Giovedì 5 novembre 2026
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Fallita anche Bedrocan Danimarca: cannabis medica, crisi senza uscita

U.E. - ITALIA
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Il 29 ottobre il tribunale fallimentare di Roskilde, in Danimarca, ha dichiarato fallita anche Bedrocan Danmark, la controllata al 100% di Bedrocan International. La notizia aggrava ulteriormente la crisi che da settimane colpisce la filiera europea della cannabis a uso medico, dopo che il 7 ottobre un tribunale olandese aveva già dichiarato il fallimento delle due società madri, Bedrocan Nederland e Bedrocan International. La filiale danese, con sede a Køge e 26 dipendenti, era entrata in una procedura di ristrutturazione dal 1° ottobre scorso per mancanza di liquidità. L'azienda aveva debiti garantiti da pegni per oltre 40 milioni di corone danesi, esposti verso l'istituto Sydbank e verso EIFO, il fondo pubblico danese per l'export e gli investimenti. Era stata fissata una nuova udienza per il 19 novembre, ma il fallimento è arrivato con settimane di anticipo rispetto a quella scadenza. Per l'Italia la situazione si complica ulteriormente. Il nostro paese dipende da Bedrocan per circa l'80% delle infiorescenze di cannabis terapeutica dispensate in farmacia, su un fabbisogno nazionale che si aggira tra le 2 e le 3 tonnellate l'anno. L'ufficio olandese che gestiva le esportazioni, il Bureau voor Medicinale Cannabis, cesserà comunque le forniture verso l'estero da fine anno.

 

A questo si aggiunge ora il fallimento dell'impianto danese, che aveva una capacità produttiva di poco più di 2 tonnellate annue, contro le oltre 8 tonnellate garantite finora dagli impianti olandesi, e che comunque non coltivava la varietà Bedrolite, utilizzata per curare forme di epilessia farmacoresistente nei bambini. Marco Ternelli, farmacista di Bibbiano, nel Reggiano, tra i primi in Italia a dispensare cannabis terapeutica, ritiene che - salvo sorprese - sia ormai conclusa la presenza di Bedrocan in Italia e in Europa come l'abbiamo conosciuta finora. Una valutazione resa ancora più pesante dal fatto che l'Olanda non concederà nuovi permessi di esportazione fino al 1 luglio 2028, data in cui dovrebbe entrare in vigore la riforma della legge sugli oppiacei che permetterebbe ai produttori di vendere direttamente sul mercato senza la mediazione dello Stato. Non mancano però tentativi di tenere in vita l'azienda. Il cofondatore Tjalling Erkelens ha fatto sapere di essere al lavoro su un piano per far ripartire Bedrocan, mentre un soggetto che al momento non è stato reso noto starebbe trattando con il curatore fallimentare per rilevare le scorte rimaste nei Paesi Bassi.

 

Un parziale sollievo per il mercato italiano arriva invece dalla Spagna. L'azienda senese Materia Medica Processing ha ottenuto tra giugno e agosto il via libera dal ministero della Salute per importare tre varietà di cannabis coltivate da Linneo Health: una ad alto contenuto di THC, una ad alto CBD simile alla Bedrolite e una a composizione bilanciata. La prima importazione è stata completata a settembre, ma il passaggio dalle varietà Bedrocan a quelle spagnole non è automatico: richiede una valutazione medica caso per caso e, se necessario, un adeguamento della posologia per i pazienti già in terapia.

 

Come riporta Dolce Vita Magazine, il 22 ottobre l'Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale e Forum Droghe hanno chiesto al governo italiano la convocazione straordinaria di tutte le parti coinvolte nella filiera, l'avvio di bandi per produzioni nazionali private e la creazione di un'Agenzia nazionale per la cannabis medica, per evitare che l'approvvigionamento resti ostaggio delle vicende societarie di un unico fornitore estero.

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