Giovedì 5 novembre 2026
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Adolescenti sedentari: Oms, 1 su 4 non fa sport nemmeno un giorno

MONDO
Notizia ·

Un adolescente su quattro nel mondo non raggiunge un'ora di attività fisica neppure in un giorno della settimana. È l'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità con nuove stime globali pubblicate sulla rivista The Lancet Global Health. Come riporta Quotidiano Sanità, il fenomeno non è recente: negli ultimi quindici anni i livelli di attività fisica tra i giovani sono rimasti praticamente invariati.

 

Il rapporto si basa su 389 indagini di popolazione condotte in 140 Paesi e territori, che hanno coinvolto oltre 3,2 milioni di adolescenti tra gli 11 e i 17 anni. Il risultato è inquietante: circa 240 milioni di ragazzi non arrivano ai 60 minuti giornalieri di attività fisica moderata o intensa raccomandati dall'Oms, neanche per un giorno su sette. In media, i giovani dichiarano di essere stati attivi per appena 2,7 giorni a settimana, e solo il 14% ha raggiunto la soglia consigliata in tutti e sette i giorni precedenti all'indagine.

 

Il dato più preoccupante riguarda la sostanziale stagnazione: la situazione è rimasta invariata dal 2010, quando l'86% degli adolescenti risultava già sotto la soglia raccomandata. Di conseguenza, nessun Paese al mondo è oggi sulla traiettoria necessaria per centrare l'obiettivo fissato per il 2030, ovvero una riduzione relativa del 15% dell'inattività fisica tra i giovani.

 

Particolarmente marcato resta il divario di genere: il 28% delle ragazze risulta inattivo, contro il 22% dei ragazzi, e solo l'11% delle adolescenti raggiunge la soglia quotidiana raccomandata, a fronte del 17% dei coetanei maschi. Una differenza che, sottolinea l'Oms, attraversa quasi tutti i Paesi e tutte le regioni del mondo.

 

Non si tratta di un dettaglio secondario, perché l'inattività fisica è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tumori. Per l'Oms, inoltre, la scarsa propensione al movimento tra i più giovani non può essere ricondotta a una causa unica: a influire sono anche i mezzi di trasporto utilizzati, l'accesso a spazi pubblici sicuri, la possibilità di camminare o andare in bicicletta senza rischi, l'ambiente scolastico, i costi delle attività sportive, le norme sociali e stili di vita sempre più centrati sugli schermi.

"Da 15 anni il mondo non registra praticamente alcun progresso nel promuovere l'attività fisica tra i giovani, e le ragazze continuano a essere le più penalizzate", ha dichiarato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Per questo, ha aggiunto, "la soluzione non è dire agli adolescenti di impegnarsi di più", ma costruire scuole, strade e comunità in cui muoversi, giocare ed essere attivi sia sicuro, facile e normale.

 

Proprio su questo fronte l'Oms chiede un impegno più deciso ai governi, chiamando in causa non solo il settore sanitario ma anche scuola, trasporti, urbanistica e sport, con interventi mirati ad abbattere gli ostacoli che colpiscono in modo particolare le ragazze.

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