Mercoledì 2 settembre 2026
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Crollo società Chance Voight, oltre 54 milioni bloccati

OCEANIA - NUOVA ZELANDA
Notizia ·

In Nuova Zelanda oltre 54 milioni di dollari neozelandesi risultano bloccati nel crollo di un gruppo di società di investimento facenti capo a Bernard Whimp, imprenditore che si era autodefinito "il Donald Trump della Nuova Zelanda". Come riporta Stuff, i liquidatori incaricati del caso affermano che le società fallite non avevano alcuna fonte di reddito esterna: il denaro dei nuovi investitori serviva a coprire i costi di gestione, i pagamenti degli interessi e i prelievi degli investitori già presenti nel sistema, secondo un meccanismo tipico degli schemi piramidali.

 

Il gruppo, noto come Chance Voight, comprende decine di società controllate da Whimp, con sede a Rangiora, nella regione di Canterbury. Sei di queste entità sono state poste in liquidazione provvisoria alla fine del 2025 dopo un'indagine della Financial Markets Authority (FMA), l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari neozelandese. Le società coinvolte sono Chance Voight Investment Corporation, Chance Voight Investment Partners, CVI Securities, CVI Partners Mortgage Income Fund, CVI Financial e CVI Partners Mortgage Fund.

Il gruppo, attivo dal 2021, raccoglieva fondi dal pubblico attraverso offerte di quote azionarie e strumenti di debito, promettendo rendimenti generati da investimenti immobiliari e in azioni quotate alla borsa australiana. Secondo i documenti giudiziari, entro dicembre 2025 il gruppo aveva raccolto oltre 54 milioni di dollari da investitori, coinvolgendo circa 230 persone attraverso più di 270 tranche separate di finanziamento, spesso tramite esenzioni riservate agli investitori "all'ingrosso".

 

Un primo rapporto interinale dei liquidatori, redatto da PwC (successivamente confluita in Teneo) e depositato presso l'Alta Corte, ha rilevato che Whimp avrebbe utilizzato milioni di dollari di fondi degli investitori per sé stesso e per entità controllate dalla sua famiglia, pagando gli interessi dovuti ai vecchi investitori attingendo ai capitali versati dai nuovi. Whimp ha tentato di ottenere la soppressione permanente del rapporto, richiesta poi respinta dal tribunale.

Il 29 giugno 2026 l'Alta Corte di Christchurch ha esaminato la richiesta della FMA di mettere in liquidazione definitiva le sei società del gruppo. Whimp non si è presentato all'udienza nonostante una richiesta dell'ultimo minuto di rinvio, respinta dal giudice. Il tribunale ha successivamente stabilito che cinque delle sei entità erano insolventi, con il gruppo che presentava, al 30 settembre 2025, un patrimonio netto negativo di 11,8 milioni di dollari. Nella sentenza si legge che il modello di business del gruppo era insostenibile e che l'ottimismo di Whimp non costituiva una base sufficiente per proseguire uno schema dipendente dal reperimento di nuovi investitori per ripagare capitale e interessi dei precedenti.

 

La responsabile dell'enforcement della FMA, Margot Gatland, ha dichiarato che l'obiettivo principale nel promuovere la procedura di liquidazione era assicurare, per quanto possibile, la tutela dei fondi degli investitori, sottolineando che la sentenza del tribunale ha confermato le preoccupazioni dell'autorità sulla gestione delle società. La FMA aveva già invitato pubblicamente gli investitori a informarsi accuratamente prima di fornire ulteriori somme a Whimp o a entità a lui collegate, dopo aver appreso che l'imprenditore aveva contattato direttamente gli investitori chiedendo quelle che ha definito "donazioni" per finanziare le proprie spese legali.

 

Il caso Chance Voight rientra nel filone di controlli rafforzati che la FMA sta conducendo sugli schemi di investimento rivolti a risparmiatori qualificati come "wholesale", categoria che gode di minori tutele normative rispetto agli investitori al dettaglio ma che in questo caso avrebbe comunque coinvolto centinaia di persone comuni, ora a rischio di perdite significative sui capitali versati.

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