Giovedì 11 giugno 2026
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La Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi globali imposti dal presidente Trump

AMERICHE - USA
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La Corte ha stabilito che il presidente Usa ha oltrepassato i limiti della sua autorità imponendo obblighi senza una chiara autorizzazione del Congresso. Wall Street torna a salire. Le borse europee accelerano al rialzo

I dazi globali imposti dal presidente Trump sono illegali. Lo ha stabilito la Corte Suprema, in una dura condanna dell'iniziativa della Casa Bianca. «Una decisione vergognosa», ha commentato a caldo Donald Trump,  aggiungendo di avere in mente «un piano di riserva». Alle 17:00 ora italiana il Dow Jones saliva dello 0,3%, S&P500 dello 0,6%, Nasdaq dell’1%. Accelerano al rialzo le borse europee: Piazza Affari +1,3%, Parigi +1%, Francoforte +0,7%.
La Corte ha stabilito, con 6 voti a favore e 3 contrari (quelli di Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh), che Trump ha oltrepassato i limiti della sua autorità invocando una legge federale sui poteri di emergenza per imporre tariffe «reciproche» in tutto il mondo, nonché tasse di importazione mirate che l'amministrazione afferma siano destinate a contrastare il traffico di fentanyl. Il tutto senza una chiara autorizzazione del Congresso. La sentenza è lunga 170 pagine.
Il caso riguardava due categorie di dazi. Trump ne ha imposto uno praticamente a tutti i Paesi del mondo, apparentemente per correggere i deficit commerciali. Ha poi imposto l'altro gruppo di dazi a Messico, Canada e Cina, affermando che questi Paesi sono responsabili del flusso di fentanyl illegale negli Stati Uniti.
La Corte ha respinto l'argomentazione di Trump secondo cui una legge del 1977, l'International Emergency Economic Powers Act, autorizzava implicitamente entrambi i gruppi di dazi. «Se il Congresso avesse voluto conferire il potere distinto e straordinario di imporre dazi, lo avrebbe fatto espressamente», ha scritto il presidente della Corte Suprema John Roberts. 

La reazione dell’Ue
«Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Rimaniamo in stretto contatto con l'amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza». Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill.
«Le aziende su entrambe le sponde dell'Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle», ha concluso il portavoce Ue.
(MIlano Finanza)

 
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