Cannabis legale in Rhode Island: il caos regolatorio pesa sulla corsa da procuratore

La corsa per il ruolo di procuratore generale del Rhode Island è finita al centro di un acceso scontro politico legato al fallimento della legalizzazione della cannabis ricreativa nello stato. Come riporta il Boston Globe, la legge approvata nel 2022 prevedeva l'apertura di 24 nuovi negozi di cannabis per adulti in tutto lo stato, ma a distanza di anni nessuno di questi punti vendita ha ancora ottenuto una licenza operativa.
Al centro delle polemiche c'è Kim Ahern, avvocata democratica ed ex prima presidente della Cannabis Control Commission, l'ente che regola il settore, incarico che le garantiva uno stipendio di circa 204.000 dollari l'anno. Ahern ha lasciato la guida della commissione nell'ottobre 2025 per candidarsi a procuratore generale, entrando in una primaria democratica affollata che comprende anche Keith Hoffmann, ex capo delle politiche e consigliere legale dell'attuale procuratore generale Peter Neronha, e i deputati statali Jason Knight e Joseph Solomon Jr.
Il nodo della vicenda riguarda la lotteria pensata per assegnare le nuove licenze commerciali, lanciata alla fine del 2025 dopo che quasi cento aziende avevano presentato domanda. Il processo è stato bloccato lo scorso aprile dalla giudice federale distrettuale Melissa DuBose, che ha accolto il ricorso di tre imprenditori fuori stato — provenienti da Florida e California — i quali contestavano l'obbligo che le società richiedenti fossero possedute per almeno il 51% da residenti del Rhode Island. Secondo la giudice, tale requisito viola probabilmente la clausola sul commercio interstatale e quella sulla parità di trattamento previste dalla Costituzione statunitense, in linea con un precedente del 2022 della Corte d'Appello del Primo Circuito relativo a un caso analogo nel Maine.
Nel frattempo, mentre l'iter per i nuovi negozi resta paralizzato, gli otto dispensari a scopo medico già attivi nello stato — autorizzati a vendere anche a maggiorenni dal dicembre 2022 — hanno continuato a operare in una situazione di sostanziale monopolio, incassando circa 120 milioni di dollari nell'arco dell'ultimo anno.
Questo scenario ha alimentato gli attacchi del rivale Keith Hoffmann, la cui campagna ha diffuso memo interni in cui si accusano Ahern e il governatore democratico Dan McKee di aver rallentato deliberatamente l'apertura del mercato per proteggere gli interessi dei dispensari già operativi, i cui proprietari risultano tra i donatori delle campagne di McKee. Ahern ha respinto con fermezza le accuse, definendole "falsità", mentre altre voci del settore, come il presidente del Cannabis Advisory Board Ron Crosson, hanno difeso il suo operato definendolo "meticoloso" nella gestione di un processo regolatorio complesso.
Dopo il blocco imposto dalla giudice DuBose, la commissione ha presentato appello, ma questo mese le domande per le nuove licenze sono state riaperte senza più il contestato requisito di residenza, un cambiamento che potrebbe finalmente sbloccare l'ingresso di nuovi operatori nel mercato legale della cannabis ricreativa dello stato.