PMA 2024: nati 17.660 bimbi, 4,8% delle nascite. Forti disuguaglianze
Nel 2024 sono nati in Italia 17.660 bambini grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), pari al 4,8% dei 369.944 nati complessivi nel Paese. Un dato in crescita rispetto ai 17.235 nati del 2023, quando la quota si fermava al 4,5%. È quanto emerge dalla nuova Relazione del Ministero della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004, basata sui dati del Registro nazionale PMA dell'Istituto superiore di sanità, come riporta Quotidiano Sanità.
Il documento fotografa un settore in espansione: nel 2024 sono state trattate 92.394 coppie (erano 89.870 nel 2023), con 115.455 cicli avviati presso 320 centri distribuiti sul territorio nazionale, di cui 95 pubblici, 18 privati convenzionati e 207 privati. L'aumento ha riguardato anche i bambini nati vivi, cresciuti di 425 unità rispetto all'anno precedente.
Dietro i numeri in crescita, però, la Relazione segnala disuguaglianze territoriali ancora marcate. Oltre la metà delle strutture si concentra in quattro regioni - Lombardia, Campania, Lazio e Veneto - che insieme a Toscana ed Emilia-Romagna realizzano circa il 69% dell'attività nazionale di secondo e terzo livello, le tecniche più complesse come la fecondazione in vitro. Questo squilibrio si traduce in una significativa mobilità sanitaria: il 25,6% dei cicli effettuati con gameti della coppia e il 38,1% di quelli con gameti donati avvengono fuori dalla regione di residenza del paziente.
Un dato in controtendenza riguarda la fecondazione eterologa, cioè con gameti donati da terzi: per la prima volta dal 2014 si registra un calo, con 15.054 cicli di secondo e terzo livello, scesi dal 15,9% al 14,6% del totale. Questo tipo di trattamento viene effettuato per il 67,1% dei casi in centri privati, e dipende quasi interamente da banche estere: il 99,6% degli ovociti donati e il 95,2% del seme donato provengono infatti dall'estero.
L'età media delle pazienti resta elevata, un fattore che incide sulle probabilità di successo dei trattamenti: 36,7 anni per la fecondazione omologa (con gameti della coppia) e 41,8 anni per chi ricorre all'ovodonazione. Il tasso cumulativo di gravidanza sale comunque al 34%, mentre si riducono i parti multipli grazie alla diffusione della pratica del trasferimento di un singolo embrione per ciclo, che limita i rischi legati alle gravidanze gemellari o plurigemellari.