Sabato 5 settembre 2026
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Audio rivela offerta di beni sequestrati al narcotraffico

AMERICHE - COLOMBIA
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Una registrazione effettuata nel luglio 2025 all'interno degli uffici della Direzione Nazionale di Intelligence colombiana (DNI) è finita al centro di un'indagine della Procura colombiana su un presunto accordo tra il governo dell'allora presidente Gustavo Petro e narcotrafficanti del Clan del Golfo. Come riporta Finance Colombia, il file audio è stato pubblicato parzialmente dal settimanale colombiano Semana il 15 agosto 2026.

 

Secondo quanto emerge dalla registrazione, il 18 luglio 2025 l'allora direttore della DNI, Jorge Lemus, incontrò un ex agente di polizia, Manuel Antonio Castañeda, noto nell'ambiente criminale come "il Narcochofer". All'incontro erano presenti anche Gustavo Arias, allora direttore della controintelligence della DNI, e un analista incaricato di prendere appunti. Era, secondo quanto ricostruito da Semana, la prima volta che Lemus parlava direttamente con Castañeda, il quale si presentò dicendo di essere "quello che chiamano il Narcochofer".

Castañeda si era presentato per offrire l'accesso a due uomini detenuti in un carcere statunitense: gli alias Falcon e Fortuna, entrambi capi del Clan del Golfo. Falcon è identificato come Juan José Valencia, arrestato nel maggio 2021 in una villa a Llanogrande, nel comune di Rionegro, in Antioquia; Fortuna corrisponde ad Andrés Mauricio Vélez. I due erano disposti a fornire informazioni riservate in cambio di alcuni favori: in particolare, che parte dei beni gestiti dalla Sociedad de Activos Especiales (SAE), l'ente statale che amministra i patrimoni confiscati alla criminalità, venissero trasferiti a un "terzo di buona fede" di loro fiducia. Castañeda chiese inoltre che venisse revocato un mandato d'arresto che riguardava cinque membri della famiglia stretta di Falcon.

Il canale di contatto, secondo quanto raccontato da Castañeda a Lemus nella registrazione, era già passato attraverso altri referenti prima di arrivare alla DNI. Il primo contatto sarebbe stato stabilito con Augusto Rodríguez, allora direttore dell'Unidad Nacional de Protección (UNP), l'agenzia che assegna le scorte di protezione statale alle persone sotto minaccia. Nell'audio Castañeda chiama Rodríguez "l'Ingeniero" e sostiene che quest'ultimo avesse richiesto un primo gesto di buona fede, concretizzatosi in un sequestro di armi avvenuto a Puerto Boyacá, nella regione del Magdalena Medio. Castañeda ha inoltre affermato che il presidente Petro fosse già a conoscenza dell'accordo, e ha citato anche il generale Luis Emilio Cardozo tra i soggetti coinvolti nei contatti. Nella registrazione, Lemus promette di occuparsi personalmente della questione relativa alla SAE.

La Procura Generale della Nazione sta ora verificando se il presunto complotto contro Petro e l'allora vicepresidente Francia Márquez fosse effettivamente reale, oppure se sia stato inscenato dai due narcotrafficanti detenuti negli Stati Uniti nel tentativo di ottenere concessioni o la libertà. Come riportato da Semana, lo stesso Lemus ha confermato in un'intervista che le offerte relative ai beni della SAE furono effettivamente fatte, ma sostiene che non si tradussero mai in una consegna concreta. L'ex direttore della DNI ha spiegato che "uno les ofrece, pero no es que les vaya a dar", sottolineando che l'obiettivo di queste offerte era unicamente ottenere informazioni, e ha precisato che, nel caso specifico del Narcochofer, non arrivò mai a contattare la SAE per gestire concretamente i beni menzionati nella registrazione. Lemus ha inoltre negato di aver parlato con Augusto Rodríguez di questo argomento specifico, contraddicendo la versione di Castañeda secondo cui alcuni impegni sarebbero stati concordati proprio con l'allora direttore dell'UNP e successivamente ratificati da Lemus.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di indagini della Procuraduría su presunti rapporti opachi tra funzionari della politica di "paz total" del governo Petro e organizzazioni criminali, tra cui il Clan del Golfo, nell'ambito di negoziati di pace che hanno portato il gruppo armato a sedersi a un tavolo di trattative in Qatar a partire dal settembre 2025.

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