Mercoledì 4 novembre 2026
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Cannabis "droga di passaggio"? Uno studio su 30mila studenti la smentisce

AMERICHE - COLOMBIA
Notizia ·

Uno studio condotto su oltre 30.000 studenti universitari colombiani mette in discussione uno dei capisaldi della politica proibizionista sulle droghe: la cosiddetta "teoria della porta d'ingresso" (gateway theory), secondo cui la marijuana rappresenterebbe un passaggio obbligato verso l'uso di sostanze illecite più pericolose.

 

Come riporta The Marijuana Herald, la ricerca - pubblicata sulla rivista International Journal of Drug Policy e condotta da un team dell'Università di Miami, della Johns Hopkins University, dell'Università di Groningen e dell'organizzazione colombiana Corporación Nuevos Rumbos - ha analizzato dati raccolti su 30.746 studenti universitari in tre diverse rilevazioni: 2012, 2016 e 2023.

 

I ricercatori hanno utilizzato modelli statistici a rete per studiare come l'uso, nel corso della vita, di sette diverse sostanze fosse interconnesso tra loro, individuando quali droghe occupassero le posizioni più centrali e influenti nei pattern complessivi di consumo. Il risultato più significativo riguarda proprio la cannabis: la sua centralità nella rete di consumo è crollata in modo netto nell'arco dei dieci anni osservati.

 

Nello specifico, un indicatore chiamato "weighted degree centrality" - che misura la forza delle connessioni di una sostanza con le altre - è sceso da 6,19 nel 2012 a 2,02 nel 2023, con una riduzione di circa il 67%. Un secondo indicatore, la "eigenvector centrality", è calato da 1,00 a 0,55, segnale che la marijuana ha progressivamente perso i collegamenti con le altre sostanze più influenti all'interno della rete di consumo.

 

Questi cambiamenti non sono avvenuti in isolamento, ma si inseriscono in un quadro più ampio di trasformazioni nei consumi degli studenti universitari colombiani. Il tabacco ha preso il posto della cannabis come sostanza più centrale nella rete, nonostante il suo utilizzo sia in realtà diminuito nello stesso periodo. L'alcol resta la sostanza più diffusa in assoluto, pur con un calo nella prevalenza d'uso registrato nelle rilevazioni più recenti.

Un dato che ha colpito particolarmente i ricercatori riguarda i tranquillanti assunti senza prescrizione medica: il loro utilizzo è passato dal 3,1% al 9,8% tra il 2012 e il 2023, un incremento sostanziale. Nonostante questa crescita, i tranquillanti restano relativamente periferici all'interno della rete complessiva di consumo, non avendo ancora acquisito un ruolo centrale paragonabile a quello perso dalla cannabis.

 

I ricercatori hanno letto questi risultati alla luce della teoria del gateway, che storicamente sostiene come la marijuana occupi una posizione intermedia tra le sostanze legali - alcol e tabacco - e le droghe illecite più pesanti. I dati raccolti suggeriscono invece che il ruolo della cannabis nei percorsi di consumo delle sostanze stia cambiando, probabilmente in connessione con una progressiva normalizzazione sociale del suo utilizzo.

 

Gli autori dello studio sottolineano che i risultati potrebbero avere implicazioni concrete per il dibattito politico in Colombia, paese dove la cannabis a uso medico è legale dal 2016 e dove proposte di legalizzazione più ampia sono state più volte discusse dal Parlamento. La conclusione dei ricercatori è che la struttura del consumo di sostanze tra gli studenti universitari colombiani abbia subito una riorganizzazione significativa tra il 2016 e il 2023, con la marijuana che ha perso il suo ruolo di sostanza di collegamento principale all'interno della rete.

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