza una strategia significa premiare il possesso dell’automobile, indebolire i bilanci regionali e alimentare l’illusione che i servizi pubblici possano essere finanziati senza risorse.

Non è riformismo. È populismo fiscale con il conto rinviato a domani.

17 SETTEMBRE 2026

Caro carburanti. A ruota libera

· di Vincenzo Donvito Maxia

Il governo ha rimodulato le misure per far fronte al caro-carburante. Da un lato, per il prossimo anno 2027, viene abolito il bollo per le auto medie e piccole e per moto e motorini. Dall'altra viene ridotto da 17 a 12,2 centesimi lo sconto sul gasolio per una settimana, per poi essere dimezzato a 6 centesimi. Una spesa di 2,3 miliardi (2,5 complessivi sono quelli spesi fino ad oggi). I soldi dovrebbero arrivare dall’extra gettito Iva degli aumenti.

Continuano - siamo a quindici - i provvedimenti del governo per far fronte ad una crisi del settore e - immedesimandosi al loro posto - crediamo sarebbe difficile per chiunque… motivo che potrebbe essere addotto dallo stesso governo e i suoi emuli, piuttosto che sentirci ripetere “a paperina” che loro sono i più bravi del mondo bla bla… ma sembra che verità e modestia siano assenti da quelle parti.

E infatti, il governo, per come è messo dopo le scelte che ha fatto e che continua a fare in politica energetica, non potrebbe essere altrimenti. Non crediamo che, allo stato, governi diversi potrebbero fare diversamente. Ma nella nostra ingenuità, partendo dal presupposto di buona fede di questi decisori, ci saremmo aspettati che, nell’ambito di un disegno di nuove politiche energetiche rinnovabili e di mobilità pubblica e privata, avessero quantomeno semplificato le procedure, considerando anche che sulla scrivania del governo giacciono progetti per 13 GW, quasi il doppio rispetto ai 7,2 GW messi a terra in tutta Italia nel corso dell’intero ultimo anno.

Constatazione per la quale, al netto di interessi personali e politici nel bloccare queste potenzialità, dobbiamo aggiungere anche l’incapacità.

17 SETTEMBRE 2026

Sicurezza strade. Italia-America latina?

· di Vincenzo Donvito Maxia

L’operazione “strade sicure” è stata varata nel 2008 per far fronte ad una situazione eccezionale. I militari sono stati affiancati alla polizia. Da 18 anni sembra che la straordinarietà continui ad esser tale ed ora c’è una proposta di un partito di governo (Lega) per portare a 10mila i militari impegnati, con una spesa di 109miloni da prendere dal quel pozzo senza fondo degli incubi e le ansie economiche di gran parte dei politici, gli extra profitti delle banche.

Anche se il ministro della Difesa ha fatto notare che sarebbe opportuno “aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro lavoro originario” (difesa e deterrenza dalle minacce esterne); “operazioni di concorso, con le altre amministrazioni dello Stato, in particolari casi di straordinaria necessità e urgenza [sono] un lusso che oggi, soprattutto alla luce dell’attuale contesto internazionale, l’Italia non può più permettersi.”

Aumento di poliziotti che sarebbe anche gradito da tutti in Italia, a partire da Questure e Comuni di ogni città. Aumento che non sembra gradito perché - vuoi mettere - il fascino di delegare la sicurezza stradale (e quella delle stazioni ferroviarie, coinvolte in questa strategia) a dei militari con tuta mimetica, mitragliatori da combattimento e mezzi blindati…… America latina!

Non è più accettabile la “straordinaria necessità e urgenza” che si trasforma in normalità.

Un Paese moderno ed efficiente necessita di corpi dello Stato in grado di svolgere i propri compiti istituzionali. Nell’attuale contesto geopolitico europeo ed internazionale non è pensabile di essere impreparati, con Forze Armate distratte per sopperire alle incapacità di amministrazione interna.

17 SETTEMBRE 2026

Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 17/09/2026

· di Redazione

PREMESSA/EDITORIALE

Intelligenza artificiale, clima, diritti economici e politiche sulla droga: questa settimana affrontiamo le sfide strutturali che ridefiniscono il nostro modello di vita. Dal Portogallo che insegna come le scelte di depenalizzazione funzionano se accompagnate da investimenti reali in prevenzione e assistenza. In Italia, la salute resta in bilico tra vecchi problemi irrisolti—lista d'attesa, RSA al collasso, anziani non autosufficienti—e nuove minacce come la trasparenza dei dati medici venduti a piattaforme private.

In questo numero

EDITORIALE

→ Minacce al nostro sistema di vita. Intelligenza artificiale… e il cambiamento climatico?

→ Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla

→ Editoriale. Leggiamo l’andamento dell’economia italiana

ARTICOLI

→ Lo Stato dell'Unione. Von der Leyen: 'Vogliono frantumare l'Ue, lottiamo per la nostra Europa'

→ Il veterinario che sbaglia deve risarcire il proprietario per la sofferenza patita

→ L’impatto delle parole non dette

→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 16/09/2026

→ Covid e distrazioni istituzionali. Le mail che invitavano ad applicare le leggi

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 15/09/2026

→ L'intelligenza artificiale e quella - scarsa - delle superpotenze

→ Covid, Commissione d’inchiesta, Schillaci e il decreto 81/2008: domande in attesa di risposta

→ Droghe e minori: un nuovo report chiede politiche non punitive

→ Il Portogallo ha depenalizzato le droghe 25 anni fa, ma la vera lezione sta in ciò che ha costruito attorno a questa politica

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 8 a 14 Settembre 2026

→ Osservatorio disservizi da 8 a 14 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Più alberi per combattere le isole di calore: la regola 3-30-300 per città più vivibili

→ Non autosufficienza: chi assisterà gli anziani quando la famiglia non basterà?

→ Il Conte Lev Tolstoj è in cucina

→ Il ceo di Anthropic sostiene che il settore IA deve dare tempo alle misure di sicurezza di adeguarsi

→ Storia ed eredità di Emma Bonino in Toscana

→ Diritti situati: Emma Bonino e Henri Lefebvre

→ 11settembre: una data infausta a livello ufficiale. Ma la crudeltà dispiegata a livello mondiale trova un'eco anche nelle storie private del nostro Paese - con i bambini

→ Bonus-carburanti. Malus-governo

→ E' morta Emma Bonino (1948-2026)

→ Tassi Bce più costosi. L’economia frena. E’ necessario?

→ Provare virtualmente i vestiti utilizzando l'intelligenza artificiale può contribuire a ridurre gli sprechi della moda veloce

→ L’Europa ha capito Draghi, ma non riesce a fare quello che dice

→ Il Nepal ha puntato quasi tutto sull'energia idroelettrica: le inondazioni dimostrano che sia una scelta problematica

→ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 10/09/2026

NOTIZIE

→ ITALIAITALIA. Ravenna, certificati falsi per evitare i Cpr: perquisizioni in 9 città

→ ITALIAITALIA. Anziani non autosufficienti, da Treviso appello alla Regione Veneto

→ ITALIAITALIA. Venezia, RSA nell'Ulss 3: 2mila in attesa e 500 posti liberi inutilizzati

→ MONDOMONDO. Prezzi farmaci Usa: la politica di Trump rischia di far salire i costi in Europa

→ ITALIAITALIA. Inflazione. Istat conferma +3,3% per agosto

→ ITALIAITALIA. Giustizia. I tempi delle sentenze penali. Focus de IlSole24Ore

→ U.E.U.E.. HIV e IST: sex worker ancora esclusi da prevenzione e PrEP

→ U.E.U.E.. Alzheimer, il costo può superare mille miliardi entro il 2036

→ ITALIAITALIA. Rsa Piemonte, il paradosso della stufa nel punteggio per l'accesso alle cure

→ MONDOMONDO. Oggi 15 dicembre

→ MONDOMONDO. Doctoralia invia dati su appuntamenti medici a Google, TikTok e LinkedIn

→ MONDOMONDO. Vaccino antinfluenzale, Italia sotto media Ocse: solo 53% degli over 65

→ ITALIAITALIA. Arezzo, un convegno su alternative alla Rsa per gli anziani

→ USAUSA. Scommesse su trial clinici: esperti chiedono il divieto

→ MESSICOMESSICO. Corte Suprema autorizza consumo ricreativo di cannabis

→ TUNISIATUNISIA. Dipartimento antidroga: "cooperazione internazionale essenziale contro traffico stupefacenti"

→ TUNISIATUNISIA. Grazia del Presidente agli studenti per contrastare droga senza compromettere loro futuro

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. A 13 anni trasforma migliaia di lattine in denaro per devolverlo a enti di beneficienza: la storia di Ryan

→ ITALIAITALIA. Stop UE alla carne dal Brasile: a rischio la produzione di bresaola IGP (!)

→ ITALIAITALIA. Giornata Alzheimer, Uneba: serve una "legge sulla cura" per 75.000 malati in Rsa

→ ITALIAITALIA. Savona, Ugl Salute: sistema RSA e Residenze Protette al limite

→ ITALIAITALIA. Firenze, la Rsa pubblica Le Civette verso la chiusura definitiva

→ ITALIAITALIA. Cassazione: risarcimento anche ai casalinghi senza spese per la colf

→ ITALIAITALIA. Dossier sanitario consultato senza motivo: Asufc Udine multata 24mila euro

→ ITALIAITALIA. RSA senza muri: le quattro sfide per aprire le case di riposo al territorio

→ MESSICOMESSICO. Liberate 8 persone in una clinica clandestina del cartello CJNG

→ ITALIAITALIA. Farmaci su misura in farmacia: arriva il deblistering

→ POLONIAPOLONIA. Sette priorità nella politica sulle droghe per il 2027-2032

→ UCRAINAUCRAINA. Estesa la riduzione del danno nelle carceri

→ ITALIAITALIA. Bonus accise carburanti prorogato al 17 Settembre

→ ITALIAITALIA. È incinta, ma le fissano l’ecografia dopo il parto

→ IRANIRAN. Donna non cura in ospedale altra donna senza hijab

→ ITALIAITALIA. Carovita. Gli italiani scelgono di mangiare a casa. Rapporto Coop

→ ITALIAITALIA. Alta Velocità Trenitalia. Un sito per controllare l'efficienza

→ ITALIAITALIA. Nota Istat sull’andamento dell’economia italiana. Luglio - Agosto 2026

→ ITALIAITALIA. Diesel Euro 5, blocco auto dal 1 ottobre: le regioni interessate

LETTERE

→ RSA e patologie gravi: chi paga la quota sociale in caso di alta intensità sanitaria

→ Firma digitale obbligatoria in banca: quali diritti per anziani e disabili senza cellulare

→ Retta RSA per demenza: chi paga l'integrazione economica

→ Rimborso ricovero extra-regione negato dalla ASL: quali diritti far valere

NOTIZIE
23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Bio: consumi in crescita, ma superfici coltivate in calo

I consumatori italiani premiano sempre più il biologico, ma la produzione nazionale arranca sotto il peso della burocrazia e dell'incertezza sulle politiche agricole europee. È quanto emerge dal rapporto "Bio in Cifre 2026", realizzato da Ismea per il Ministero dell'Agricoltura (Masaf) e diffuso da FederBio in occasione della Giornata europea del biologico, che si celebra ogni anno il 23 settembre.

Sul fronte degli acquisti i numeri sono incoraggianti: nel 2025 i consumi di prodotti biologici in Italia sono cresciuti del 9,2% sia in valore sia in volume, superando nettamente le performance del comparto agroalimentare convenzionale. Il trend prosegue anche nel 2026: nei primi sei mesi dell'anno le vendite hanno registrato un ulteriore incremento del 4%.

Il quadro si ribalta però quando si guarda al lato della produzione. Nel 2025 le superfici coltivate a biologico sono diminuite del 5,4%, un calo dovuto soprattutto al crollo del 24,4% delle aree in conversione, che riguarda in particolare i prati pascoli. Le superfici già certificate restano invece quasi stabili, con una flessione contenuta dello 0,5%. In leggero calo anche il numero degli operatori del settore, sceso dell'1,8%.

Per la presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, il paradosso tra consumi in aumento e produzione in frenata è il segnale di un bivio politico non più rinviabile: "È arrivato il momento di decidere quale modello agricolo vogliamo sostenere nei prossimi anni", ha dichiarato, sottolineando come il biologico dimostri che è possibile produrre cibo tutelando la salute del suolo e dei cittadini, rafforzando al tempo stesso la capacità dell'agricoltura di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

A pesare sulle aziende, secondo FederBio, sono soprattutto l'incertezza sul futuro della Politica Agricola Comune e l'eccesso di adempimenti burocratici, che colpiscono in particolare le piccole e medie realtà agricole. Il rischio, avverte la federazione, è che questo freno normativo finisca per favorire le importazioni di prodotti bio dall'estero a scapito della produzione italiana. FederBio chiede quindi semplificazione delle procedure e un sostegno più concreto alle filiere, in vista sia del nuovo Piano d'Azione Nazionale per il biologico sia della riforma della Pac per il periodo 2028-2034, il cui negoziato a livello europeo dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre.

Una novità positiva presentata proprio in occasione della Giornata europea del biologico è il Marchio del Biologico Italiano, un logo gratuito e su base volontaria pensato per identificare i prodotti realizzati esclusivamente con materia prima biologica coltivata in Italia. Il marchio, istituito dalla legge n. 23/2022, è stato illustrato dal sottosegretario del Masaf Luigi D'Eramo, che lo ha definito un segno distintivo di qualità e sicurezza capace di offrire una garanzia in più ai consumatori, soprattutto in un momento in cui crescono le importazioni di prodotti bio da Paesi terzi. Gli operatori possono già presentare al ministero l'istanza per ottenere l'utilizzo del logo, che andrà ad affiancare l'"eurofoglia", il simbolo europeo del biologico.

Apprezzamento per l'iniziativa è arrivato anche da Enrico Amico, presidente di Demeter Italia, secondo cui il nuovo marchio rappresenta uno strumento utile a contrastare il cosiddetto Italian Sounding, cioè l'uso improprio di richiami all'italianità su prodotti che nulla hanno a che fare con il nostro Paese, oltre che a garantire una maggiore tutela per i consumatori che scelgono il biologico.

Come riporta FederBio, la Giornata europea del biologico resta anche l'occasione per ribadire il ruolo della transizione agroecologica nel creare nuove prospettive occupazionali per giovani e donne e nel rafforzare le aree interne del Paese.

23 SETTEMBRE 2026

USAUSA. California stanzia 4,7 milioni per terapie psichedeliche ai veterani

Il governatore della California Gavin Newsom ha firmato il 18 settembre l'Assembly Bill 113, un disegno di legge di bilancio che stanzia 4,7 milioni di dollari per finanziare ricerche cliniche su terapie psichedeliche destinate ai veterani affetti da disturbo da stress post-traumatico (PTSD) resistente ai trattamenti tradizionali. Come riporta Hoodline, la ricerca finanziata riguarderà sostanze quali psilocibina, MDMA e ketamina, con l'obiettivo di verificare se possano aiutare i veterani il cui PTSD non ha risposto alle cure convenzionali.

Il provvedimento incorpora i contenuti del Senate Bill 1224, noto come California Emerging Therapies Research Partnership Act, promosso dal senatore Brian W. Jones. Il testo era stato scritto per indirizzare le risorse statali verso sperimentazioni cliniche registrate a livello federale. Secondo quanto riportato da KPBS, la misura è il risultato di circa tre anni di iniziative a sostegno dei veterani che non avevano trovato sollievo attraverso i percorsi di cura tradizionali per la salute mentale.

La legge prevede inoltre che il Department of Veterans Affairs californiano istituisca un Consiglio consultivo statale sulle terapie emergenti per i veterani (California Veteran Emerging Therapies Research Advisory Council). I fondi da 4,7 milioni di dollari saranno amministrati attraverso il California Initiative to Advance Precision Medicine (CIAPM), ufficio interno alla California Health and Human Services Agency, con l'obiettivo di sostenere ricerche sulla terapia assistita da sostanze psichedeliche rivolte specificamente ai veterani.

Jesse Gould, fondatore di Heroic Hearts Project, ha definito lo stanziamento un traguardo significativo in un percorso che la sua organizzazione porta avanti da oltre cinque anni insieme a veterani, ricercatori e rappresentanti bipartisan della politica californiana. Gould ha ringraziato, oltre a Newsom, anche i senatori Josh Becker e Scott Wiener e il deputato Josh Lowenthal per il loro contributo all'approvazione della misura.

David Kuta, comandante della sezione californiana dei Veterans of Foreign Wars, ha sottolineato che i veterani che tornano a casa si trovano spesso a fare i conti con PTSD, depressione, dipendenza da oppioidi e altre "ferite invisibili" della guerra, e che i trattamenti tradizionali, pur aiutando molti, non funzionano per tutti.

Il provvedimento californiano rappresenta la prima stanziamento statale dedicato specificamente alla ricerca sulla terapia psichedelica assistita e arriva al terzo anno consecutivo in cui lo stato approva normative a sostegno di questo filone di studi, dopo l'AB 1103 firmato lo scorso ottobre per accelerare l'iter autorizzativo delle sperimentazioni cliniche su sostanze controllate come psilocibina, ibogaina e MDMA.

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Lea 2024: 18 Regioni promosse, ma sale al 9,9% chi rinuncia alle cure

Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) relativo al 2024 certifica un netto miglioramento formale della sanità regionale italiana: le Regioni e Province autonome "promosse" salgono a 18 su 21, contro le 13 dell'anno precedente. Solo Calabria, Bolzano e Sicilia restano inadempienti. Ma la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati, avverte che dietro questo miglioramento apparente si nasconde un peggioramento sostanziale nell'accesso alle cure da parte dei cittadini.

Come riporta Quotidiano Sanità, nello stesso anno in cui le Regioni adempienti sono aumentate, la quota di popolazione che ha rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico è salita dal 7,6% al 9,9%, un dato Istat che equivale a quasi 5,8 milioni di persone. Il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, definisce questi due dati "due fotografie solo apparentemente contraddittorie": se aumentano contemporaneamente le Regioni promosse, la spesa privata e le rinunce alle prestazioni sanitarie, non si può concludere che la sanità sia migliorata, ma che la "pagella" ministeriale ha una capacità molto limitata di misurare l'effettiva esigibilità dei Lea da parte dei cittadini.

Dal 2020 la verifica dell'erogazione dei Lea si basa sul Nuovo Sistema di Garanzia, articolato in 88 indicatori, ma la pagella 2024 utilizza solo un sottoinsieme di 27 indicatori Core. Gimbe punta il dito soprattutto sulla soglia minima richiesta per essere considerati adempienti: 60 punti su 100 in ciascuna delle tre macro-aree che compongono la valutazione, ovvero prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Un'asticella che la Fondazione giudica troppo bassa: sei delle diciotto Regioni promosse presentano infatti almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69. Se la soglia venisse alzata a 70 punti, le Regioni adempienti scenderebbero da 18 a 12; portandola a 80 punti, resterebbero adempienti soltanto in 5.

Sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, Gimbe ha elaborato una classifica delle Regioni che conferma la persistente frattura tra Nord e Sud del Paese: tra le prime dieci posizioni si trovano sette Regioni del Nord, due del Centro e solo la Puglia a rappresentare il Mezzogiorno, mentre le ultime sette posizioni della graduatoria sono occupate quasi interamente da Regioni meridionali. Il monitoraggio conferma quindi che la tutela della salute continua a dipendere in misura rilevante dalla Regione di residenza.

Cartabellotta chiede al ministero della Salute e alle Regioni di rivedere le regole della "pagella", affinché diventi uno strumento reale di rendicontazione pubblica e di miglioramento continuo, con più indicatori, soglie più elevate, dati tempestivi e misure capaci di rilevare l'accesso reale alle prestazioni, le liste d'attesa, le rinunce alle cure, gli esiti di salute e le diseguaglianze territoriali. Per garantire i Lea a tutte le persone, ovunque vivano, sottolinea il presidente della Fondazione, bisogna conoscere anche i bisogni di salute rimasti senza risposta, i servizi non disponibili, le prestazioni non erogate e gli ostacoli incontrati dai cittadini. Altrimenti, avverte Cartabellotta, il cosiddetto "60 politico" rischia di promuovere tutte le Regioni ignorando le persone a cui viene di fatto negato il diritto alla tutela della salute.

23 SETTEMBRE 2026

MONDOMONDO. OMS amplia le opzioni contraccettive: nuove linee guida su pillola e impianti

L'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato nuove linee guida sulla contraccezione, con l'obiettivo di ampliare le opzioni a disposizione delle donne. Il punto di partenza, come riporta Quotidiano Sanità, è un dato allarmante: nel mondo 164 milioni di donne che vorrebbero ritardare o evitare una gravidanza non usano alcun contraccettivo.

Le nuove indicazioni riguardano cinque questioni principali, messe a punto per fornire ai singoli Paesi criteri basati sulle evidenze scientifiche sia per l'introduzione di nuovi metodi contraccettivi sia per modalità alternative di utilizzo di quelli già disponibili. Tra le principali novità, i contraccettivi orali combinati potranno essere assunti per periodi prolungati, fino a sei mesi, oppure in modo continuativo fino a un anno, senza le tradizionali interruzioni cicliche. Cambia anche la durata d'uso dell'impianto sottocutaneo a base di etonogestrel, che secondo le nuove indicazioni può essere mantenuto fino a cinque anni.

Una delle novità più rilevanti riguarda la contraccezione d'emergenza: l'OMS raccomanda ora il mifepristone come nuova opzione, in dose singola compresa tra 10 e 50 mg (con preferenza per il dosaggio tra 10 e 25 mg), da assumere entro cinque giorni da un rapporto non protetto. Si tratta di una raccomandazione forte, basata su evidenze di certezza moderata.

Non tutte le novità vanno però nella direzione di un ampliamento: l'Organizzazione sconsiglia infatti l'introduzione dell'ormeloxifene e delle pillole a base di quinestrolo, per mancanza di evidenze sufficienti sulla loro sicurezza ed efficacia.

Le linee guida arrivano a breve distanza dalla pubblicazione del Target Product Profile dell'OMS dedicato ai nuovi contraccettivi maschili, un documento che indica tre possibili strategie di sviluppo: la soppressione della produzione di spermatozoi, l'inibizione della loro funzione oppure il blocco del loro trasporto e della loro trasmissione. Al momento, la ricerca più avanzata in questo campo riguarda i metodi ormonali reversibili.

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Rsa Pesaro, lettere di sfratto per 14 anziani da Casa Roverella

A Casa Roverella, la residenza per anziani di Pesaro gestita dal Consorzio sociale Santa Colomba, sono arrivate le raccomandate che formalizzano il recesso dal contratto per quattordici ospiti. Come riporta Il Resto del Carlino, la comunicazione, datata 15 settembre e firmata da Ginetto Grandoni, presidente del Consorzio, chiede alle famiglie di trovare una nuova sistemazione per i propri cari entro la fine del mese.

La lettera motiva il recesso con la cessazione dell'autorizzazione all'esercizio della Casa di Riposo Villa Pini, e cita esplicitamente il contratto di fruizione del servizio: non sarà più possibile, si legge nel testo, proseguire l'accoglienza e la permanenza degli ospiti nella struttura.

Tra i destinatari della raccomandata ci sono i figli di Diana Palena, 90 anni, ex insegnante di lettere all'istituto d'arte Mengaroni di Pesaro, entrata a Casa Roverella appena il 12 agosto scorso. Dopo la morte del marito era stata la donna stessa a scegliere di trasferirsi in una struttura residenziale, rifiutando l'assistenza di una badante privata in cerca di compagnia e cura. I figli, Laura e Paolo Bernardi, avevano da poco allestito la sua stanza con quadri, gerani e un tavolino per ricreare un angolo di casa, e in poche settimane Diana aveva iniziato ad ambientarsi e a stringere nuove amicizie.

Proprio il giorno dell'ingresso della madre in struttura, i due figli avevano firmato anche una postilla al contratto che riconosceva al Consorzio la facoltà di disporre in qualunque momento, a proprio insindacabile giudizio, le dimissioni dell'ospite con un preavviso di soli 15 giorni. Una clausola che oggi alimenta i sospetti della famiglia: il timore è che il Consorzio fosse già a conoscenza dell'esito della vicenda quando quella firma venne raccolta. La famiglia chiede ora una sistemazione dignitosa per Diana e valuta di rivolgersi a un legale, mentre dalla direzione della struttura non sono ancora arrivate indicazioni concrete su dove i quattordici anziani potranno essere trasferiti.

Il caso nasce dalla decisione di destinare gli spazi di Casa Roverella ai 27 ospiti della Rsa Tomasello, in vista della realizzazione del nuovo ospedale di Pesaro. La vicenda, dopo le proteste dei familiari, è già finita al vaglio della Regione Marche: il consigliere regionale Nicola Baiocchi, presidente della commissione Sanità, ha definito la situazione grave e ha annunciato un confronto con l'Azienda sanitaria territoriale per trovare una soluzione condivisa entro la scadenza del 30 settembre.

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Sanità, il medico: "La vera riforma è la relazione col paziente"

Il dibattito sulla sanità italiana si concentra da mesi su strutture, fondi del PNRR e strumenti digitali, trascurando quello che dovrebbe essere il vero fulcro del sistema: il rapporto di fiducia tra medico e paziente. È la tesi sostenuta da Pier Luigi Bartoletti, medico di medicina generale, in una lettera pubblicata da Quotidiano Sanità.

Secondo Bartoletti, il confronto pubblico si esaurisce tra rendering di nuove Case della Comunità, cronoprogrammi e tabelle di finanziamento contese tra maggioranza e opposizione, mentre Case della Comunità, fascicoli elettronici e algoritmi di appropriatezza vengono annunciati senza che nessuno si interroghi davvero su chi assisterà concretamente i pazienti, ogni giorno, per anni, e con quali competenze. Il punto centrale della lettera è netto: il motore del Servizio Sanitario Nazionale non sono i metri quadrati né i software, ma la relazione di fiducia tra il professionista e la persona che cura. A sostegno di questa affermazione, il medico cita tre ricerche scientifiche. La prima è uno studio norvegese basato su registri sanitari, pubblicato sul British Journal of General Practice nel 2022, che ha analizzato oltre 4,5 milioni di pazienti con un follow-up fino a 15 anni: mantenere nel tempo lo stesso medico di famiglia riduce del 25% la mortalità, del 28% i ricoveri urgenti e del 30% il ricorso a guardia medica e pronto soccorso.

La seconda ricerca è la revisione sistematica firmata da Pereira Gray e pubblicata su BMJ Open nel 2018, che ha esaminato 22 studi: la continuità di cura risulta associata a una riduzione significativa della mortalità nell'81,8% degli studi di qualità elevata. La terza è la revisione condotta da Forte ed Ebell, pubblicata su Recenti Progressi in Medicina nel 2025 su 18 studi e oltre 15 milioni di pazienti, che conferma riduzioni comprese tra il 10 e il 20% su mortalità, ospedalizzazioni e accessi al pronto soccorso.

Bartoletti denuncia quello che definisce un vero e proprio paradosso: alcuni modelli organizzativi affidano l'assistenza territoriale a medici a rotazione, senza garantire continuità nel rapporto con i pazienti, vanificando così i benefici documentati dalla letteratura scientifica. Nella lettera viene criticato anche il proliferare di sigle burocratiche come RUAP, AFT e UCCP, insieme a un linguaggio sempre più aziendalistico che sostituisce espressioni come "presa in cura" con termini come "presa in carico", svuotando di significato umano la pratica medica.

Il medico chiede quindi di investire sulle competenze specifiche della medicina generale e sulla stabilità del legame tra medico e paziente, un aspetto che considera cruciale soprattutto in vista dell'invecchiamento demografico previsto nei prossimi dieci anni, quando la domanda di assistenza continuativa e di fiducia nel proprio medico di riferimento è destinata a crescere ulteriormente.

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Morbillo, il Ministero richiama le Regioni: nessuna al 95% col richiamo

Il morbillo torna a preoccupare la sanità pubblica italiana. Il Ministero della Salute ha inviato una circolare alle Regioni per richiamarle a rafforzare sorveglianza, vaccinazioni e recupero delle persone non immunizzate, dopo aver riscontrato che nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma ha raggiunto la soglia raccomandata del 95% di copertura vaccinale con la seconda dose, considerata necessaria per interrompere la circolazione del virus.

Come riporta Quotidiano Sanità, la media nazionale per la seconda dose si ferma all'84,45%, mentre la prima dose raggiunge il 94,77%. Le coperture più basse per il richiamo si registrano in Sicilia (67,88%), Campania (71,89%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (73,69%), tutte ben al di sotto della soglia raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire l'immunità di gregge nelle fasce di popolazione target, che comprendono bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili.

La circolare, firmata da Maria Rosaria Campitiello, a capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero, analizza l'andamento epidemiologico tra il 2024 e il 2026 e segnala la persistenza di focolai in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, parlando esplicitamente di una condizione di endemicità del morbillo in Italia.

I numeri del 2026 confermano un'inversione di tendenza rispetto all'anno precedente. Nei primi cinque mesi sono stati confermati 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025 e i 509 del 2024. Se si considerano anche i casi possibili e probabili, le segnalazioni complessive salgono a 609 nel 2026, contro le 342 del 2025 e le 568 del 2024, anche se il Ministero avverte che questo dato risente dei tempi di aggiornamento della piattaforma di sorveglianza Premal e della trasmissione dei risultati di laboratorio.

L'aumento più vistoso riguarda la Calabria, dove i casi sono passati da 17 nel 2025 a 265 nel 2026, un incremento legato a un focolaio del genotipo D8-5963. Crescite significative si registrano anche in Campania, da 18 a 100 casi, nel Lazio, da 47 a 54, e in Toscana, da 6 a 49.

Secondo i dati del sistema Premal relativi al 2026, la maggior parte dei contagi colpisce i giovani adulti tra i 15 e i 39 anni: in questa fascia d'età il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto riguarda persone non vaccinate. Considerando il totale dei casi 2026 con stato vaccinale noto, la quota di non vaccinati sale al 93,3%. Anche tra il personale sanitario colpito la situazione desta preoccupazione: l'88,9% degli operatori infetti non era vaccinato.

Il Ministero chiede quindi alle Regioni di potenziare i sistemi di sorveglianza, con un'accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio sia dei casi sporadici sia dei focolai, e di avviare campagne mirate di recupero vaccinale, in particolare per la seconda dose, rivolte ai giovani adulti tra i 15 e i 39 anni, alle categorie a rischio e al personale sanitario.

Il caso della Calabria è emblematico delle difficoltà strutturali che riguardano l'intero sistema vaccinale regionale: non solo il morbillo, ma anche le altre vaccinazioni obbligatorie per legge dal 2017 restano sotto la soglia del 95%. Per poliomielite, difterite, tetano, pertosse ed epatite B la copertura si ferma al 93,34%, mentre per la varicella scende al 92,05%.

23 SETTEMBRE 2026

COREA DEL SUDCOREA DEL SUD. Politica Usa sui farmaci: rischio rincari anche per la Corea del Sud

La politica statunitense pensata per abbassare il prezzo dei farmaci negli Stati Uniti rischia di produrre l'effetto opposto in altri paesi, Corea del Sud compresa. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet e ripreso dal quotidiano coreano Chosun Ilbo.

Al centro della vicenda c'è la cosiddetta "politica del prezzo della nazione più favorita" (Most Favored Nation, MFN), promossa dall'amministrazione Trump per collegare i prezzi pagati da Medicare, il sistema sanitario pubblico statunitense per anziani e persone con disabilità, a quelli praticati in altri paesi ricchi. L'idea di fondo è semplice: se i cittadini americani pagano i farmaci molto più cari rispetto al resto del mondo, allora gli Stati Uniti dovrebbero pagare non più del prezzo più basso tra quello praticato in un gruppo di 19 paesi di riferimento, tra cui figura anche la Corea del Sud.

Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori guidato da Thomas Hwang del Brigham and Women's Hospital di Boston, ha analizzato l'impatto di questa politica su 195 farmaci brevettati che rappresentano complessivamente 87,9 miliardi di dollari della spesa annuale di Medicare, suddivisi tra i programmi GLOBE (farmaci somministrati in ospedali e cliniche) e GUARD (farmaci acquistati in farmacia). Secondo le stime dei ricercatori, ancorare i prezzi di Medicare al valore più basso tra i paesi di riferimento potrebbe ridurre la spesa sanitaria pubblica statunitense del 16-18%, per un risparmio complessivo stimato in 11,6 miliardi di dollari l'anno.

Il problema, spiegano gli autori dello studio, è che questo meccanismo di "prezzo di riferimento internazionale" tende storicamente a produrre una convergenza dei prezzi verso l'alto, piuttosto che un semplice trasferimento dello sconto dal paese di riferimento agli Stati Uniti. In altre parole, le case farmaceutiche multinazionali, per non veder crollare i prezzi validi anche sul mercato americano, potrebbero decidere di alzare i listini nei paesi usati come riferimento, oppure ritardare il lancio dei nuovi farmaci in quei mercati per evitare che un prezzo troppo basso si ripercuota sui ricavi complessivi.

Thomas Hwang, autore principale della ricerca, ha sottolineato che molti governi dei paesi di riferimento, dalla Germania al Giappone fino all'Australia, si trovano già oggi sotto pressione da parte dell'amministrazione statunitense e dell'industria farmaceutica affinché aumentino la spesa sanitaria destinata ai medicinali. Una pressione che riguarda direttamente anche Seul, la cui Assicurazione sanitaria nazionale (NHIS) pratica tradizionalmente prezzi più bassi rispetto ad altri mercati di riferimento, proprio per il funzionamento del suo sistema di rimborso pubblico.

Lo studio evidenzia inoltre un altro elemento critico: la politica MFN prevede numerose eccezioni per le aziende che sottoscrivono accordi diretti con l'amministrazione Trump. Dopo un'ultima serie di intese annunciate il 31 agosto, il numero di case farmaceutiche che hanno raggiunto accordi riservati con la Casa Bianca è salito a 26. Queste aziende, secondo i ricercatori, coprono una quota rilevante dei farmaci analizzati nello studio, e la loro esclusione dal meccanismo di riferimento internazionale potrebbe vanificare la maggior parte dei risparmi previsti: le stime iniziali parlavano di una perdita del 71% dei risparmi attesi, ma Hwang ha successivamente aggiornato la previsione indicando una possibile perdita fino all'80%.

Un ulteriore fattore di incertezza riguarda la riservatezza di questi accordi: non essendo pubblici i termini delle intese tra governo statunitense e case farmaceutiche, risulta difficile per i decisori politici e per l'opinione pubblica valutare se la politica dei prezzi stia effettivamente producendo i benefici promessi. Gli autori dello studio segnalano infine che le stime si basano su prezzi Medicare modellizzati e su dati internazionali tratti da database pubblici, che potrebbero non riflettere sconti riservati praticati in altri paesi, e che l'elenco dei farmaci analizzati, basato su dati storici, potrebbe non includere i medicinali di più recente approvazione.

23 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Consumo cannabis. Gli studenti percepiscono come sproporzionate le pene

In Massachusetts, il settore della cannabis legale per adulti dai 21 anni in su si è espanso rapidamente. I giovani sono esposti a messaggi confusi e spesso contraddittori sull'uso della cannabis. Nelle scuole, può esserci una discrepanza tra i messaggi, le politiche e le misure disciplinari adottate per l'uso o il possesso di cannabis. Questo studio ha valutato le prospettive e le esperienze dei giovani in merito alle misure disciplinari scolastiche per episodi legati alla cannabis.

Metodi

Questo studio ha utilizzato un approccio di ricerca partecipativa con la comunità per promuovere un rapporto equo tra ricercatori e membri della comunità, sottolineando al contempo che i partecipanti sono esperti delle proprie esperienze di vita. Lo studio si è basato sull'analisi dei dati derivanti da interviste semi-strutturate e approfondite con 18 persone di età inferiore ai 21 anni – l'età legale per il consumo di cannabis – riguardo alle loro esperienze con provvedimenti disciplinari scolastici legati alla cannabis. Abbiamo applicato l'analisi tematica per descrivere le loro prospettive e identificare le situazioni in cui sono stati sanzionati per episodi correlati alla cannabis.

Risultati

Sono emersi quattro temi principali: (1) la sorveglianza dell'uso di cannabis da parte degli studenti è estesa sia nella sfera pubblica che in quella privata; (2) le risposte disciplinari sono percepite come variabili a seconda del tipo di scuola e del gruppo socio-demografico degli studenti; e (3) gli studenti percepiscono le misure disciplinari legate alla cannabis come dannose e sproporzionate rispetto al reato, e (4) invece sostengono la riduzione del danno e una maggiore trasparenza nella gestione dei reati legati alla cannabis da parte delle scuole.

Conclusione

I risultati mettono in luce punti di intervento per approcci disciplinari alternativi che riducano al minimo i danni tra i giovani in età scolare.

23 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Un decimo degli anziani ha consumato marijuana nelle ultime 24 ore. Studio

Secondo i risultati di un nuovo studio finanziato dal governo federale, oltre un decimo degli anziani ha fatto uso di marijuana nelle ultime 24 ore.

La ricerca mostra inoltre che tra coloro che consumano cannabis, molti lo fanno semplicemente per sballarsi, ma che anche le ragioni mediche sono frequenti.

I ricercatori dell'Università della California di San Diego e della New York University hanno condotto interviste a 315 adulti di età superiore ai 65 anni, principalmente in parchi pubblici o all'esterno di centri per anziani a New York.

L'uso di cannabis aumenta vertiginosamente tra gli anziani.

Oltre la metà degli intervistati (56%) ha dichiarato di aver consumato cannabis almeno una volta nella vita, il 22% di averne fatto uso nell'ultimo anno, il 16% ha riferito di averne fatto uso nell'ultimo mese e l'11% ha affermato di averne fatto uso nelle ultime 24 ore.

Il motivo più comunemente riportato per l'uso di marijuana era quello di sballarsi (60%), sebbene il 56% abbia affermato di consumare cannabis per alleviare la tensione, il 53% come aiuto per dormire, il 30% per trattare il dolore cronico e il 29% per altri motivi medici, "a conferma di precedenti evidenze che dimostrano come gli anziani usino comunemente la cannabis per gestire questi sintomi o per motivi medici, suggerendo potenziali esigenze cliniche insoddisfatte di cui i medici dovrebbero essere a conoscenza", hanno scritto i ricercatori.

"La cannabis veniva usata più spesso per sballarsi (60,0%), alleviare la tensione (55,7%), dormire (52,9%) o alleviare il dolore cronico (30,0%)."

I tassi di utilizzo relativamente elevati rilevati nell'indagine "suggeriscono che l'uso di cannabis tra gli anziani potrebbe essere più comune e clinicamente significativo di quanto ipotizzato da precedenti studi", hanno scritto i ricercatori nell'articolo, finanziato dal National Institute on Drug Abuse e pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society.

Hanno tuttavia affermato che i risultati potrebbero essere distorti a causa del contesto urbano di New York e della relativa diversità demografica dei partecipanti, oppure a causa di una "possibile riduzione del bias di selezione dovuta al reclutamento di persona, basato sulla comunità, e alla breve somministrazione del questionario, che ha migliorato i tassi di completamento".

Tra coloro che hanno fatto uso ricreativo di marijuana nell'ultimo anno, il fumo è stato di gran lunga il metodo di assunzione più comune, con il 74%. Il 36% ha consumato prodotti alimentari a base di cannabis e il 16% l'ha vaporizzata.

Lo studio ha concluso che le persone anziane e le donne erano meno propense a consumare marijuana rispetto, rispettivamente, agli anziani più giovani e agli uomini .

Un altro studio recente ha rilevato che la marijuana terapeutica aiuta il 91% degli anziani a migliorare il dolore , l'insonnia e i sintomi comportamentali o dell'umore.

Un altro studio recente, finanziato dal governo federale e pubblicato dall'American Medical Association (AMA), ha rilevato che "gli anziani si rivolgono sempre più alla cannabis per la gestione dei sintomi" , e molti sono motivati ​​a provare la marijuana "come alternativa ai farmaci tradizionali a causa delle preoccupazioni relative agli effetti collaterali".

Secondo la ricerca, "con la crescente legalizzazione della cannabis, gli anziani si rivolgono sempre più a essa non solo per uso ricreativo, ma anche per gestire i sintomi associati all'invecchiamento, tra cui dolore, disturbi del sonno e problemi di salute mentale".

Quest'anno l'AMA ha adottato separatamente una risoluzione che riconosce sia i rischi che i potenziali benefici terapeutici dell'uso di marijuana tra gli anziani .

(Marijuana Moment)

23 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Minimo storico di studenti che consumano marijuana nelle scuole superiori

Secondo gli ultimi risultati di un'indagine biennale condotta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), la percentuale di studenti delle scuole superiori statunitensi che fanno uso di marijuana ha raggiunto il minimo storico, nonostante un numero crescente di stati stia legalizzando la cannabis per gli adulti.

I nuovi dati federali, pubblicati lunedì, mostrano che il 12,9% degli studenti delle scuole superiori consuma attualmente cannabis, ovvero ne ha fatto uso almeno una volta negli ultimi 30 giorni. Si tratta di un dato in calo rispetto al 23,1% del 2011, l'anno precedente all'approvazione delle leggi sulla legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo nei primi stati americani.

In altre parole, il numero di studenti delle scuole superiori che fanno uso di marijuana è diminuito di quasi la metà, ovvero del 44%, da quando gli stati hanno iniziato a legalizzare l'uso da parte degli adulti.

Gli ultimi dati mostrano anche una continua diminuzione rispetto alla precedente versione dei dati sull'uso di marijuana del CDC del 2023 , quando il 17% degli studenti delle scuole superiori dichiarava di consumare cannabis.

Il calo costante contraddice le affermazioni degli oppositori della legalizzazione della cannabis, i quali hanno spesso sostenuto che il cambiamento di politica avrebbe portato a un'impennata del consumo tra i giovani. In realtà, secondo il nuovo rapporto federale, è accaduto l'esatto contrario.

"Le affermazioni sensazionalistiche secondo cui le leggi sulla legalizzazione della cannabis per adulti sarebbero collegate a un maggiore consumo di marijuana tra gli adolescenti non sono supportate da dati affidabili", ha dichiarato Paul Armentano, vicedirettore di NORML . "Questi risultati governativi dovrebbero rassicurare i legislatori sul fatto che l'accesso alla cannabis può essere regolamentato legalmente in modo sicuro, efficace e senza influenzare inavvertitamente le abitudini dei giovani."

Oltre al dato relativo al mese scorso, l'indagine sui comportamenti a rischio tra i giovani del CDC del 2025 mostra anche che il numero di studenti delle scuole superiori che hanno consumato cannabis almeno una volta è diminuito dal 39,9% nel 2011 a solo il 25,5% lo scorso anno.

I risultati sono coerenti con quelli di un altro studio federale, il National Survey on Drug Use and Health (NSDUH) del 2025, pubblicato a luglio. Tale studio ha mostrato che l'8,7% delle persone di età compresa tra i 12 e i 17 anni ha fatto uso di marijuana nell'ultimo anno , in calo rispetto al 14,2% del 2011.

Ricerche precedenti suggeriscono inoltre che il consumo di marijuana tra i giovani è generalmente diminuito negli stati che ne hanno legalizzato l'uso agli adulti.

Un rapporto del gruppo di difesa dei diritti dei consumatori Marijuana Policy Project (MPP), ad esempio, ha rilevato che il consumo di marijuana tra i giovani è diminuito in 19 dei 21 stati che hanno legalizzato la marijuana per uso ricreativo , con un calo medio del 35% del consumo di cannabis tra gli adolescenti negli stati che per primi hanno legalizzato la sostanza.

Il rapporto citava dati provenienti da una serie di indagini sui giovani a livello nazionale e statale, tra cui l'indagine annuale Monitoring the Future (MTF), supportata dal National Institute on Drug Abuse (NIDA).

L'ultima versione del rapporto MTF, pubblicata alla fine dello scorso anno, ha rilevato che il consumo di cannabis tra gli studenti dell'ottavo, decimo e dodicesimo anno di scuola superiore "è rimasto stabile" anche se più stati hanno legalizzato la sostanza.

Uno studio separato, finanziato dal governo federale canadese, ha rilevato che i tassi di consumo di marijuana tra i giovani sono diminuiti dopo la legalizzazione della cannabis nel paese .

Un rapporto del governo canadese ha rilevato analogamente che i tassi di consumo giornaliero o quasi giornaliero sia tra gli adulti che tra i giovani sono rimasti stabili negli ultimi sei anni, dopo l'entrata in vigore della legalizzazione nel paese .

Un altro studio statunitense ha riportato una "significativa diminuzione" del consumo di marijuana tra i giovani dal 2011 al 2021 , un periodo in cui più di una dozzina di stati hanno legalizzato la marijuana per gli adulti, evidenziando tassi inferiori sia di consumo nel corso della vita che di consumo nell'ultimo mese tra gli studenti delle scuole superiori a livello nazionale.

Separatamente, una lettera di ricerca pubblicata dal Journal of the American Medical Association (JAMA) nel 2024 affermava che non vi sono prove che l'adozione da parte degli stati di leggi per legalizzare e regolamentare la marijuana per gli adulti abbia portato a un aumento del consumo di cannabis tra i giovani .

Un altro studio pubblicato su JAMA ha rilevato in modo analogo che né la legalizzazione né l'apertura di negozi al dettaglio hanno portato a un aumento del consumo di cannabis tra i giovani .

Nel 2023, inoltre, un funzionario sanitario statunitense ha affermato che il consumo di marijuana tra gli adolescenti non è aumentato "nonostante la legalizzazione a livello statale si sia diffusa in tutto il paese".

(Marijuana Moment)

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Relazione annuale Autorità dei Trasporti: pedaggi, ponte sullo Stretto e ferrovie

Un nuovo sistema tariffario per il Ponte sullo Stretto di Messina, regole più stringenti per l’accesso alla rete ferroviaria e un meccanismo di rimborso per gli automobilisti penalizzati da cantieri e blocchi della circolazione. Sono alcuni dei principali dossier su cui è al lavoro l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), guidata da Nicola Zaccheo e chiamata a rafforzare il proprio ruolo nel settore della mobilità.

A fare il punto sulle attività dell’Autorità è la relazione annuale presentata al Parlamento oggi, 22 settembre 2026. Tra le novità più rilevanti c’è il sistema di rimborsi autostradali introdotto nell’ambito della riforma delle concessioni varata tra il 2023 e il 2025.

La nuova disciplina punta a legare maggiormente il costo sostenuto dagli utenti alla qualità effettiva del servizio ricevuto. L’Art ha infatti acquisito competenze più ampie, compresa la possibilità di esprimere pareri vincolanti sui Piani economici finanziari dei concessionari autostradali.

In tre anni l’Autorità ha inoltre gestito circa 56 mila istanze di risoluzione non giurisdizionale delle controversie tra utenti e operatori del settore dei trasporti. Complessivamente, le procedure hanno portato al riconoscimento di rimborsi per oltre 7 milioni di euro.

Il nuovo meccanismo, operativo dallo scorso giugno, prevede in particolare un ristoro automatico quando la circolazione viene bloccata o subisce ritardi a causa di cantieri programmati. L’entità del rimborso varia in funzione della lunghezza della tratta percorsa e della durata del ritardo.

La fase iniziale di applicazione proseguirà fino al 31 dicembre 2027. A quel punto l’Art potrà verificare l’efficacia delle nuove regole e, sulla base dei risultati ottenuti, valutare eventuali modifiche.

Ponte sullo Stretto, la tariffa sarà definita più avanti

Un capitolo specifico riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina. Per il momento l’Art considera adeguato il piano predisposto per l’attraversamento stabile tra Sicilia e Calabria rispetto allo stato di avanzamento del progetto.

La definizione delle tariffe per l’utilizzo dell’opera, però, arriverà soltanto più avanti. Secondo Zaccheo, infatti, un sistema tariffario specifico potrà essere valutato quando il Ponte sarà vicino all’entrata in esercizio e saranno disponibili dati più precisi sui costi effettivi, sui volumi di traffico previsti e sull’assetto delle infrastrutture stradali e ferroviarie collegate.

L’obiettivo indicato dall’Autorità è quello di garantire un equilibrio tra sostenibilità economico-finanziaria dell’opera e tutela degli utenti. Per questo viene considerato necessario un sistema di monitoraggio continuo, capace di verificare l’andamento dei costi, dei ricavi e dei rischi associati al progetto.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche all’eventuale trasferimento dei costi sugli utenti. L’Art sottolinea infatti la necessità di evitare che a carico di chi utilizzerà il collegamento vengano trasferite spese non pertinenti al servizio o maturate prima della realizzazione dell’opera.

Ferrovie, in arrivo una nuova disciplina per l’accesso alla rete

L’altro grande dossier sul tavolo dell’Autorità riguarda il sistema ferroviario. L’Art ha avviato una revisione delle regole che disciplinano l’accesso degli operatori alla rete, con l’obiettivo di modificare anche il meccanismo di assegnazione della capacità ferroviaria.

Tra le ipotesi in discussione c’è la riduzione al 70% della capacità affidabile attraverso accordi quadro pluriennali. Il restante 30% verrebbe invece assegnato su base annuale, utilizzando criteri che potrebbero tenere conto anche del numero di passeggeri trasportati dai singoli treni.

Si tratta di un procedimento ancora in corso, sul quale l’Autorità ha già avviato un primo confronto con gli operatori. È prevista una seconda fase di consultazione prima della conclusione del procedimento.

L’obiettivo è completare la riforma entro novembre, così da consentire l’inserimento delle nuove regole nel prossimo Prospetto informativo della rete, il documento che disciplina le condizioni di accesso all’infrastruttura ferroviaria e che dovrà essere approvato entro la fine dell’anno.

Il nodo Sncf e il confronto con l’Antitrust

Le nuove regole assumono particolare rilevanza anche alla luce dell’ingresso annunciato di Sncf Voyages nel mercato italiano dell’alta velocità. La società francese punta a iniziare a operare sulla rete italiana a partire da settembre 2027, ma il suo ingresso è al centro da mesi di un contenzioso che coinvolge anche l’Art.

Nel marzo 2026 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva assegnato a Sncf 18 tratte, nell’ambito di un accordo con Rfi e sulla base di una serie di impegni. L’Art ha successivamente impugnato il provvedimento e l’Antitrust ha sospeso una parte degli impegni, anche in attesa dell’evoluzione delle nuove regole sull’accesso alla rete.

Il presidente Zaccheo ha ribadito in Parlamento la posizione dell’Autorità, sostenendo che l’assegnazione della capacità ferroviaria rientri nella competenza esclusiva dell’Art. Il confronto con l’Antitrust resta quindi aperto, mentre la riforma delle regole di accesso alla rete si prepara a diventare uno degli snodi decisivi per il futuro della concorrenza nell’alta velocità italiana.

(Help Consumatori)

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Stop alla pubblicità di Octopus Energy, è ingannevole

L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha dichiarato ingannevole la campagna di Octopus Energy

La campagna di Octopus sull’energia è ingannevole e deve cessare. È quanto deciso dal Giurì dello Iap, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, con una pronuncia del 14 settembre scorso. La campagna è diffusa su stampa, internet e social media e il claim principale riguarda il vanto di un risparmio del 96% per i clienti.

“Il 96% dei clienti spende meno”

Nel mirino del Giurì sono finiti i messaggi “il 96% dei nostri clienti spende meno rispetto a precedente fornitore”; “con Octopus puoi risparmiare. Il 96% dei nostri clienti lo conferma”; “Energia pulita a prezzi accessibili”; “canto delle sirene dell’energia: promesse luccicanti che spesso nascondono costi e vincoli imprevisti”.

“Il Giurì, pronunciandosi limitatamente alle comunicazioni commerciali veicolate attraverso canali aderenti al sistema autodisciplinare, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni relative ai vanti di risparmio del 96% dei clienti ed al dispacciamento di energia pulita sono in contrasto con l’art. 2 del Codice e ne ordina la cessazione”.

Secondo la pronuncia, affermazioni come ”il 96% dei nostri clienti spende meno” e ”puoi risparmiare – il 96% dei nostri clienti lo conferma” vantano qualità obiettive dell’offerta che Octopus ”non ha minimamente provato”. Il dato riportato è basato su un sondaggio fatto dalla stessa Octopus con una parte dei suoi clienti, privo di metodo statistico e oggettivo mentre, rileva il Giurì, ”il risparmio costituisce un dato matematico” e quindi ”va dimostrato in base ai fatti”. (AdnKronos)

Analogamente, secondo lo Iap, il claim ”energia pulita a prezzi accessibili” è ”in contrasto radicale con il divieto di ingannevolezza” dell’art 2 del Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale. Secondo l’articolo, la comunicazione commerciale deve evitare “ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti”. Lo Iap ha ritenuto ingannevole la ”generica rivendicazione di vantaggi di prezzo o ambientali” da parte di Octopus, che ora, per adeguarsi alle prescrizioni, dovrà rimuovere o adeguare i messaggi contestati.

(Help Consumatori)

23 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Il lusso a tavola va oltre il prezzo: contano qualità, rarità ed esperienza, vino resta simbolo

Materia prima di qualità, rarità e lavorazione sofisticata sono i principali elementi che definiscono un prodotto enogastronomico di lusso. Ma il concetto cambia anche in base alle generazioni e non si esaurisce nel prezzo: per il 41% degli italiani il vero lusso a tavola è vivere esperienze particolari in luoghi esclusivi.

Che cosa significa oggi “lusso a tavola” per gli italiani? A delineare il quadro è un’indagine realizzata con un sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 800 maggiorenni, condotto dal 16 al 18 settembre 2026. I risultati mostrano un’idea di lusso enogastronomico articolata, nella quale il valore del prodotto si intreccia con qualità, esclusività, esperienza e servizio.

Qualità, rarità e lavorazione sofisticata definiscono il lusso

Quando si chiede quali caratteristiche debba avere un prodotto enogastronomico per essere considerato di lusso, al primo posto si trova la qualità e selezione delle materie prime, indicata dal 36% degli italiani. Seguono la rarità del prodotto o la produzione in quantità limitate, con il 28%, e la lavorazione artigianale o sofisticata, con il 26%.

Le generazioni attribuiscono però un peso diverso agli elementi che costruiscono il concetto di lusso. La Gen Z presta maggiore attenzione all’identità del prodotto e del produttore, i Millennials si concentrano sulla “premiumness”, mentre la Gen X guarda soprattutto all’esclusività.

Perché gli italiani acquistano prodotti enogastronomici di lusso

Anche le motivazioni di acquisto cambiano in base alla frequenza con cui si comprano prodotti considerati di lusso.

Tra chi li acquista solo occasionalmente prevalgono le ragioni legate alla circostanza. Il 41% indica infatti la scelta di un prodotto pregiato per festeggiare un’occasione speciale, una ricorrenza o una festività. Il 30% lo acquista invece per la curiosità di provare un prodotto ricercato o di alta qualità.

Tra gli acquirenti più abituali emergono invece motivazioni legate al valore personale e al rapporto con il mondo dell’enogastronomia. La passione personale per questo settore è indicata dal 31%, mentre il 19% acquista prodotti di lusso per sostenere produttori, territori e filiere di qualità.

Il vino è il simbolo del lusso enogastronomico italiano

Quando si parla delle categorie che rappresentano maggiormente l’eccellenza italiana nel lusso enogastronomico, il vino si conferma al primo posto: lo indica il 48% degli italiani, quasi uno su due.

Al secondo posto si trovano salumi e formaggi di particolare pregio, con il 35%, mentre olio, aceto e altri condimenti di alta qualità raggiungono il 25%. Seguono caviale, tartufi e altri prodotti rari o particolarmente ricercati, indicati dal 23%, e le carni pregiate o provenienti da razze e allevamenti selezionati, con il 10%.

Il lusso a tavola va oltre il prezzo

Per gli italiani il lusso a tavola non coincide necessariamente con il prezzo elevato. Il 41% lo associa soprattutto alla possibilità di vivere esperienze particolari in luoghi esclusivi, come ristoranti prestigiosi, cantine, agriturismi e resort.

Il 25% lo interpreta invece come la possibilità di acquistare prodotti pregiati da consumare a casa, mentre il 18% lo lega a un livello di servizio fuori dall’ordinario, caratterizzato per esempio da elevata personalizzazione e attenzione al cliente. Solo il 16% considera invece determinante, a prescindere dal prodotto o dall’esperienza, la fascia di prezzo premium.

Il quadro restituisce quindi una concezione del lusso enogastronomico che non può essere ricondotta a un unico elemento. Qualità e distintività del prodotto restano centrali, ma a queste si aggiungono il valore dell’esperienza, il servizio, il legame con il territorio e le diverse motivazioni che spingono gli italiani all’acquisto.

(FoodAffairs.it)

22 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. 22 settembre, Giornata Europea per la ricerca senza uso di animali

Il 22 settembre si celebra in tutta Europa la Giornata Europea per una Scienza Etica, dedicata alla promozione dei metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale, i cosiddetti Non-Animal Methods (NAMs). L'iniziativa, sostenuta dalle principali associazioni animaliste del continente, punta i riflettori sui limiti scientifici del modello animale e sulle tecnologie che possono sostituirlo.

Come riporta LAV, la Lega Anti Vivisezione, insieme alle altre organizzazioni animaliste europee chiede alle autorità di difendere e rafforzare il divieto già esistente di testare sui prodotti cosmetici, di sostenere economicamente lo sviluppo di metodi di ricerca senza uso di animali e di arrivare all'interruzione definitiva della sperimentazione animale. LAV ricorda inoltre che in Italia, ad oggi, i fondi pubblici specificamente vincolati ai metodi sostitutivi sono pari a zero.

Le ragioni della mobilitazione, secondo l'associazione, non sono soltanto etiche ma anche scientifiche: il modello animale fallisce spesso nel predire correttamente gli effetti di farmaci e sostanze sull'organismo umano, a causa delle differenze biologiche tra le specie. Non è un caso che oltre il 90% dei farmaci che risultano efficaci e sicuri nei test sugli animali fallisca poi nelle successive fasi di sperimentazione clinica sull'uomo.

Proprio per questo la ricerca si sta orientando verso tecnologie alternative in grado di riprodurre la biologia umana con maggiore fedeltà: modelli cellulari tridimensionali, piattaforme organ-on-a-chip capaci di simulare il funzionamento di organi umani su microchip, e algoritmi di intelligenza artificiale in grado di prevedere gli effetti di una sostanza senza passare dalla sperimentazione su animali vivi.

Un esempio concreto di questa transizione arriva dal Regno Unito, dove è stato recentemente inaugurato il Liverpool Accelerate Laboratory, una struttura da 20 milioni di sterline realizzata dal consorzio iiCON (Infection Innovation Consortium) insieme alla Liverpool School of Tropical Medicine. Il laboratorio combina sistemi robotici guidati da intelligenza artificiale e organoidi umani - piccole riproduzioni di organi ottenute da cellule umane - per studiare malattie infettive come tubercolosi e salmonella senza ricorrere ad animali da laboratorio, riducendo al tempo stesso i rischi di contagio per i ricercatori che maneggiano agenti patogeni pericolosi.

A livello europeo, LAV ricorda che nel 2021 è stata lanciata l'Iniziativa dei Cittadini Europei "Save Cruelty Free Cosmetics", che con oltre 1,2 milioni di firme raccolte in tutto il continente ha chiesto alla Commissione Europea un divieto totale della sperimentazione animale, estendendo la richiesta oltre i cosmetici anche ai prodotti chimici e a tutte le specie animali coinvolte nei test di laboratorio. Grazie a questa mobilitazione, nei prossimi mesi la Commissione dovrebbe pubblicare una tabella di marcia per il superamento definitivo dell'uso di animali nella sperimentazione scientifica in Europa.

22 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Sen. Cucchi diffonde video sui CPR: «oltre il 90% assume psicofarmaci»

Un video pubblicato dalla senatrice Ilaria Cucchi ha riportato al centro dell'attenzione le condizioni di vita all'interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR), le strutture dove vengono trattenuti i cittadini stranieri in attesa dell'esecuzione di un provvedimento di espulsione. Nel filmato, diffuso sui social della senatrice, un operatore sanitario del presidio medico del CPR di Ponte Galeria, a Roma, afferma che «più del 90% degli ospiti assume psicofarmaci».

Come riportano diverse testate italiane, tra cui Giornale La Voce, un elemento è determinante per interpretare correttamente le immagini: il video non è stato girato in questi giorni, ma risale alla visita compiuta da Cucchi nel maggio 2023 proprio al CPR di Ponte Galeria. Le immagini erano state successivamente consegnate alla Procura di Roma insieme a un esposto.

Nel passaggio più forte del filmato, l'operatore sanitario racconta di persone che chiedono farmaci per riuscire a dormire, di sedativi come il Valium, e di una tensione che può sfociare nella minaccia di distruggere ciò che si trova intorno. Alla domanda della senatrice sulla percentuale di ospiti che assume psicofarmaci, la risposta è netta: «La maggior parte dei nostri ospiti sono persone che prendono cocaina e altre cose leggere. Più del 90% degli ospiti assume psicofarmaci. Farmaci per sedarsi tipo Valium. Oggi mi è venuto un paziente che mi ha detto che non riusciva a dormire: cosa faccio? Gli dico non dormire? Quello mi ha detto: se no sfascio tutto».

L'operatore prosegue spiegando che nel centro si trovano anche persone che non hanno precedenti legati alla droga o ad altri reati: «Ci sono bravissime persone che magari non hanno avuto a che fare con la droga, coi reati: arrivano qui e si trovano fuori dal mondo». Nello stesso filmato Cucchi incontra anche un uomo che si dichiara asmatico e racconta di essere rimasto per due settimane senza il farmaco di cui avrebbe bisogno.

Va precisato che si tratta di una testimonianza diretta raccolta durante una singola visita, non di una rilevazione epidemiologica: quel 90% non può essere considerato un dato statistico nazionale sui CPR, né automaticamente rappresentativo della situazione attuale della struttura di Ponte Galeria.

Accompagnando la diffusione del video, Cucchi ha comunque offerto una lettura molto dura del sistema. Sui social la senatrice ha scritto: «Basta ipocrisia. I Cpr sono gabbie dove chiudiamo esseri umani che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno commesso alcun reato grave, a volte nessuno. Basta essere irregolari per finire rinchiusi, senza sapere per quanto». Secondo Cucchi, all'interno dei centri gli psicofarmaci vengono utilizzati non per curare, ma per contenere la disperazione delle persone trattenute: «Con gli psicofarmaci. Non per curare, ma per contenere il rischio che vivere chiusi come animali faccia impazzire chi ci sta dentro. Chi difende i Cpr venga allo scoperto».

La senatrice aveva già denunciato pubblicamente, in occasione della sua prima visita al CPR di Ponte Galeria nel 2023, condizioni che aveva definito paragonabili a "luoghi di tortura", con persone trattenute "in gabbie" e prive della possibilità di comunicare con l'esterno. Il caso riaccende dunque il dibattito sulla gestione sanitaria e sulle condizioni di trattenimento nei CPR italiani, strutture da anni al centro di segnalazioni e inchieste sulle condizioni di vita e sull'uso della contenzione farmacologica.

22 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. Farmaci, l'OCSE: filiere Ue troppo concentrate e poco trasparenti

Le catene di approvvigionamento sanitario europee presentano una vulnerabilità strutturale che rischia di tradursi in nuove carenze di farmaci e vaccini. È l'allarme lanciato da un rapporto dell'OCSE, realizzato con il sostegno finanziario della Commissione europea attraverso la DG HERA (l'Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie), come riporta Quotidiano Sanità.

Lo studio individua tre criticità di fondo: una produzione eccessivamente concentrata nelle mani di pochi fornitori, una scarsa trasparenza sulle filiere a monte e una capacità produttiva che non può essere aumentata rapidamente in caso di necessità. Per verificare la portata del problema, l'OCSE ha analizzato nel dettaglio tre categorie di prodotti sanitari considerati critici.

Il primo caso riguarda i corticosteroidi iniettabili. Su 84 aziende attive nell'area Ue/See, in molti mercati nazionali i primi due fornitori coprono da soli oltre l'80% delle vendite: Italia, Germania, Francia e Spagna hanno registrato tra i 19 e i 22 milioni di unità vendute nel 2024. A monte della catena, però, sono stati individuati soltanto 20 titolari di certificati per i principi attivi necessari alla produzione, e ben nove di questi si trovano in Cina.

Ancora più marcata la concentrazione nel settore dei vaccini antinfluenzali: cinque produttori riforniscono l'intero mercato europeo, ma due di essi coprono da soli oltre l'80% delle dosi distribuite. Due terzi della produzione complessiva sono concentrati in appena tre Stati membri, un dato che espone l'intero continente al rischio di interruzioni improvvise in caso di problemi in uno di questi Paesi.

Il terzo prodotto analizzato sono i test RT-PCR per l'influenza. Qui il 31,8% delle 85 aziende individuate ha sede in Cina, ma il rapporto segnala una carenza di dati affidabili sulle quantità effettivamente vendute sul mercato europeo, un vuoto informativo che rende ancora più difficile valutare il reale grado di dipendenza.

Per affrontare queste fragilità, l'OCSE propone tre strumenti di cooperazione internazionale. Il primo, chiamato MedMIS, prevede il monitoraggio dei mercati per una lista di 20-30 prodotti prioritari. Il secondo, MedPPA, punta ad acquisti congiunti che possano coinvolgere anche partner extra-Ue. Il terzo, RescPool, consiste in una riserva comune con scorte fisiche e capacità produttiva condivisa tra gli Stati, sostenuta da un meccanismo definito "passaporto regolatorio" che dovrebbe facilitare la circolazione dei prodotti tra i Paesi membri in caso di emergenza.

Il rapporto suggerisce inoltre di potenziare il sistema di allerta ATHINA con indicatori capaci di segnalare precocemente i segnali di crisi, e di istituire presso la DG HERA un centro di previsione della domanda e dell'offerta - il Supply and Demand Forecasting Centre - basato su intelligenza artificiale e big data, con l'obiettivo di anticipare le carenze prima che si trasformino in emergenze conclamate per pazienti e sistemi sanitari.

22 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026, ma resta al 6,4% del Pil

La spesa sanitaria pubblica italiana è destinata a salire a 148,522 miliardi di euro nel 2026, con un incremento del 4,9% rispetto all'anno precedente. Lo certifica il Rapporto 2026 della Ragioneria generale dello Stato, secondo cui la crescita è spinta soprattutto dai redditi da lavoro dipendente, previsti in aumento del 7,3% (pari a 47,985 miliardi), un effetto legato ai rinnovi contrattuali del personale sanitario per il triennio 2025-2027.

Il dato del 2026 arriva dopo un 2025 che si era chiuso sotto le attese: la spesa si era fermata a 141,539 miliardi, con una crescita del 2,5%, inferiore alle stime formulate in autunno dal Documento programmatico di finanza pubblica, che indicava una cifra più alta di oltre 2,4 miliardi.

Nonostante l'aumento in valore assoluto, l'incidenza della spesa sanitaria sul Prodotto interno lordo resterà sostanzialmente stabile: passerà dal 6,3% del 2025 al 6,4% nel 2026, per poi rimanere inchiodata a questa soglia fino al 2029. In quell'anno la spesa pubblica per la sanità toccherà quota 159,443 miliardi di euro, con una crescita media annua del 2,4% nel triennio 2027-2029. In pratica, secondo la Ragioneria, si spende di più in termini nominali, ma la quota di ricchezza nazionale destinata al Servizio sanitario nazionale non aumenta in modo significativo rispetto agli anni passati.

Il quadro cambia se si guarda al lungo periodo. Le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato indicano che, per effetto dell'invecchiamento della popolazione, il rapporto tra spesa sanitaria e Pil è destinato a salire fino al 7,4% entro il 2070. La crescita, spiega il rapporto, sarà più sostenuta fino al 2042, per poi stabilizzarsi nei decenni successivi. Si tratta dello scenario definito "pure ageing", che ipotizza cioè un progressivo invecchiamento demografico senza l'introduzione di riforme strutturali del sistema sanitario in grado di modificarne l'impatto sui conti pubblici.

Come riporta Quotidiano Sanità, il documento della Ragioneria sottolinea come concentrarsi soltanto sui costi annuali, senza considerare i benefici di lungo periodo generati da prevenzione e innovazione tecnologica, rischi di produrre scelte di allocazione delle risorse distorte. Un esempio citato riguarda proprio la prevenzione: la copertura degli screening mammografici in Italia è scesa dal 61% del 2019 al 55% del 2023, mentre quella per i tumori del colon-retto è calata dal 40% al 35% nello stesso periodo. Un calo che nel breve termine può apparire come un risparmio, ma che nel medio periodo si traduce in diagnosi più tardive, cure più costose e maggiore ricorso all'ospedalizzazione.

Il costo della mancata prevenzione, osserva il rapporto, resta un elemento sottovalutato nelle valutazioni correnti sulla spesa sanitaria. Una prospettiva che si somma alle difficoltà già segnalate per i bilanci regionali, alle prese con un disavanzo che nel 2024 ha toccato i livelli più alti dell'ultimo decennio, con numerose Regioni costrette a utilizzare risorse proprie per coprire i conti in rosso del settore sanitario.

22 SETTEMBRE 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Dreifuss a Glasgow: "Non si combatte la droga arrestando le vittime"

Ruth Dreifuss, ex presidente della Confederazione Svizzera ed ex membro della Global Commission on Drug Policy, ha visitato The Thistle, la prima sala di consumo sicuro di droghe aperta nel Regno Unito, situata nell'east end di Glasgow. Come riporta Holyrood, la visita si inserisce in un percorso che Dreifuss porta avanti da decenni: negli anni '90 guidò in Svizzera il passaggio da una politica sui consumatori di droga basata sulla repressione a una fondata sulla riduzione del danno.

La Svizzera aprì la prima sala di consumo al mondo a Berna, quaranta anni prima che Glasgow inaugurasse The Thistle, e introdusse la terapia assistita con eroina come strumento di cura per chi non rispondeva ad altri trattamenti. Per Dreifuss il principio di fondo resta lo stesso: criminalizzare chi fa uso di droghe non risolve la crisi, ma colpisce solo le vittime di un fenomeno più ampio, lasciando intatto il mercato nero controllato dalla criminalità organizzata. Secondo questa impostazione, gli arresti dei consumatori non intaccano l'offerta di droga né la forza delle reti criminali che la gestiscono, ma si limitano ad aggravare le condizioni di persone già fragili.

Nel corso della sua visita, Dreifuss ha espresso preoccupazione per l'inasprimento repressivo che si è verificato in altri contesti dopo fasi di apertura verso politiche di riduzione del danno. Ha citato in particolare la fine anticipata del programma pilota di depenalizzazione della Columbia Britannica, in Canada, interrotto dopo tre anni di sperimentazione, e la trasformazione delle sale di consumo dell'Ontario in centri orientati al recupero piuttosto che al consumo assistito. Si tratta, per Dreifuss, di segnali di un possibile passo indietro rispetto a un approccio che nel tempo ha mostrato di poter salvare vite.

La visita in Scozia è stata organizzata dallo Scottish Drugs Forum. La direttrice dell'organizzazione, Kirsten Horsburgh, e il consigliere comunale di Glasgow Allan Casey hanno definito il lavoro di Dreifuss una fonte di ispirazione per le politiche scozzesi sulla droga. Casey, che ricopre il ruolo di responsabile per i servizi di contrasto alle dipendenze nel consiglio comunale, ha raccontato di aver trascorso diverse ore insieme a Dreifuss durante la visita a The Thistle, ascoltando le sue riflessioni su come la struttura di Glasgow si confronti con l'esperienza pionieristica di Berna.

Non tutti condividono questa lettura. Annemarie Ward, a capo dell'associazione FavorUK, resta tra le voci più critiche nei confronti di The Thistle, che a suo giudizio rischia di danneggiare il percorso di recupero delle persone con dipendenze anziché favorirlo. Il dibattito su The Thistle, aperto a gennaio come progetto pilota triennale nell'east end di Glasgow, rimane dunque aperto tra chi ne sottolinea il valore come intervento di sanità pubblica capace di salvare vite e chi teme che possa consolidare, anziché ridurre, le dipendenze.

22 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Revisione conti economici 2026-2025. Istat

Istat presenta la revisione ordinaria dei Conti Economici Nazionali relativa agli anni 2024-2025 effettuata per tenere conto di informazioni acquisite successivamente alla diffusione dello scorso marzo 2026. Le nuove stime incorporano anche innovazioni di metodo e fonti utilizzate per rispondere alle riserve poste da Eurostat ai paesi membri per la determinazione dei dati relativi al reddito nazionale lordo, utilizzati ai fini delle risorse proprie (si veda la Sezione “revisioni”). Le serie storiche sono ricostruite dal 2010 e sono disponibili sulla banca dati IstatData.

Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.265.003 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.954 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2024 il livello del Pil è stato rivisto al rialzo di 8.564 milioni di euro.

Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali.

Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono aumentati in volume del 3,9%, i consumi finali nazionali dello 1,0%, le esportazioni di beni e servizi dell’1,7% e le importazioni del 4,2%.

Il valore aggiunto in volume nel 2025 è aumentato dello 0,8% nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, dello 0,4% nell’industria in senso stretto, del 2,6% nelle costruzioni e dello 0,3% nel terziario.

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 a -3,1% (era -3,4% nel 2024). Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato pari a +0,8% del Pil (era +0,5% l’anno precedente).

Il commento

Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,6%.

Allo sviluppo ha contribuito la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti), così come la variazione delle scorte (per -0,3 punti). Il valore aggiunto ha registrato una crescita in tutti i settori: 0,8% per l’agricoltura, 0,4% per l’industria in senso stretto, 2,6% per le costruzioni e 0,3% per i servizi. Contestualmente si è osservata un’espansione anche dell’input di lavoro e dei redditi da lavoro dipendente.

Il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil (-3,1%) è rimasto invariato rispetto alle stime di aprile scorso. Si conferma il saldo primario, passato dallo +0,5% del 2024 allo +0,8%. La pressione fiscale si è portata a 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. La spesa per interessi è cresciuta del 2,0%, in rallentamento rispetto all’anno precedente.

22 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Come cambiano le abitudini alimentari delle diverse generazioni, dalla Z ai Baby Boomer

La Gen Z presta maggiore attenzione alle proteine e al digiuno intermittente, i Millennials mangiano più spesso da soli e la Generazione Alpha ricorre maggiormente al delivery. I Baby Boomer, invece, mostrano una maggiore propensione per pasti più lunghi e occasioni conviviali. La nuova ricerca di Circana fotografa così un mercato della ristorazione europea in cui le differenze generazionali si intrecciano sempre più con tecnologia, salute, stili di vita, condizioni economiche e fase della vita.

I dati sono stati presentati da Edurne Uranga, VP Foodservice Europe di Circana, all’European Foodservice Summit di Madrid. L’analisi evidenzia come età e fase della vita interagiscano con i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, influenzando cosa, dove e come le persone scelgono di consumare i pasti fuori casa.

Il quadro emerge all’interno di un mercato che, nel complesso, appare stabile. Nei cinque principali mercati europei – Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia – la spesa annua per la ristorazione ha raggiunto 361,2 miliardi di euro nell’anno terminante giugno 2026, con una crescita dell’1,4%, nonostante il calo dello 0,7% nelle visite. La spesa media per ogni visita è aumentata del 2,1%.

“A prima vista, la ristorazione europea appare straordinariamente stabile”, ha dichiarato Uranga. La spesa continua a crescere, le visite hanno registrato variazioni marginali e i consumatori continuano a mangiare fuori casa. Tuttavia, questa apparente stabilità è ingannevole, perché i comportamenti delle diverse generazioni stanno evolvendo.

“L’età non è più un indicatore diretto dei comportamenti. I nostri dati restituiscono un quadro molto più complesso, in cui tecnologia, salute, pressioni economiche, cambiamenti negli stili di vita e fase della vita stanno ridisegnando le scelte dei consumatori. Il consumatore del futuro nella ristorazione non si comporterà semplicemente come una versione più giovane del consumatore adulto di oggi.”

La Gen Z mette in pratica l’idea di salute

Per la Gen Z, la salute si riflette sempre più nelle abitudini alimentari quotidiane. I dati di Circana rilevano che quasi una persona su quattro, il 24%, presta attenzione al consumo di proteine, mentre il 20% si orienta verso prodotti biologici o naturali.

Anche il digiuno intermittente è più diffuso in questa generazione: lo pratica il 12% della Gen Z, rispetto al 7% dei consumatori nel complesso.

Il caffè ricopre invece un ruolo meno centrale nelle routine dei consumatori più giovani: il 13% della Gen Z dichiara infatti di evitarlo.

Nel complesso, i risultati delineano una generazione che adotta un approccio più intenzionale al cibo e alle bevande, con proteine, ingredienti naturali e nuovi ritmi dei pasti che influenzano sia il “cosa” sia il “quando” consumare.

Per i Millennials mangiare da soli diventa un’occasione

Mangiare da soli rappresenta una componente significativa del modo in cui i Millennials vivono la ristorazione. Secondo Circana, le occasioni individuali rappresentano un terzo delle loro visite legate al pasto principale, mentre la spesa in queste occasioni è notevolmente superiore a quanto ci si potrebbe aspettare.

I numeri della ricerca iniziano così a mettere in discussione l’idea che il consumo in solitaria sia principalmente un comportamento dei consumatori più adulti.

Per i Millennials, mangiare da soli può essere una scelta che riflette la realtà della vita lavorativa, le routine flessibili e una maggiore disponibilità a considerare il singolo pasto come un’occasione a sé stante.

La Generazione Alpha punta sul delivery

Per la Generazione Alpha, il delivery ha già un peso significativamente maggiore nella ristorazione. La quota di delivery della Generazione Alpha è infatti già 1,3 volte superiore alla media della popolazione e sette volte maggiore rispetto a quella dei Baby Boomer.

Le generazioni più giovani destinano inoltre una quota maggiore del budget per i ristoranti ai marchi riconoscibili.

I ristoranti di marca rappresentano il 29% della spesa complessiva nei ristoranti commerciali, rispetto al 40% della Generazione Alpha, al 35% della Gen Z e al 35% dei Millennials. Tra i Baby Boomer, la quota scende al 16%.

La Gen X dimostra che il valore non riguarda solo il prezzo

Per la Gen X, i risultati mettono in discussione un’altra convinzione diffusa: che le pressioni economiche facciano del prezzo il fattore decisivo quando si mangia fuori casa.

Sebbene il 69% indichi il costo della vita come una preoccupazione, il prezzo non è il principale criterio nella scelta di un ristorante. Al primo posto si colloca l’offerta di prodotti, con il 35%, seguita dalla praticità, con il 33%, mentre il prezzo si ferma al 27%.

Uranga ha osservato: “La Gen X è molto consapevole delle pressioni legate al costo della vita, ma il prodotto e la praticità continuano a influenzare più del prezzo la scelta del ristorante. I consumatori possono prestare attenzione alle proprie disponibilità economiche e continuare a dare priorità a esperienze che ritengono meritevoli della spesa, perché semplificano la loro vita.”

I Baby Boomer vivono il consumo fuori casa in modo diverso

I Baby Boomer rappresentano il 29% della popolazione nei cinque principali mercati europei, ma incidono solo per il 20% della spesa nella ristorazione.

Inoltre, destinano ai ristoranti di marca una quota del budget significativamente inferiore rispetto alle generazioni più giovani.

La differenza emerge soprattutto nel tipo di esperienza a cui attribuiscono valore. La ricerca di Circana indica infatti una preferenza per occasioni sociali più rilassate e una maggiore propensione a pranzi più lunghi con gli amici.

Il loro comportamento rappresenta un importante contrappunto alla velocità e alla praticità associate alle generazioni più giovani. Per i consumatori più anziani, mangiare fuori casa conserva una forte dimensione sociale e il tempo trascorso insieme è parte integrante dell’esperienza.

Cinque generazioni, approcci molto diversi alla ristorazione

I risultati mostrano che le differenze generazionali vanno ben oltre l’età. Tecnologia, benessere, condizioni economiche, stile di vita e fase della vita si combinano per influenzare quando, dove e come mangiano gli europei.

“La digitalizzazione, il benessere e la personalizzazione possono essere oggi più pronunciati in alcune generazioni, ma molti di questi comportamenti probabilmente diventeranno più diffusi nel tempo”, ha concluso Uranga.

“Un mercato da 361 miliardi di euro può sembrare stabile, ma la calma apparente nasconde una base di consumatori in trasformazione.”

(FoodAffairs.it)

22 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. SSN. Aumentano i costi dei ticket

Sono più di 600 - su oltre 4.100 prestazioni - le tariffe delle cure “passate” dal Servizio sanitario nazionale che sono aumentate a partire da ieri, 21 settembre, con l’entrata in vigore dei nuovi Nomenclatori delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica, messi a punto dal ministero della Salute e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. I rincari previsti per alcune prestazioni comporteranno per qualcuno - quel circa 30% di cittadini che non sono esenti dal ticket - di dover pagare qualcosa in più di tasca propria. In media, è il calcolo fatto al ministero della Salute, parliamo di +1,50 euro l’anno a utente.

20 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Peta contro la lana: proteste alle sfilate, dopo lo stop alla pelliccia

Dopo la messa al bando della pelliccia vera nelle grandi sfilate, l'industria della moda dovrà ora fare i conti con una nuova pressione da parte degli animalisti: questa volta sulla lana. Come riporta The Independent, durante la fashion week di New York gli attivisti di Peta hanno fatto irruzione sulla passerella dello show Cos, con cartelli che recitavano: "Sheep beaten and bloodied for wool. Don't buy it" (pecore picchiate e insanguinate per la lana, non comprarla).

L'episodio ha avuto un seguito che ha fatto il giro dei media internazionali: Steven Kolb, presidente del Council of Fashion Designers of America (CFDA), è stato filmato mentre tratteneva fisicamente un'attivista, bloccandola a terra e coprendole la bocca. Kolb si è poi scusato pubblicamente su Instagram, scrivendo di aver assunto piena responsabilità per il proprio comportamento, ed è stato sospeso dal suo incarico. Peta ha fatto sapere di voler incontrare Kolb per discutere della possibilità di eliminare lana e pelli animali dagli abiti prodotti dal settore.

La vicenda newyorkese ha avuto un'eco anche a Londra, dove attivisti di Peta hanno organizzato una protesta simile durante lo show di H&M, questa volta con cartelli dal testo "H&M: Wool is bloody cruel. Drop it!" (la lana è crudeltà, abbandonala). A differenza di New York, in questo caso gli attivisti hanno potuto percorrere la passerella prima di essere accompagnati fuori dal locale dalla sicurezza. Un portavoce di H&M ha dichiarato all'Independent che l'azienda rispetta il diritto di ognuno di esprimere la propria opinione e che il benessere animale è per loro molto importante, precisando di affidarsi ad alcuni tra gli standard e le certificazioni di terze parti più rigorosi nell'approvvigionamento di fibre di origine animale.

Al centro della campagna di Peta c'è il gruppo H&M, proprietario oltre che di H&M anche dei marchi Cos, Arket, Monki e Weekday. La protesta arriva dopo un'inchiesta di Peta Asia su un allevamento di lana sudafricano che, secondo l'organizzazione, sarebbe collegato alla catena di fornitura del gruppo attraverso un intermediario che forniva lana descritta come "responsabilmente" prodotta. Le immagini raccolte dagli attivisti mostrano lavoratori mentre prendono a calci e pestano le pecore, le trascinano per gli arti e le tosano in modo trascurato, procurando loro ferite. In una dichiarazione rilasciata a Vogue, H&M Group ha spiegato che tutta la lana vergine utilizzata nei suoi prodotti proviene da allevamenti certificati secondo il Responsible Wool Standard (RWS), sistema di certificazione di terze parti gestito da Textile Exchange, aggiungendo che, a seguito delle verifiche condotte, le licenze dell'allevamento coinvolto sono state sospese.

Il caso solleva però una domanda più ampia sulla lana in generale. Non tutta la lana, ricorda l'Independent, è uguale: quella britannica beneficia di alcuni tra gli standard di benessere animale più rigorosi al mondo, con sanzioni severe per chi li viola. Tutta la lana prodotta nel Regno Unito è priva di mulesing, la pratica controversa ancora legale in Australia, e l'Animal Welfare Act del 2006 tiene conto delle cosiddette "cinque libertà" per il benessere animale: libertà dal disagio, dalla fame e dalla sete, dal dolore, da lesioni o malattie, dalla paura e dallo stress, oltre alla libertà di esprimere un comportamento naturale. Quest'anno il Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra) ha inoltre avviato una consultazione per rivedere le pratiche di castrazione degli agnelli e di taglio della coda, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente il benessere degli animali.

Resta comunque il tema ambientale: gli attivisti sottolineano come l'industria della lana abbia un'impronta di carbonio relativamente alta, soprattutto per il metano emesso dagli ovini, e come l'allevamento possa danneggiare il territorio se non vengono adottate pratiche sostenibili. D'altro canto, la lana è spesso più duratura rispetto alle fibre sintetiche e non contribuisce all'inquinamento da microplastiche, un elemento che rende il dibattito tutt'altro che netto.

20 SETTEMBRE 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Le nuove droghe letali rendono ancora più difficile la lotta della Scozia contro la tossicodipendenza

Gli sforzi per ridurre l'altissimo tasso di morti per droga in Scozia sono vanificati dall'arrivo di centinaia di nuove e potenti sostanze sintetiche che, secondo gli esperti, stanno rendendo la già letale crisi della droga ancora più pericolosa.

Negli ultimi tre anni, si è assistito a un'esplosione nell'offerta di nuovi cannabinoidi e oppioidi sintetici, che ha trasformato il traffico illecito di droga e aumentato il rischio di overdose fatali.

Si prevede che i dati annuali che saranno pubblicati mercoledì mostreranno un aumento del numero di decessi correlati alla droga in Scozia, che già detiene il poco invidiabile primato di capitale europea delle morti per droga.

"Il traffico illecito di droga in Scozia sta diventando sempre più pericoloso", ha affermato la dottoressa Lorna Nisbet del Leverhulme Research Centre for Forensic Science dell'Università di Dundee.

A differenza dell'eroina o della cocaina, che derivano da piante coltivate, molte delle nuove sostanze vengono prodotte in laboratori clandestini.

Tra queste figurano oppioidi sintetici come il nitazene e l'orfina, alcuni dei quali sono centinaia di volte più potenti dell'eroina.

Secondo la polizia, i gruppi della criminalità organizzata stanno sempre più spesso mescolando queste sostanze con droghe già esistenti per massimizzare i profitti.

"Penso che il comportamento a cui stiamo assistendo da parte di questi gruppi della criminalità organizzata sia vergognoso", ha dichiarato il sovrintendente Niven Bull della polizia scozzese.

"Stanno traendo profitto dalla miseria della gente."

Secondo l'Agenzia europea per le droghe (EUDA) , nel 2025 è emersa in media una nuova sostanza psicoattiva ogni settimana .

Secondo l'agenzia, i controlli più severi imposti dalla Cina e il divieto dei talebani sulla coltivazione del papavero in Afghanistan hanno spinto la produzione più vicino ai mercati di consumo.

Ciò include la Scozia, dove la polizia ha effettuato irruzioni in due presunte fabbriche di nitazene negli ultimi 14 mesi, arrestando complessivamente cinque persone.

Nel luglio 2025, gli agenti hanno scoperto un presunto laboratorio di droga a Patna, nell'Ayrshire, il che ha portato all'arresto di tre persone.

Il vice capo della polizia Jane Connors lo descrisse in seguito come il primo sospetto laboratorio di nitazene del Regno Unito.

La BBC News può inoltre rivelare che due uomini, di 43 e 56 anni, sono stati arrestati nel febbraio di quest'anno dopo che la polizia ha perquisito un appartamento a Loanhead, nel Midlothian, nell'ambito di un'indagine su un altro presunto laboratorio di oppioidi sintetici.

Nel 2024, secondo i dati ufficiali , il nitazene è stato implicato in 76 decessi correlati alla droga in Scozia, un numero più che triplo rispetto all'anno precedente.

"Questi farmaci sono estremamente pericolosi, ed è piuttosto difficile per noi scienziati stare al passo con i tempi", afferma il dottor Nisbet, il cui laboratorio si appresta ad assumere un ruolo più ampio come centro nazionale scozzese per i test sui farmaci.

La natura mutevole dell'offerta crea anche delle sfide per i legislatori, impegnati in una corsa contro il tempo per identificare e vietare le nuove sostanze pericolose prima che possano diffondersi legalmente e causare danni ingenti.

"Continuano a essere create nuove sostanze nocive per eludere i controlli legali", sottolinea l'EUDA.

Sebbene il controllo delle droghe illecite sia riservato al Parlamento di Westminster ai sensi del Misuse of Drugs Act del 1971, la responsabilità per la salute pubblica, l'attività di polizia e i procedimenti giudiziari è devoluta al governo scozzese e alle sue agenzie.

In prima linea nella battaglia per salvare vite umane, gli operatori delle organizzazioni benefiche affermano di assistere in prima persona all'impatto devastante dei nuovi oppioidi sintetici.

Nei boschi di Glenbarr, nella penisola di Kintyre, lo staff dell'organizzazione benefica With You, che si occupa di tossicodipendenza, alcolismo e salute mentale, sta cercando di curare i traumi in un gruppo progettato per aiutare gli ex tossicodipendenti e alcolisti a riconnettersi con la natura.

Gareth Balmer, responsabile nazionale per la riduzione del danno dell'organizzazione benefica, afferma che i nitazeni e altri oppioidi sintetici stanno comparendo in tutto il mercato della droga, dalle pillole di benzodiazepine (il Valium venduto per strada) e cannabinoidi, noti come Spice, fino alla cocaina e all'eroina.

"Questo è uno scenario nuovo e spaventoso", ha affermato. "Non credo che le droghe siano mai state così rischiose o pericolose come lo sono ora."

Il risultato è che alcuni utenti stanno subendo sovradosaggi inaspettati e talvolta catastrofici.

"Alcune di queste sostanze sono così potenti che basterebbe un solo granello per avere un effetto devastante su una persona", ha avvertito Balmer, aggiungendo che l'accesso al naloxone, in grado di annullare gli effetti di un'overdose da oppioidi, è ora più importante che mai.

Bull ha affermato che la polizia scozzese sta adottando un duplice approccio, promettendo di perseguire "senza sosta" gli spacciatori, pur riconoscendo che molti tossicodipendenti hanno bisogno di aiuto.

Nel 2025, gli agenti hanno sequestrato droga per un valore di circa 80 milioni di sterline. Dall'inizio dell'anno, tale cifra ha già raggiunto i 78 milioni di sterline.

"Centinaia di persone sono state arrestate e molte stanno scontando pene detentive", ha detto Bull.

Ha aggiunto, tuttavia, che le forze dell'ordine intendevano anche aiutare gli utenti "a fare scelte di vita migliori".

"Se incontriamo persone che soffrono di dipendenza, che stanno attraversando un momento difficile della loro vita, cercheremo di aiutarle e di indirizzarle all'agenzia competente", ha affermato.

La professoressa Niamh Nic Daeid, direttrice del laboratorio Leverhulme dell'Università di Dundee, ha affermato che anche il suo ruolo ampliato come centro nazionale per i test e la ricerca sui farmaci farebbe la differenza.

Da un lato, ha affermato, il suo team sarà in grado di fornire informazioni quasi in tempo reale alle comunità di tossicodipendenti, consentendo loro di compiere scelte più sicure e consapevoli. Dall'altro, la ricerca contribuirà a orientare le politiche governative.

"I farmaci cambiano continuamente", ha affermato. "Parte dell'obiettivo della creazione di questa struttura è quello di disporre di una capacità di ricerca che ci permetta di cercare di stare al passo."

"Se non sappiamo quali sostanze sono presenti nei campioni, come possiamo fornire la consulenza giusta?"

Tornata a Kintyre, Vicky Gamble, le cui difficoltà con alcol, droga e criminalità l'hanno vista entrare e uscire di prigione, si sta godendo la tranquillità della foresta.

Lei nutre personalmente la speranza di un futuro migliore, ma è preoccupata per la minaccia emergente di nuove sostanze e per i potenziali effetti su amici e familiari.

"Sembra che ci siano un sacco di sostanze che i giovani assumono adesso, e non credo che sappiano nemmeno cosa siano", mi ha detto.

Per Gareth Balmer di With You, questa incertezza è parte del pericolo.

Lui dice: "È terribile da dire, ma con l'eroina era meglio il male conosciuto."

(James Cook su BBC del 20/09/2026)

20 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Stangata bollette in arrivo. Confcommercio

Stangata sulle bollette in arrivo per negozi, ristoranti e hotel: i dati di Confcommercio dicono che nel secondo semestre del 2026 le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione pagheranno oltre un miliardo di euro in più per l’energia elettrica. Il rischio, secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, è che il caro energia si sommi a un quadro macroeconomico già fragile: la crescita del Pil ha rallentato nel corso del 2026 e la fiducia delle famiglie resta sotto i livelli di un anno fa.

19 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Case di riposo in calo mentre cresce la domanda degli anziani

Negli Stati Uniti si sta aprendo una forbice pericolosa tra offerta e domanda di assistenza per gli anziani. Mentre i primi nati del baby boom compiono 80 anni, il numero di posti letto nelle case di riposo americane si sta riducendo proprio quando servirebbe il contrario. Lo segnala il New York Times, riprendendo i dati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Secondo la ricerca firmata da Mark A. Unruh e Hye-Young Jung, entrambi docenti di scienze della salute della popolazione al Weill Cornell Medicine, quasi il 10% delle case di riposo statunitensi ha chiuso i battenti tra il 2011 e il 2021. Come spiegato dagli stessi autori in una nota diffusa dall'ateneo, Weill Cornell Medicine descrive un settore in cui il personale di assistenza diretta sta abbandonando il lavoro in massa, aggravando ulteriormente la crisi.

Nel 2025 risultavano attive negli Stati Uniti 14.742 strutture, per un totale di 1,24 milioni di persone assistite e un tasso medio di occupazione dell'84%. Numeri che, secondo gli esperti, si riveleranno del tutto insufficienti nel giro di pochi anni. La popolazione over 80 negli Stati Uniti dovrebbe infatti crescere di oltre il 45% nel prossimo decennio, passando da meno di 15 milioni nel 2026 a circa 22 milioni nel 2036.

Gli studiosi avvertono che anche mantenendo invariata l'attuale offerta di posti letto, questa non basterà a coprire la domanda crescente. Le conseguenze si faranno sentire su più fronti: dimissioni ospedaliere più difficili da gestire, accesso alle cure ridotto per chi soffre di demenza e un carico sempre più pesante sulle spalle dei familiari che si occupano gratuitamente dei propri cari anziani, in assenza di alternative professionali disponibili.

Le chiusure, sottolinea lo studio, non colpiscono in modo uniforme il territorio. A pagare il prezzo più alto sono le strutture con un'alta quota di pazienti coperti da Medicaid, il programma pubblico di assistenza sanitaria per le persone a basso reddito, oltre a quelle con bassi tassi di occupazione e margini economici ridotti. Si tratta spesso di case di riposo concentrate in aree rurali o a basso reddito, dove le famiglie hanno già poche alternative di assistenza a disposizione.

Il quadro che emerge conferma un trend osservato anche da altre ricerche accademiche sul tema: le strutture di dimensioni più piccole, con occupazione più bassa e una quota maggiore di pazienti Medicaid, risultano sistematicamente più esposte al rischio di chiusura rispetto a quelle con una base di utenza più diversificata e margini più solidi.

19 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Cychlorphine, nuova droga sintetica 10 volte più forte del fentanyl arriva in California

Una nuova sostanza stupefacente, praticamente sconosciuta negli Stati Uniti fino a due anni fa, sta destando allarme tra le autorità sanitarie e investigative californiane. Si chiama cychlorphine e, secondo i primi dati di laboratorio, potrebbe essere fino a dieci volte più potente del fentanyl, anche se non è ancora stata testata sull'uomo in studi clinici controllati.

Come riporta l'emittente KMPH, la Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense ha individuato per la prima volta questa sostanza nel 2024, in un laboratorio clandestino in Florida. Da allora l'agenzia ha registrato circa 100 sequestri in tutto il Paese, di cui circa 35 solo nell'ultimo anno. Peter Vainauskas, agente speciale aggiunto della DEA, ha confermato che la droga è ormai arrivata anche in California, comparendo nella Bay Area di San Francisco.

Il cychlorphine si presenta sotto forma di pillole o polvere, ma il pericolo maggiore, secondo gli investigatori, è che spesso viene assunto senza che i consumatori ne siano consapevoli. Vainauskas ha spiegato che la sostanza è stata trovata mescolata ad altri narcotici come cocaina o eroina, e potrebbe anche essere "laced" su droghe fumabili, cioè aggiunta di nascosto durante la lavorazione. Un medico citato dall'emittente ha sottolineato che, pur non essendo un paragone perfetto con l'organismo umano, i dati di laboratorio rappresentano comunque un indicatore attendibile della potenza della sostanza rispetto al fentanyl.

Le conseguenze di questa diffusione non sono solo teoriche: sono già stati registrati decessi per overdose collegati al cychlorphine in 19 Stati americani, tra cui cinque casi in California. Gli inquirenti ritengono che la droga entri negli Stati Uniti attraverso il Messico, distribuita da due cartelli messicani. Vainauskas ha evidenziato come la miscelazione incostante dei lotti da parte dei trafficanti renda alcune dosi particolarmente pericolose: una persona può assumere una pillola e sopravvivere, mentre la successiva, pur identica in apparenza, può rivelarsi letale.

Sebbene non vi siano ancora stati sequestri di cychlorphine nella Central Valley californiana, l'agente della DEA ha spiegato che i principali corridoi del narcotraffico provenienti dal Messico risalgono lungo le autostrade 99, 5 e 41 fino al Nord della California, dove la sostanza è già stata intercettata. Per questo motivo Vainauskas ritiene che sia solo questione di tempo prima che si registri un sequestro anche nella regione.

La DEA ha lanciato un messaggio di allerta rivolto ai consumatori: se una sostanza non è stata prescritta da un medico, non c'è alcuna garanzia su cosa contenga realmente. Le autorità stanno concentrando gli sforzi sia sulla prevenzione, attraverso attività educative nella Central Valley, sia sul contrasto ai trafficanti e ai membri dei cartelli ritenuti responsabili della diffusione della sostanza sul territorio.

18 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Psilocibina contro la sindrome post-Lyme: studio pilota

Florian van Duyn - Unsplash
Foto: Florian van Duyn — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Un ambulatorio medico di Baltimora, un divano beige, quadri anonimi: in quella stanza qualunque, Elizabeth Richwine ha ricevuto da un medico un calice di bronzo contenente una capsula di polvere marrone. Dentro c'era psilocibina, il composto psichedelico dei funghi allucinogeni. Come racconta The Washington Post, quella seduta ha posto Richwine alla frontiera di un possibile boom della medicina psichedelica, capace di trasformare la cura di alcune patologie croniche e di dare vita a una nuova industria.

Richwine soffriva da anni di mal di testa e nebbia cognitiva legati alla sindrome post-trattamento della malattia di Lyme (PTLD, dall'inglese "post-treatment Lyme disease"), una condizione che si manifesta in una parte dei pazienti anche dopo la cura antibiotica dell'infezione trasmessa dalle zecche. Il suo caso fa parte di uno studio pilota condotto dal Johns Hopkins Center for Psychedelic and Consciousness Research insieme al Johns Hopkins Lyme Disease Research Center, guidato da Albert Garcia-Romeu e John Aucott.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha coinvolto 20 adulti con PTLD accuratamente diagnosticata. I partecipanti hanno seguito un protocollo di otto settimane con tre incontri preparatori settimanali, seguiti da una prima dose moderata di psilocibina (15 mg) alla quarta settimana e da una seconda dose, di 15 o 25 mg secondo la risposta individuale alla prima seduta, alla sesta settimana. Dopo ciascuna somministrazione i volontari hanno partecipato a un incontro di integrazione psicologica entro tre giorni, e proseguito con colloqui settimanali con i facilitatori fino all'ottava settimana per discutere l'esperienza vissuta e monitorare i progressi.

I risultati, secondo quanto riportato dagli autori, mostrano che due settimane dopo la seconda dose i partecipanti hanno registrato una riduzione del 52% del carico sintomatico complessivo rispetto ai valori di partenza. A sei mesi di distanza dall'ultima somministrazione, i sintomi restavano ridotti di circa il 40-50%. Nel dettaglio, i sintomi depressivi sono rimasti stabilmente più bassi del 50-60%, i disturbi del sonno del 40-50%, la gravità della fatica del 25-30% e il dolore complessivo si è ridotto del 40-50% nel corso dello studio.

La malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi, è la più comune infezione trasmessa da vettori negli Stati Uniti e in Europa. Gli antibiotici curano efficacemente la maggior parte dei casi, ma si stima che tra il 10 e il 20% dei pazienti sviluppi la sindrome post-trattamento, caratterizzata da fatica cronica, dolore, difficoltà cognitive, disturbi dell'umore e peggioramento della qualità della vita. Al momento non esistono terapie approvate per questa condizione.

I ricercatori sottolineano che si tratta di uno studio in aperto, senza gruppo di controllo né placebo, e dunque preliminare: non è possibile escludere che parte dei miglioramenti derivi dall'effetto placebo o dal supporto psicologico offerto durante il percorso, indipendentemente dalla sostanza somministrata. Gli stessi autori indicano l'intenzione di condurre in futuro uno studio randomizzato e controllato con placebo, considerato lo standard per validare l'efficacia di un trattamento. Il centro di ricerca di Johns Hopkins sta peraltro esplorando l'uso della psilocibina anche per altre condizioni, tra cui dipendenza da oppioidi, Alzheimer, disturbo da stress post-traumatico, anoressia nervosa e alcolismo associato a depressione.

18 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Psilocibina contro i danni ai nervi causati dalla chemioterapia

Un nuovo studio statunitense ha scoperto, quasi per caso, che la psilocibina - la sostanza allucinogena contenuta nei "funghi magici" - potrebbe proteggere i pazienti oncologici da uno degli effetti collaterali più invalidanti della chemioterapia: la neuropatia periferica. Come riporta Phys.org, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science e ha coinvolto test su ratti e su tessuti umani. Al centro dell'indagine c'era proprio la neuropatia periferica, una condizione che colpisce milioni di persone nel mondo e che riguarda circa tre pazienti su quattro tra chi si sottopone a chemioterapia, causando tipicamente formicolio e perdita di sensibilità, come ha spiegato Patrick Dougherty, co-autore dello studio e specialista in terapia del dolore all'MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas, durante una conferenza telefonica con i giornalisti. Un terzo di questi pazienti, secondo quanto riferito da Dougherty, sviluppa poi un dolore urente continuo. I sintomi possono provocare difficoltà a camminare e altre complicazioni debilitanti che a volte persistono anche dopo la fine delle cure, in certi casi per tutta la vita. Non si tratta solo di un problema legato alla qualità della vita: questa complicazione incide anche sulle probabilità di sopravvivenza dei pazienti, perché quando gli effetti collaterali sono troppo gravi i medici sono costretti a ridurre le dosi di chemioterapia o a interromperla del tutto. La scoperta del potenziale ruolo protettivo della psilocibina è arrivata quasi per caso. Il gruppo di ricerca stava inizialmente studiando i meccanismi con cui il cancro riesce a "dirottare" le cellule nervose per crescere, e utilizzava la sostanza per approfondire la neuroplasticità, cioè la capacità di rigenerazione delle vie nervose del cervello. I ricercatori sono stati sorpresi di osservare che il principio attivo dei funghi impediva proprio l'insorgenza della neuropatia periferica. Esperimenti successivi hanno evidenziato il ruolo della psilocibina nella protezione delle cellule nervose e nello stimolo, al loro interno, del trasporto dei mitocondri, comunemente definiti le "centrali energetiche" della cellula. Si tratta di un aspetto cruciale perché la chemioterapia danneggia le microscopiche vie di trasporto che permettono ai mitocondri di far arrivare energia fino alle estremità di mani e piedi, provocando la morte delle terminazioni nervose in quelle zone. Gli autori dello studio hanno però sottolineato la necessità di grande cautela riguardo a un eventuale uso non supervisionato della sostanza. Lo psichiatra Gregory Jones, che ha partecipato alla ricerca, ha spiegato che la psilocibina ha un effetto "amplificatore" e che i pazienti oncologici che la assumessero senza controllo medico potrebbero sperimentare uno stato di stress e ansia ancora più marcato di quello già legato alla diagnosi di cancro. Jones ha messo in guardia sul fatto che sottoporre una persona già in una condizione di difficoltà a sostanze psichedeliche di questo tipo può peggiorare significativamente la situazione psicologica. Va ricordato che negli Stati Uniti la psilocibina resta una sostanza controllata a livello federale, anche se legale in alcuni Stati per usi terapeutici controllati. Lo studio si aggiunge a un filone di ricerca che negli ultimi anni ha già indagato il potenziale della sostanza nel trattamento della depressione e dell'ansia nei malati di cancro in fase avanzata, con risultati che hanno mostrato benefici sul piano psicologico in contesti clinici rigorosamente controllati.

18 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Un assicurato su tre ha debiti medici da ripagare

Avere un'assicurazione sanitaria non basta a proteggere gli americani dai debiti legati alle spese mediche. È quanto emerge da una nuova analisi del Commonwealth Fund, organizzazione statunitense indipendente di ricerca sulle politiche sanitarie, ripresa da CBS News.

Secondo lo studio, un americano su tre tra chi possiede una copertura sanitaria - tramite datore di lavoro, mercato dell'Affordable Care Act o polizza privata - dichiara di avere debiti medici che sta ripagando nel tempo. La causa principale sono i ricoveri ospedalieri: quasi due terzi degli adulti indebitati riconducono il proprio debito a cure ricevute in ospedale. Un'altra parte consistente dei debiti deriva invece da cure di routine, come visite specialistiche o esami diagnostici e di laboratorio.

Sara Collins, economista sanitaria del Commonwealth Fund e autrice principale della ricerca, ha spiegato a CBS News che la ragione di fondo di questi debiti riguarda quanto le polizze assicurative coprono effettivamente le spese dirette a carico del paziente. Restano infatti a carico degli assicurati franchigie, ticket e quote di compartecipazione che, anche con una copertura attiva, possono accumularsi rapidamente.

I numeri restituiscono l'entità del fenomeno: quasi la metà degli americani con debiti medici - una quota pari a circa il 15% di tutti gli adulti in età lavorativa dotati di assicurazione privata - deve almeno 2.000 dollari. Per far fronte a queste spese, il 37% degli intervistati ha dichiarato di aver prosciugato completamente i propri risparmi, mentre il 30% ha tagliato spese essenziali come cibo, riscaldamento o affitto. Una quota identica, il 30%, ha invece rinunciato o rimandato cure mediche necessarie.

Collins ha sottolineato che la maggior parte degli americani non dispone di riserve di liquidità consistenti: quando una spesa imprevista si abbatte su un bilancio familiare già interamente vincolato alle necessità quotidiane, il rischio è di finire in un debito medico impossibile da onorare. La situazione è particolarmente delicata per le famiglie a basso reddito, i cui bilanci sono organizzati in modo rigido attorno alle spese fisse: una bolletta medica imprevista può facilmente far saltare l'intero equilibrio, costringendo a rinunciare ad altre voci di spesa.

Lo studio si basa su un sondaggio telefonico e online condotto su un campione nazionale rappresentativo di 6.353 adulti. Collins ha indicato anche alcuni passi concreti che chi si trova in difficoltà può intraprendere per cercare sollievo: in caso di fatture con addebiti errati, i pazienti dovrebbero sempre contestarli, anche se molti esitano a farlo per il timore che il mancato pagamento possa danneggiare il proprio punteggio di credito. Secondo l'economista, è comunque fondamentale verificare che quanto viene richiesto corrisponda effettivamente a quanto dovuto. Quando la copertura per una prestazione viene negata dall'assicuratore, è inoltre possibile contattare sia l'assicurazione sia il fornitore della prestazione sanitaria per negoziare un piano di pagamento che riduca l'importo delle spese dirette a carico del paziente.

18 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. RSA Ulss 3 Venezia: 2mila in lista d'attesa, 500 posti liberi

Nel territorio dell'Ulss 3 Serenissima, che comprende Venezia e l'entroterra, la situazione delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) presenta un paradosso difficile da giustificare: oltre duemila persone sono in attesa di un posto, mentre circa cinquecento posti letto restano liberi e non attivati. A denunciarlo è Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico, sulla base di dati ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti.

Come riporta VeneziaToday, secondo i dati dell'Ulss 3 sono 2.108 le persone attualmente in lista d'attesa per un posto nelle 36 strutture accreditate sul territorio. Allo stesso tempo, però, risultano 536 posti vuoti che non vengono attivati. Le cause principali sono due: la forte carenza di personale nelle strutture e l'insufficienza delle impegnative di residenzialità, cioè il contributo regionale che sostiene i costi dell'accoglienza in RSA.

Sambo definisce questi due fattori dei "macigni" che pesano sul sistema e che vanno rimossi «attraverso una riforma seria e immediata del sistema». La consigliera sottolinea inoltre che i numeri ufficiali, forniti direttamente dalla Regione Veneto, non raccontano l'intera realtà: a quelle duemila persone in lista d'attesa si aggiungono migliaia di anziani che non presentano nemmeno domanda di accesso alle strutture, semplicemente perché le rette sono diventate insostenibili dal punto di vista economico.

Il tema dei costi è centrale nella denuncia della consigliera dem. Nel Comune di Venezia le rette delle case di riposo superano i 1.800 euro al mese anche per chi riceve il contributo regionale dell'impegnativa di residenzialità. Per chi invece non riceve questo sostegno, la spesa mensile supera i 3.000 euro, una cifra che moltissime famiglie non sono in grado di sostenere.

Sambo chiede quindi un investimento serio da parte della Regione Veneto per riformare l'intero sistema delle RSA, ma anche un intervento a monte, prima dell'ingresso in struttura: più risorse per l'assistenza domiciliare e un sostegno concreto ai caregiver, cioè le persone che ogni giorno si prendono cura in casa dei propri familiari non autosufficienti. La consigliera ribadisce un principio di fondo: la cura delle persone anziane e non autosufficienti non può restare un problema privato delle singole famiglie, ma deve essere considerata una responsabilità delle istituzioni.

18 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Alzheimer, RSA: i 4 falsi miti su chi deve pagare la retta

In occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer, che si celebra il 21 settembre, il network legale Consulcesi & Partners ha messo insieme quattro equivoci molto diffusi sul pagamento delle rette delle RSA, basandosi sulle numerose segnalazioni raccolte attraverso il portale specializzato www.soluzione-rsa.it. Come riporta Quotidiano Sanità, il tema riguarda un numero crescente di famiglie italiane.

I numeri aiutano a comprendere la portata del problema: in Italia oltre 1,43 milioni di persone convivono con una forma di demenza, secondo il Dementia Prevalence Report 2025 di Alzheimer Europe, con una crescita attesa del 54% entro il 2050. Due pazienti su tre sono donne, e sono quasi 3 milioni i caregiver familiari coinvolti ogni giorno nell'assistenza, un impegno che si somma, anno dopo anno, al peso economico delle rette.

Il primo falso mito è che la retta debba sempre essere pagata dalla famiglia. In realtà, quando assistenza e cure sanitarie risultano inscindibili tra loro, la quota sanitaria della spesa può e deve ricadere sul Servizio Sanitario Nazionale. Lo confermano diverse sentenze del 2026: la Corte d'Appello di Venezia (n. 1151/2026) ha disposto la restituzione di oltre 129.000 euro, il Tribunale di Catanzaro (n. 3257/2026) di 36.934 euro, il Tribunale di Firenze (n. 3413/2026) di oltre 67.000 euro, e si è pronunciato in senso analogo anche il Tribunale di Lucca.

Il secondo falso mito riguarda la firma del contratto con la RSA: si ritiene spesso che renda il pagamento definitivo e non più contestabile. Ma la firma non chiude necessariamente la questione: contratti, impegni di pagamento o riconoscimenti di debito non trasformano automaticamente in un costo privato una spesa che, in base alle prestazioni effettivamente erogate, dovrebbe gravare sul SSN. Anche chi ha firmato può quindi far verificare la propria posizione.

Il terzo falso mito è che le somme già pagate siano ormai perse. Non è così: le rette già versate possono essere oggetto di richiesta di restituzione, nel rispetto dei termini di prescrizione previsti dalla legge, anche da parte di famiglie che per anni hanno pagato senza sapere che la componente sanitaria poteva essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Il quarto falso mito è che basti dimostrare la non autosufficienza del paziente per ottenere il rimborso. In realtà non è il semplice grado di non autosufficienza a determinare chi debba sostenere la spesa: è necessario verificare se le prestazioni erogate siano separabili o meno dalle cure sanitarie, attraverso una documentazione puntuale che comprende cartelle cliniche, Piani Assistenziali Individualizzati (PAI), certificazioni mediche e ricevute di pagamento.

18 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Piemonte, liste d'attesa Rsa: +41% in 16 mesi, 12mila anziani esclusi

In Piemonte le liste d'attesa per accedere a una Rsa con il sostegno pubblico continuano a crescere senza sosta. Secondo quanto riporta La Stampa, che dal 6 luglio segue con un'inchiesta dedicata l'evoluzione dell'emergenza, il numero di anziani non autosufficienti esclusi dalle cure in struttura è aumentato del 41% negli ultimi 16 mesi, arrivando a superare le 12mila persone.

Si tratta di malati cronici che avrebbero diritto, per legge, alla cosiddetta quota sanitaria: la copertura pubblica del 50% della retta per il ricovero in una Residenza sanitaria assistenziale. Un diritto sancito dai Livelli essenziali di assistenza (Lea), che però migliaia di famiglie piemontesi non riescono a vedere riconosciuto, restando bloccate in lista d'attesa mentre le condizioni di salute dei propri cari peggiorano.

Il paradosso denunciato dall'inchiesta riguarda non solo chi aspetta un posto, ma anche chi il posto in Rsa lo ha già ottenuto. Su un totale di 33mila posti letto disponibili in Piemonte, sono risultati in convenzione residenziale poco più di 16.600 anziani malati cronici non autosufficienti: significa che oltre 16mila piemontesi, già ricoverati da tempo in struttura, si trovano comunque privi della quota sanitaria e devono sostenere interamente di tasca propria rette che, secondo le stime raccolte nelle scorse settimane da consiglieri regionali e associazioni, oscillano tra i 3mila e i 4mila euro al mese.

A questo si aggiungono le persone che attendono a domicilio un riconoscimento analogo, con un carico economico e assistenziale che le famiglie definiscono ormai insostenibile. L'articolo sottolinea come l'immobilismo della Regione renda difficile intravedere una soluzione a breve termine, mentre lo scontro politico tra la Fondazione Promozione Sociale e la Giunta regionale sui numeri reali dell'emergenza si fa sempre più acceso.

Tra le proposte avanzate per alleggerire la pressione sulle Rsa tradizionali figurano il potenziamento dell'assistenza domiciliare e lo sviluppo della cosiddetta residenzialità di sollievo, pensata per offrire soluzioni temporanee alle famiglie in attesa. Ma, come emerge dall'inchiesta, il sistema di welfare piemontese per la non autosufficienza appare oggi sotto una pressione crescente, con un numero di anziani in lista che continua ad aumentare più velocemente della capacità della Regione di rispondere.

18 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Rsa Prato, 187 famiglie in lista d'attesa: sei mesi per un posto

A Prato sono 187 le famiglie in attesa di un posto in una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) per un proprio anziano non autosufficiente, con un tempo medio di attesa che si aggira intorno ai sei mesi. Il dato è emerso nella seduta della commissione consiliare 2, durante la quale la presidente della Società della Salute, Lorena Paganelli, ha illustrato la situazione dell'assistenza agli anziani non autosufficienti sul territorio pratese, come riporta Notizie di Prato.

Secondo i dati presentati, in provincia i posti disponibili in Rsa sono circa 900, mentre nella sola città di Prato l'offerta è aumentata di 120 posti grazie all'apertura di una nuova struttura. Ogni settimana vengono inserite nelle residenze mediamente sei persone, a fronte di circa 30 domande esaminate nello stesso periodo. Paganelli ha precisato che tra queste richieste rientrano anche quelle relative alle cure domiciliari, e che ogni valutazione porta all'attribuzione di un punteggio calcolato secondo una griglia specifica. I tempi di attesa possono inoltre allungarsi quando aumentano gli inserimenti dei cosiddetti "codici rossi", cioè le persone che diventano improvvisamente non autosufficienti e non possono contare su un adeguato sostegno familiare.

Le quote sanitarie destinate alle Rsa, cioè la parte della retta a carico del sistema pubblico, sono salite negli anni: dai 7 milioni di euro del 2018 agli attuali 11,5 milioni. La seduta ha segnato anche il debutto istituzionale del nuovo assessore comunale alla Sanità, Paolo Morello Marchese, in carica dal primo settembre.

Nel corso dell'incontro sono stati forniti anche altri dati sui servizi sociali del territorio: le persone che si sono rivolte al segretariato sociale sono aumentate di 1.839 unità rispetto all'anno precedente, mentre le donne seguite nel 2025 per casi di violenza di genere sono state 539, di cui 90 provenienti da fuori provincia.

Sui numeri delle liste d'attesa è intervenuto anche il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. I consiglieri Cosimo Zecchi e Dania Melani hanno sottolineato che le richieste in attesa sono aumentate del 49% rispetto al 2025, quando le famiglie in lista erano 125 contro le attuali 187. I due consiglieri hanno chiesto chiarimenti alla giunta comunale sulle cause dell'aumento e sui tempi previsti per la riduzione delle attese, evidenziando che dietro quei numeri ci sono famiglie costrette ad affrontare situazioni di forte difficoltà nell'assistenza ai propri anziani non autosufficienti in attesa di un posto in struttura.

18 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. Salute in Europa: liste d'attesa primo ostacolo, Italia regina della frutta

Il nuovo rapporto Eurostat "Key figures on European living conditions", edizione 2026, fotografa lo stato di salute dei cittadini dell'Unione europea, con un intero capitolo dedicato a salute, disabilità e benessere. Come riporta Quotidiano Sanità, la maggior parte degli indicatori si riferisce al 2025 e riguarda percezione dello stato di salute, accesso ai servizi sanitari, spesa per la salute, stili di vita e aspettativa di vita.

Nel 2025 il 67,9% degli europei giudica buona o molto buona la propria salute, ma il dato cambia molto in base al livello di istruzione: tra chi ha un basso livello educativo soltanto il 56,1% dichiara una salute buona o molto buona, quota che sale al 68,2% tra chi ha un'istruzione media e arriva al 79,1% tra le persone con un livello di istruzione elevato. Eurostat sottolinea che queste differenze riflettono almeno in parte sia le diverse caratteristiche dei sistemi sanitari nazionali sia i diversi livelli dei prezzi delle cure.

Il rapporto evidenzia anche il legame tra condizione economica e problemi di salute: nel 2025 le persone a rischio di povertà dichiarano con maggiore frequenza difficoltà moderate o gravi nello svolgere le attività quotidiane di base. La differenza più marcata riguarda la capacità di camminare, con il 24,9% delle persone a rischio di povertà che segnala difficoltà contro il 16,9% di chi non è a rischio; seguono divari significativi nelle difficoltà di memoria o concentrazione, vista, cura di sé, comunicazione e udito.

Sul fronte dell'accesso alle cure, il 2,4% degli europei con più di 16 anni ha rinunciato a una visita medica necessaria, e il primo ostacolo indicato non sono i costi ma le liste d'attesa (1,2%), seguite dai costi (1%) e dalla distanza dai luoghi di cura (0,1%). La Grecia risulta il paese con la situazione più critica sulle liste d'attesa, con un picco del 13,4% nella regione di Voreio Aigaio.

Sul piano della spesa sanitaria delle famiglie, nel 2024 la media Ue è stata di 930 euro pro capite, con forti differenze tra i paesi: sotto i 500 euro in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e Romania, sopra i 1.200 euro in Belgio, Lussemburgo e Germania.

Il report affronta anche il tema del peso corporeo: il 51% della popolazione europea è in sovrappeso, con il 34,9% in condizione di pre-obesità e il 16% in condizione di obesità. In questo quadro l'Italia si distingue in positivo per il consumo quotidiano di frutta, con il 54,3% della popolazione che ne mangia ogni giorno, il valore più alto nell'Unione, ben sopra la media europea del 39,8% e la Lituania, ultima in classifica con il 25,5%.

Quanto al fumo, il 16,5% degli europei dichiara di fumare quotidianamente, con la Bulgaria in testa con il 26,3% e i Paesi Bassi in fondo alla classifica con il 9,9%. Sul fronte demografico, l'aspettativa di vita alla nascita nel 2024 è risalita a 81,5 anni in media nell'Ue (84,1 anni per le donne, 78,9 per gli uomini), tornando così sopra i livelli registrati prima della pandemia di Covid-19.

18 SETTEMBRE 2026

OLANDAOLANDA. A un anno dall'avvio dell'esperimento sulla cannabis, emergono le prime tendenze

I primi risultati significativi dell'esperimento olandese " Gesloten Coffeeshopketen" , la sperimentazione nazionale sulla filiera regolamentata della cannabis , cominciano a mostrare cosa succede quando i coffeeshop passano da un modello tollerato ma legalmente frammentato a un sistema controllato, dalla coltivazione alla vendita.

Il quadro è più complesso. Nei dieci comuni che partecipano all'esperimento , i coffeeshop offrono una maggiore varietà di prodotti, i prezzi della cannabis sono diminuiti più rapidamente rispetto ai comuni di confronto e i clienti percepiscono la cannabis come un prodotto con un miglior rapporto qualità-prezzo. Si è inoltre intensificata la collaborazione tra coltivatori, rivenditori, comuni e autorità di regolamentazione.

Tuttavia, le normative non hanno portato a una trasformazione improvvisa del mercato olandese della cannabis. Il consumo di cannabis è rimasto sostanzialmente stabile, non sono ancora emersi effetti evidenti in termini di salute pubblica, sicurezza o qualità della vita, e il mercato illegale della cannabis continua a operare parallelamente ai coffeeshop.

Questi risultati provengono dalla prima valutazione di follow-up condotta dal Trimbos Institute , Breuer & Intraval e RAND Europe , su richiesta del WODC per conto dei Ministeri olandesi della Giustizia e della Sicurezza e della Salute, del Welfare e dello Sport.

I ricercatori sottolineano che questi risultati restano preliminari: la durata relativamente breve dell'esperimento non consente ancora di trarre conclusioni definitive.

Un esperimento olandese volto a colmare una lacuna legale

Questo esperimento affronta una delle principali contraddizioni del sistema olandese dei coffeeshop. La vendita al dettaglio di cannabis a determinate condizioni è stata a lungo tollerata , mentre la coltivazione commerciale e la fornitura ai coffeeshop sono rimaste proibite.

Nell'ambito di questo esperimento, i coffeeshop di dieci comuni partecipanti vendono cannabis prodotta da coltivatori autorizzati . I loro progressi vengono confrontati con quelli di dieci comuni in cui viene mantenuta la politica di tolleranza vigente.

Questo studio è insolitamente ampio. Il follow-up iniziale ha incluso 85 interviste , sondaggi su 865 clienti di caffetterie e 441 persone che vivono o lavorano vicino a caffetterie , conteggi del flusso di clienti in 143 esercizi commerciali e analisi cartografiche di 134 caffetterie. I ricercatori hanno anche utilizzato sondaggi in corso sugli acquisti di droghe illecite e dati della polizia su incidenti e reati legati alla droga.

Ciò ha permesso di valutare l'esperienza non solo in termini di vendite o comportamento dei consumatori, ma anche attraverso i suoi potenziali effetti sulla salute pubblica , la criminalità, i disagi, i prezzi e la catena di approvvigionamento illecita.

Maggiore varietà nei menù delle caffetterie

Dalla misurazione iniziale, i menù dei coffeeshop partecipanti all'esperimento si sono diversificati, offrendo un maggior numero di varietà di cannabis, hashish e spinelli. Questo aumento sembra essere più pronunciato rispetto ai comuni utilizzati per il confronto.

La diversificazione va oltre i prodotti tradizionali. Prodotti commestibili , vaporizzatori e concentrati sono comparsi in una percentuale crescente di coffeeshop aderenti all'iniziativa.

A questo proposito, le parti interessate intervistate dai ricercatori hanno espresso preoccupazioni riguardo ai prodotti con livelli di THC particolarmente elevati . Hanno inoltre osservato che le informazioni sui prodotti non garantiscono necessariamente che i consumatori comprendano la potenza del prodotto o il dosaggio appropriato.

Finora, tuttavia, i ricercatori non hanno trovato prove evidenti di un aumento degli incidenti sanitari. Ciononostante, alcune parti interessate stanno auspicando normative nazionali più chiare su questioni come la potenza massima e le informazioni sulle confezioni.

La marijuana sta diventando più economica, mentre l'hashish sta seguendo la tendenza opposta.

I prezzi sono un altro indicatore che dimostra come la filiera regolamentata stia modificando il mercato, sebbene non in modo uniforme.

Tra la valutazione iniziale e il primo follow-up, i prezzi medi della cannabis sono diminuiti in modo più marcato nei comuni partecipanti all'esperimento rispetto ai comuni di confronto. Questa tendenza ha interessato in particolare la cannabis prodotta localmente.

L'hashish , al contrario, ha seguito una traiettoria opposta. Il suo prezzo medio è aumentato più bruscamente nei comuni partecipanti, mentre i prezzi delle sigarette pre-rollate sono aumentati leggermente in entrambi i gruppi.

L'hashish è stato uno dei problemi ricorrenti dell'esperimento . Durante la fase iniziale, i gestori dei coffeeshop hanno segnalato che l'offerta regolamentata non sempre garantiva una varietà sufficiente, soprattutto per quanto riguarda l'hashish.

Secondo le interviste, l'offerta è migliorata grazie all'aumento della produzione da parte dei coltivatori autorizzati, il che ha attenuato alcune delle preoccupazioni iniziali. Di conseguenza, l'hashish prodotto localmente è più costoso di quello importato illegalmente.

Consumo stabile

In questa fase, l'espansione dei servizi regolamentati non ha portato a un aumento dei consumi. I ricercatori non hanno osservato cambiamenti significativi nel numero di frequentatori dei bar né nella frequenza delle loro visite. Anche le abitudini di consumo sono risultate sostanzialmente comparabili tra i comuni partecipanti e quelli di controllo.

Tuttavia, è stato osservato un cambiamento significativo nel comportamento d'acquisto. I clienti dei coffeeshop "legali" hanno acquistato più cannabis per transazione rispetto al periodo di riferimento e ne hanno valutato il rapporto qualità-prezzo in modo più positivo. Cambiamenti simili non sono stati chiaramente osservati per l'hashish.

Inoltre, l'acquisto di maggiori quantità di prodotto a ogni visita non ha comportato un aumento della frequenza di consumo.

Si è inoltre registrato un aumento più marcato della percentuale di visitatori che hanno dichiarato di aver utilizzato cannabis in modo esclusivo o prevalentemente nei 30 giorni precedenti. Ciò potrebbe indicare un allontanamento dall'hashish, sebbene i dati disponibili non ne stabiliscano la ragione.

I ricercatori non hanno rilevato cambiamenti significativi nello stato di salute riportato dai partecipanti né nella percentuale di intervistati il ​​cui punteggio al Cannabis Abuse Screening Test (CAST) indicava un alto rischio di uso problematico.

Il mercato illecito della cannabis non è scomparso

Il mercato illegale della cannabis continua a operare nei comuni coinvolti. I consumatori che acquistano al di fuori dei coffeeshop continuano a citare principalmente i prezzi più bassi, un miglior rapporto qualità-prezzo percepito e la possibilità di acquistare quantità maggiori.

I servizi di consegna e i rivenditori contattati telefonicamente o tramite app di messaggistica rimangono i principali canali di distribuzione. I consumatori continuano inoltre a valutare i prodotti acquistati illegalmente in modo relativamente positivo, citando caratteristiche come il rapporto qualità-prezzo, gli effetti, l'odore e il sapore.

La quantità media di hashish acquistata tramite transazioni illecite è aumentata nei comuni partecipanti all'esperimento, mentre è diminuita nelle aree di confronto. I ricercatori ipotizzano che ciò possa essere collegato alla carenza di hashish legale durante le prime fasi dell'esperimento, ma affermano esplicitamente che i dati disponibili non consentono di stabilire un nesso causale di questo tipo.

In altre parole, l'istituzione di una filiera limitata per le caffetterie non elimina automaticamente la distribuzione non regolamentata e concorrente. Prezzo, disponibilità e selezione dei prodotti continuano a influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori.

Maggiore trasparenza

I comuni, i coltivatori autorizzati, i gestori dei coffeeshop e le autorità di regolamentazione hanno segnalato contatti più frequenti e una migliore conoscenza dell'origine dei prodotti e delle condizioni di produzione. Anche la produzione, il trasporto e la vendita sono sempre più regolamentati da procedure standardizzate.

Il sistema di tracciabilità , progettato per monitorare la cannabis regolamentata dalla coltivazione alla vendita al dettaglio, è fondamentale per questa architettura. La sua implementazione non è stata priva di difficoltà. I ​​partecipanti hanno segnalato problemi tecnici, oneri amministrativi e difficoltà di integrazione con i sistemi di punto vendita e di gestione esistenti. Molti di questi problemi sembrano essere stati inconvenienti iniziali, successivamente risolti.

Permangono inoltre alcune incertezze in merito alle norme relative agli imballaggi, alle informazioni sui prodotti, ai prodotti alimentari e alla pubblicità, nonché alla ripartizione delle responsabilità tra le diverse autorità di controllo.

Nessun cambiamento significativo in termini di sicurezza o qualità della vita nel quartiere.

Finora l'esperimento ha fornito scarse prove di un effetto significativo sulle condizioni intorno alle caffetterie. Le persone che vivono o lavorano nelle vicinanze hanno valutato la qualità della vita locale con una media di 7,6-7,8 su 10 , un valore sostanzialmente paragonabile a quello nazionale. Anche la percezione di sicurezza nel quartiere è stata valutata positivamente, con un punteggio di circa 7 su 10.

Alcuni intervistati hanno segnalato problemi legati al vagabondaggio, al traffico o al rumore, e tali problematiche sono state menzionate con una frequenza leggermente maggiore nei comuni partecipanti al programma pilota. Tuttavia, lo studio non fornisce prove sufficienti per attribuire direttamente questa differenza al programma pilota di regolamentazione dell'offerta.

I risultati iniziali rappresentano un'istantanea, non un verdetto.

Il modello olandese emergente, pertanto, non offre né un successo evidente né una prova di fallimento.

Il primo follow-up evidenzia diversi cambiamenti concreti: una maggiore varietà di prodotti a base di cannabis, una diminuzione del prezzo della marijuana, una migliore percezione del rapporto qualità-prezzo e un rapporto più trasparente tra produttori autorizzati, coffeeshop e autorità pubbliche.

Allo stesso tempo, l'approvvigionamento di hashish si è rivelato più difficile, i prodotti ad alto contenuto di THC destano preoccupazioni per la salute pubblica e il mercato illecito rimane una fonte alternativa per i consumatori.

Per molte delle principali questioni politiche sollevate da questo esperimento (consumi, salute, criminalità, sicurezza e qualità della vita nei quartieri), i ricercatori non hanno finora riscontrato differenze significative tra i comuni coinvolti nell'esperimento e quelli del gruppo di controllo.

Questa mancanza di effetti immediati è di per sé significativa, ma non costituisce ancora una risposta definitiva. Si tratta della prima valutazione di una serie di follow-up nell'ambito di una valutazione pluriennale. La vera prova consisterà nel determinare se i cambiamenti iniziali persisteranno una volta che la filiera regolamentata avrà superato la sua fase iniziale e se un sistema di produzione legale pienamente operativo sarà in grado di modificare in definitiva il rapporto tra i coffeeshop olandesi, i consumatori e il mercato illecito.

(Newsweed del 15/09/2026)

18 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Energia. I costi del taglio delle accise basterebbero a dimezzare i costi del trasporto pubbico

Quanto costa lo sconto di 17 centesimi sulle accise del diesel? 4,75 miliardi di euro l’anno. Quanto costerebbe dimezzare il prezzo del trasporto pubblico – bus, metropolitane, treni regionali – in tutta Italia? 3 miliardi. Dimezzarlo e potenziarlo? 5 miliardi. Renderlo gratuito e potenziarlo, raddoppiando i servizi? 8 miliardi. Sono i numeri snocciolati dal sindaco di Roma (e già ministro dell’Economia) Roberto Gualtieri, alla presentazione della rivista Italianieuropei di in Campidoglio, insieme alla Lega delle autonomie locali (Ali).

Il j’accuse è rivolto alle scelte operate dal Governo Meloni di fronte ai continui rincari dei combustibili fossili a causa della guerra in corso in Medio Oriente, costate ai contribuenti la bellezza di circa 2,7 miliardi di euro in appena quattro mesi (all’inizio lo sconto era infatti più ingente dell’attuale). I risultati sono deludenti dal punto di viste dei consumatori – benzina e diesel veleggiano ormai stabilmente oltre i due euro al litro –, ma anche sotto il profilo emissivo e della politica economica.

Anziché contribuire a liberare gli italiani dal giogo dei combustibili fossili, la scelta di abbattere temporaneamente le accise vincola il Paese a costi d’importazione che oscillano in media tra 50 e 100 miliardi di euro l’anno; incentiva il consumo di un bene oggi scarso, contribuendo a innalzarne ulteriormente i costi, come evidenziato all’unanimità tra i maggiori esperti nazionali e internazionali; non ultimo, contribuisce a mantenere alte le emissioni di gas serra che alimentano la crisi climatica (il comparto trasporti in Italia segna addirittura +8% rispetto al 1990).

Non a caso, tra le misure alternative, l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) suggerisce di investire – oltre che sulle energie rinnovabili – su misure come car sharing e proprio trasporto pubblico. Che invece in Italia è al palo. Come documentano i dati resi disponibili nei giorni scorsi dall’Istat, dopo il rimbalzo post-Covid (+39% nel 2022), i passeggeri del Tpl continuano ad aumentare, ma a tassi decrescenti (+16,4% nel 2023, +3,8% nel 2024) e la domanda stenta a tornare ai livelli del 2019 (-8,2%). Magari se i servizi migliorassero la domanda crescerebbe più rapidamente, ma il Governo preferisce evidentemente favorire gli affari dei petrolieri.

(Luca Aterini su Greenreport del 17/09/2026)

17 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Cpr, l'ex primario Gordini: "La cura è un diritto, mai un reato"

L'inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati medici che avrebbero impedito il trattenimento di migranti irregolari nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) continua ad allargarsi, coinvolgendo ormai oltre venti professionisti sanitari in tutta Italia. Le ultime perquisizioni, scattate all'alba tra Bologna, Ferrara, Bari, Rimini, Firenze, Livorno, Milano, Biella, Roma e Varese, hanno riacceso il dibattito politico e sanitario sul confine tra tutela della salute e ordine pubblico.

Tra le voci che si sono levate in difesa dei medici coinvolti c'è quella di Giovanni Gordini, che ha diretto per anni la rianimazione dell'ospedale Maggiore di Bologna ed è oggi consigliere regionale civico a sostegno del presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale. Intervistato da Repubblica Bologna, Gordini ha preso posizione con nettezza contro l'impostazione dell'inchiesta, sostenendo che la tutela della salute non possa mai trasformarsi in strumento di ordine pubblico né essere piegata alle esigenze di confinamento verso i Cpr.

L'ex primario richiama l'articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto alla cura come diritto fondamentale della persona. Su questo principio, secondo Gordini, non si può derogare nemmeno quando il paziente è uno straniero irregolare destinato al trattenimento amministrativo. Un punto centrale della sua riflessione riguarda la valutazione della vulnerabilità dei migranti, spesso persone reduci da traumi, violenze e percorsi migratori segnati da sofferenze fisiche e psicologiche: per l'ex primario manca oggi una linea guida nazionale chiara su come effettuare questa valutazione, e il giudizio clinico non può essere ridotto a una manciata di minuti, con il paziente ammanettato e la polizia che attende fuori dalla stanza.

Gordini definisce i Cpr "luoghi patogeni", richiamando i report dei giuristi dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e la frequenza di episodi di autolesionismo e suicidio registrati all'interno di queste strutture. Una definizione che si ritrova anche in altri interventi pubblici sulla vicenda: diverse sigle sindacali e associazioni, tra cui Cgil e Fp Cgil, hanno definito i Cpr "luoghi di detenzione amministrativa in cui vengono violati sistematicamente i diritti umani", richiamando la stessa disperazione, l'abuso di psicofarmaci e i suicidi denunciati dopo le ispezioni nei centri.

Nel suo intervento, Gordini critica inoltre gli aspetti "scenografici" delle perquisizioni condotte dalla polizia su mandato della Procura di Ravenna. Un giudizio condiviso dall'avvocato Fabio Anselmo, legale che assiste cinque dei medici bolognesi coinvolti nell'operazione, nessuno dei quali risulta indagato. Anselmo ha parlato di modalità difficili da comprendere, denunciando come persone non indagate siano state svegliate prima delle sei del mattino e accompagnate in Questura per il sequestro di cellulari e computer, con un trattamento che il legale ha paragonato a quello riservato a indagini di stampo mafioso.

Al momento gli indagati nell'inchiesta sono quattro, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla formazione di falsi certificati. Tra questi il medico infettivologo Nicola Cocco, esponente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, indicato dagli investigatori come punto di riferimento per i colleghi sul tema delle certificazioni anti-Cpr. Le perquisizioni di questi giorni ricalcano quelle già condotte lo scorso febbraio, quando erano stati coinvolti i medici del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale di Ravenna, tre dei quali sospesi per dieci mesi dalla professione.

Come riporta la Repubblica, la vicenda ha diviso anche il mondo politico: mentre da un lato si chiede fermezza sui controlli e la radiazione dei medici coinvolti, dall'altro cresce la mobilitazione di sindacati, giuristi e amministratori locali a difesa dell'autonomia professionale dei sanitari e del principio secondo cui la cura non può mai diventare un reato.

17 SETTEMBRE 2026

GUATEMALAGUATEMALA. Nuovo snodo del narcotraffico tra cocaina e droghe sintetiche

Il Guatemala si sta trasformando in un punto nevralgico del traffico transnazionale di stupefacenti. Come riporta Diálogo Américas, il paese centroamericano non è più soltanto una via di transito per la cocaina proveniente dal Sud America, ma sta assumendo un ruolo strategico anche nelle filiere regionali delle droghe sintetiche, segno della trasformazione in atto nel narcotraffico globale.

La sua posizione lungo importanti corridoi commerciali regionali e internazionali ha fatto del Guatemala un anello di congiunzione tra i produttori asiatici di precursori chimici, i laboratori clandestini messicani e il mercato nordamericano. Secondo la Divisione di Analisi e Informazione Antinarcotici (SGAIA) della Polizia Nazionale Civile guatemalteca, nel 2025 i sequestri di droghe sintetiche sono aumentati rispetto all'anno precedente: i sequestri di metanfetamina sono passati da 3,4 a 6,13 chilogrammi, mentre le autorità hanno anche riportato il sequestro di 500 dosi di fentanyl nell'ambito di operazioni contro le reti dedicate al traffico di precursori chimici.

Un funzionario citato dalla testata ha spiegato che il Guatemala viene utilizzato come paese di transito per il contrabbando di sostanze chimiche e precursori destinati al Messico, dove servono a produrre fentanyl. L'espansione delle droghe sintetiche nel paese si è innestata su reti di contrabbando consolidate da anni: corridoi logistici un tempo usati per importare farmaci contraffatti e prodotti chimici dalla Cina vengono oggi impiegati anche per far transitare i precursori chimici destinati alla produzione di fentanyl e metanfetamina. In questo processo la presenza dei cartelli messicani, a partire da quello di Sinaloa, è stata determinante.

Un episodio emblematico di questa evoluzione è avvenuto a San José Pinula, a circa venti chilometri dalla capitale, dove il 16 maggio 2025 la Polizia Nazionale Civile ha smantellato quello che è stato definito il più grande laboratorio clandestino mai scoperto nel dipartimento di Guatemala. Nell'operazione sono state arrestate quattro persone, tra cui un cittadino messicano, e sono stati sequestrati 132 contenitori di precursori chimici insieme a pentole industriali usate per la lavorazione delle sostanze. Gli investigatori hanno trovato tracce di metanfetamina, ecstasy e ketamina, e stanno verificando anche un'eventuale produzione di tusi, la cosiddetta cocaina rosa. Il ministro dell'Interno guatemalteco ha definito il blitz un colpo storico contro la proliferazione di narcotici nel paese.

Parallelamente, i cartelli di Sinaloa e Jalisco Nueva Generación continuano a gestire reti marittime sofisticate lungo il corridoio che collega Ecuador, Guatemala e Messico. A gennaio 2026 le autorità guatemalteche hanno effettuato il sequestro più consistente degli ultimi dodici anni, individuando quasi cinque tonnellate di cocaina nascosta all'interno di container che trasportavano farina. Un dato che conferma quanto i porti e le rotte commerciali del paese siano diventati un tassello centrale nella logistica del narcotraffico internazionale.

Diálogo Américas segnala inoltre che i gruppi criminali guatemaltechi stanno assumendo sempre più il ruolo di intermediari tra i fornitori asiatici di precursori chimici e i cartelli messicani. A preoccupare le autorità è anche la comparsa di coltivazioni di coca nella regione del Petén e nel nord-centro del paese, un segnale che potrebbe indicare l'intenzione delle organizzazioni criminali di integrare ulteriori fasi della catena produttiva della cocaina direttamente in territorio centroamericano, riducendo così la dipendenza dalle importazioni dal Sud America.

17 SETTEMBRE 2026

GIAPPONEGIAPPONE. I centenari sono più di 100mila

Il numero di persone di età pari o superiore a 100 anni in Giappone ha superato quest'anno la soglia record di 100.000 unità, secondo gli ultimi dati governativi, a sottolineare il rapido invecchiamento e il calo demografico del Paese .

Secondo le statistiche del Ministero della Salute e del Welfare pubblicate martedì, in Giappone ci sono ora 107.677 centenari , con un aumento di 7.914 rispetto all'anno precedente, superando per la prima volta la soglia dei 100.000. Quasi l'88% di loro sono donne.

Fuyo Kishimoto, residente a Kyoto, è stata recentemente riconosciuta come la donna più anziana del Giappone, all'età di 114 anni. L'uomo più anziano del Giappone è Hikaru Kato, di Kumamoto, nel sud del paese, che ha 112 anni.

I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata del rispetto per gli anziani, che si celebra il 15 settembre di quest'anno, giornata in cui i centenari sani e attivi vengono onorati dal governo con una lettera del Primo Ministro Sanae Takaichi e una coppa d'argento per il sakè.

"Sono molto lieto che molte persone vivano una vita lunga, sana e attiva", ha dichiarato martedì ai giornalisti il ​​ministro della Salute Kenichiro Ueno, citando i progressi della tecnologia medica, uno stile di vita sano e un'alimentazione equilibrata come fattori determinanti.

Ueno ha sottolineato l'importanza di mantenere un sistema di sicurezza sociale sostenibile, dato che la popolazione continua a invecchiare e a diminuire.

Molti giovani, tuttavia, non sono ottimisti riguardo al loro futuro.

La scorsa settimana, l'Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione e la sicurezza sociale ha pubblicato i risultati di un sondaggio secondo cui oltre il 20% degli uomini e delle donne single di età compresa tra i 18 e i 34 anni non ha alcuna intenzione di sposarsi, e quasi la metà afferma di non vedere alcun vantaggio nel matrimonio.

Ueno ha riconosciuto che tra le ragioni della riluttanza al matrimonio tra i giovani vi sono gli alti costi per crescere ed educare i figli e il peso fisico e mentale che grava sui genitori che lavorano. Ha affermato che il governo continuerà ad affrontare queste preoccupazioni e cercherà di invertire la tendenza dei problemi legati all'invecchiamento della popolazione giapponese e al calo delle nascite.

Secondo gli esperti, il drastico calo demografico del Giappone è inevitabile, dato che il tasso di fertilità totale del paese è sceso al minimo storico di 1,14 nel 2025, ben al di sotto dei 2,1 figli necessari a ogni donna giapponese per mantenere l'attuale livello demografico.

Secondo il censimento del 2020, la popolazione totale del Giappone ammontava a 126 milioni di abitanti, di cui quasi il 30% aveva 65 anni o più. Gli esperti stimano che entro il 2070 la popolazione scenderà a 87 milioni, con quasi il 40% di persone di età pari o superiore a 65 anni, stando alle stime dell'istituto nazionale.

Nel 1963, all'inizio delle indagini sui centenari in Giappone, c'erano 153 persone con 100 anni o più. Secondo il Ministero della Salute e del Welfare, il numero superò i 1.000 nel 1981 e i 10.000 nel 1998.

(MARI YAMAGUCHI su Associated Press del 16/09/2026)

17 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Classifica e-commerce

Deliveroo, Just Eat e Glovo guidano a settembre 2026 la classifica dei principali siti e-commerce in Italia nel settore alimentare. È quanto emerge dalla classifica mensile di Casaleggio Associati, che fotografa l’andamento dei principali operatori del commercio online nel Paese.

La classifica di settembre evidenzia anche alcuni cambiamenti nella Top 10 generale: Mediaworld e Ikea entrano tra i primi dieci, mentre Apple Store supera Sisal e sale al 6° posto. Mediaworld passa dall’11° al 9° posto e Ikea dal 16° al 10°. Escono invece dalla Top 10 Decathlon, che scende dal 10° all’11° posto, e TicketOne, che passa dal 9° al 16° posto.

L’ecosistema e-commerce italiano analizzato da Casaleggio Associati comprende 18.598 siti, dei quali 12.169 risultano attivamente presenti sul mercato.

Tra i siti analizzati per la Classifica Ecommerce Italia, quelli che nell’ultimo mese hanno registrato i livelli di popolarità più elevati sono:

  1. Amazon (Marketplace)
  2. Booking.com (Turismo)
  3. Subito (Marketplace)
  4. eBay (Marketplace)
  5. Temu (Marketplace)
  6. Apple Store (Elettronica)
  7. Sisal (Scommesse e Casinò)
  8. Leroy Merlin (Casa e Arredamento)
  9. Mediaworld (Elettronica)
  10. Ikea (Casa e Arredamento)

Rispetto all’ultimo aggiornamento, rimangono invariati Amazon, Booking.com, Subito, eBay, Temu e Leroy Merlin. Apple Store guadagna una posizione, passando dal 7° al 6° posto e superando Sisal, che scende dal 6° al 7°.

Mediaworld entra nella Top 10, passando dall’11° al 9° posto, mentre Ikea sale dal 16° al 10°. Escono dalla Top 10 Decathlon, che passa dal 10° all’11° posto, e TicketOne, che scende dal 9° al 16°.

Le aziende cresciute maggiormente

Tra le aziende della Top 100, queste sono quelle che hanno guadagnato più posizioni nell’ultimo mese:

  1. Google Store (Elettronica) +92
  2. Kaufland.it (Marketplace) +64
  3. Carrefour (Marketplace) +40
  4. Bricocenter (Casa e Arredamento) +37
  5. JYSK (Casa e Arredamento) +34
  6. Joom (Tempo Libero) +29
  7. Mondadori Store (Editoria) +23
  8. ASOS (Moda) +23
  9. Discogs (Tempo Libero) +21
  10. Backmarket (Elettronica) +20

Tra le dieci aziende che hanno registrato la maggiore crescita, due appartengono rispettivamente ai settori Marketplace, con Kaufland.it e Carrefour, Casa e Arredamento, con Bricocenter e JYSK, Elettronica, con Google Store e Backmarket, e Tempo Libero, con Joom e Discogs.

I principali e-commerce per settore

Delle 12.169 imprese analizzate, 2.367 appartengono al settore Moda, 1.481 al settore Salute e Bellezza e 1.446 al settore Tempo Libero.

Ecco i principali siti e-commerce per ciascun settore:

Turismo

  1. Booking.com
  2. Trenitalia
  3. Ryanair

Alimentare

  1. Deliveroo
  2. Just Eat
  3. Glovo

Scommesse e Casinò

  1. Sisal
  2. Snai
  3. Lottomatica

Marketplace

  1. Amazon
  2. Subito
  3. eBay

Assicurazioni

  1. Prima
  2. Unipol Sai
  3. Allianz Direct

Moda

  1. Zalando
  2. H&M
  3. ASOS

Casa e Arredamento

  1. Leroy Merlin
  2. Ikea
  3. Tecnomat

Editoria

  1. Feltrinelli
  2. LaFeltrinelli IBS.it
  3. Libraccio

Elettronica

  1. Apple Store
  2. Mediaworld
  3. UniEuro

Salute e Bellezza

  1. Notino
  2. Sephora
  3. Douglas

Tempo Libero

  1. TicketOne
  2. Steam
  3. UCI Cinemas

Bambini e Giocattoli

  1. Lego
  2. Toys Center
  3. Prenatal

Sport

  1. Decathlon
  2. Nike
  3. Adidas

Farmacie

  1. Dr Max
  2. Redcare
  3. Farmasave

Auto e Moto

  1. Auto-doc
  2. Autohero
  3. Norauto

Gioielli e Orologi

  1. Pandora
  2. Stroili Oro
  3. Chrono24

Animali

  1. Zooplus
  2. Arcaplanet
  3. Isola dei Tesori

(FoodAffairs.it)

17 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. Discorso Stato dell'Unione. Le reazioni nel Parlamento

Von der Leyen terrorizzata da Donald — La presidente della Commissione europea ha invitato gli Europei a mostrare coraggio di fronte alle sfide, ma questa qualità manca a Ursula von der Leyen quando si tratta di denunciare i comportamenti, i ricatti e le responsabilità di Donald Trump. Nemmeno una parola sul ruolo dell’amministrazione e del presidente americano negli sconvolgimenti del mondo. Una frase era prevista in una prima bozza consultata dal Mattinale Europeo. Diceva: “Mentre le vecchie certezze e le vecchie relazioni si sono sgretolate, dobbiamo ora fare i conti con un mondo apertamente ostile.” Ma il passaggio è stato cancellato. La presidente e il suo capo di gabinetto non vogliono irritare il presidente americano. Questo mutismo è stato notato, perché il campione della resistenza contro Trump, il primo ministro canadese Mark Carney, aveva preso posto nell’emiciclo per ascoltare il discorso di Ursula von der Leyen e scoprire il suo quadro del mondo.

Le presidenti dei gruppi socialista e liberale, la spagnola Iratxe García Pérez e la francese Valérie Hayer, hanno avuto il coraggio che è mancato alla presidente per denunciare le responsabilità di Donald Trump e hanno salutato la resistenza di Carney tra gli applausi dell’assemblea. Valérie Hayer ha detto di vergognarsi dell’accordo sui dazi accettato da Ursula von der Leyen per evitare un’escalation da parte del presidente americano e ha concluso il suo intervento con un appello al linguaggio della potenza: “Se Trump impone dazi, rispondiamo collettivamente con dazi.”

Lo Stato dell’Ue, una tribuna per gli anti-europei al Parlamento — La riconferma di Ursula von der Leyen per un secondo mandato alla guida della Commissione è stata accompagnata da una crescita dei partiti anti-europei. I loro quattro gruppi — i Patrioti per l’Europa, i Conservatori e Riformisti (ECR), l’Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) e The Left — sono rispettivamente la 3ª, la 4ª, la 7ª e la 8ª forza. Il discorso di von der Leyen è stato per loro una tribuna, ed è in quest’ordine che i loro capi hanno preso la parola per demolire il suo operato.

Il francese Jordan Bardella, presidente dei Patrioti, ha aperto il fuoco. Ha denunciato “le due Europe, quella di von der Leyen che aumenta le spese in personale del 40% e i budget per gli spostamenti della presidente in jet privato del 50%, e quella di chi deve pagare, ancora pagare, sempre pagare” per gli aumenti delle bollette. Bardella, il cui partito potrebbe vincere le presidenziali nel maggio 2027, si vede al potere e lo dice: “Per decenni, avete chiesto ai popoli di adattarsi alla vostra visione dell’Ue; ora, a Bruxelles, è giunto il momento di invertire l’ordine delle cose e restituire il potere ai popoli.”

All’estrema sinistra dello scacchiere politico, la vicepresidente del gruppo della sinistra radicale The Left, la francese Manon Aubry, portavoce di La France Insoumise e del suo leader Jean-Luc Mélenchon, candidato alla presidenziale, è stata altrettanto critica. “Signora von der Leyen, avete realizzato l’impresa di non pronunciare una sola proposta concreta sul costo della vita mentre milioni di persone devono scegliere tra mangiare, alloggiare, spostarsi. Quando bloccherete i prezzi e proporrà una tassa sui super-profitti delle compagnie petrolifere?” Manon Aubry è tornata su due annunci della presidente per metterli in discussione. “Chi le ha dato il via libera per proporre di associare l’Europa al Canada e creare un Consiglio di sicurezza?” ha lanciato a Ursula von der Leyen, imperturbabile. “Quando saremo al potere, imporremo una tassa sui profitti petroliferi, congeleremo il debito della Francia detenuto dalla BCE e porremo fine agli accordi di libero scambio”, ha sostenuto.

La Francia è uno dei dieci paesi dell’Ue a non aver ratificato il CETA, l’accordo di libero scambio con il Canada. L’interveniente a nome dell’ECR, il polacco Patryk Jeki (PiS), è stato ugualmente critico, e il tedesco René Aust, responsabile del partito Alternative für Deutschland (AfD) e copresidente del gruppo ESN, ha invitato i giovani europei a “impegnarsi per liberare il continente.”

Regolamento di conti all’interno della famiglia pro-europea — I cattivi rapporti tra i tre grandi gruppi della maggioranza pro-europea — i Popolari (PPE), i Socialisti (S&D) e i Liberali (Renew Europe) — non sono stati nascosti sotto il tappeto negli interventi dei loro leader. In causa il flirt tra il Partito Popolare e i gruppi anti-europei per costituire maggioranze alternative ed esercitare pressione sugli altri gruppi.

“L’Europa del XXI secolo sarà possibile solo se le forze pro-europee lavoreranno insieme. Senza rivolgersi all’estrema destra”, ha avvertito la leader dei socialisti, la spagnola Iratxe García Pérez. “L’Europa deve dotarsi di istituzioni riformate e di un bilancio europeo. Per questo, c’è solo una maggioranza possibile”, ha rincalzato la leader di Renew, la francese Valérie Hayer, in un appello ai pro-europei dell’emiciclo. “Dobbiamo ripristinare la fiducia tra noi. È l’unico modo per portare avanti un’agenda di potenza, con i pro-europei, senza gli estremi.”

Un sondaggio crudele per Ursula von der Leyen — Il giorno del grande esame della presidente della Commissione europea con il suo discorso sullo Stato dell’Ue davanti al Parlamento, Politico ha pubblicato un’indagine di opinione realizzata in tre grandi paesi dell’Ue — Francia, Germania e Spagna — i cui risultati sono crudeli per Ursula von der Leyen: la maggior parte dei cittadini non sa chi sia e chi ne conosce il ruolo giudica che stia svolgendo male il suo lavoro. I suoi compatrioti sono i più duri: il 45% degli intervistati è critico sul modo in cui esercita la sua funzione e il 35% non ha alcuna opinione o ignora chi sia.

Ma è in Francia che Ursula von der Leyen è davvero impopolare: il 30% critica il suo lavoro, il 34% ignora chi sia e il 22% non ha alcuna opinione. I francesi sono chiamati a eleggere il loro presidente nel 2027 e il candidato di estrema destra anti-europeo è in testa alle intenzioni di voto. Gli spagnoli, chiamati a elezioni legislative nel 2027, hanno dato risposte simili a quelle dei francesi. Quanto al suo discorso, la maggioranza degli intervistati ha dichiarato di non trovarvi alcun interesse.

(IL Mattinale Europeo)

LETTERE
23 SETTEMBRE 2026

Rimborso retta RSA per Alzheimer: quando spetta e come richiederlo

· di Redazione
Buongiorno, mio padre è stato ospite di una RSA in provincia di Lecce perché affetto da demenza di Alzheimer con turbe del comportamento e cardiopatia sclero ipertensiva, da dicembre 2019 fino ad ottobre 2022. La retta mensile si aggira sui 2100. Ho letto che c'è la possibilità di chiedere un rimborso all'ASL per le spese sostenute, ma che bisogna intentare una causa legale. Vorrei sapere se il caso di mio padre rientra tra quelli succitati e come dovrei muovermi per sperare di ottenere il rimborso. In attesa di un vostro riscontro vi ringrazio anticipatamente.
Roberto, dalla provincia di BA

Risposta:
Gentile Roberto,
Il nostro suggerimento è di chiedere ad un medico legale di sua fiducia una valutazione tecnica (una sorta di perizia) sull'intensità sanitaria delle prestazioni che vengono erogate a sua madre e sulla inscindibilità delle prestazioni sanitarie rese da quelle socioassistenziali, fornendogli i diari infermieristici giornalieri della RSA. Se la valutazione che il medico legale farà sarà di prestazioni di elevata intensità sanitaria, può seriamente prendere in considerazione l'opportunità di una azione legale contro la ASL per vedere riconosciuto, sia per il passato che per il futuro, il pagamento a totale carico della ASL.

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