Venerdì 10 luglio 2026
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Frontex: ingressi irregolari nell'UE giù del 40% nei primi cinque mesi del 2026

U.E.
Notizia ·

Nei primi cinque mesi del 2026 gli attraversamenti irregolari delle frontiere dell'Unione europea hanno continuato a diminuire: secondo i dati preliminari di Frontex, le rilevazioni sono calate di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In totale sono stati registrati circa 39.000 attraversamenti.

 

Il calo viene attribuito alla cooperazione consolidata con i paesi partner e alle misure preventive adottate nei principali paesi di partenza, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni dirette verso l'Europa. I dati vengono resi pubblici contestualmente all'entrata in vigore del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che introduce un processo di screening unico e standardizzato alle frontiere esterne dell'UE. Gli agenti di Frontex supportano gli Stati membri nelle fasi principali di questa nuova procedura: accertamento della nazionalità dei migranti in arrivo, raccolta dei dati biometrici e verifica dei documenti.

 

Il Mediterraneo centrale e il Mediterraneo orientale restano le rotte più frequentate, ciascuna responsabile di circa un terzo di tutti gli ingressi irregolari nell'UE. Il Mediterraneo centrale ha registrato circa 11.600 arrivi, quasi la metà rispetto allo stesso periodo del 2025: la Libia è il principale punto di partenza, con cittadini bangladesi, somali e sudanesi come nazionalità più rappresentate. In maggio le rilevazioni sono aumentate con il miglioramento delle condizioni del mare, ma i livelli restano ben al di sotto di quelli dello scorso anno. Il Mediterraneo orientale ha segnato circa 11.500 attraversamenti, in calo del 28%; il corridoio dalla Libia verso Creta è rimasto il più attivo su questa rotta, seguito dagli arrivi nelle isole dell'Egeo e sui confini terrestri con la Turchia.

 

La rotta del Mediterraneo occidentale è l'unica ad aver registrato un aumento: circa 7.100 rilevazioni, pari a un incremento del 46% su base annua, trainato principalmente dalle partenze dall'Algeria. Secondo Frontex, il fenomeno riflette il cambiamento dei pattern dei network di trafficanti: i controlli rafforzati in Marocco e lungo le rotte dell'Africa occidentale e del Mediterraneo centrale hanno dirottato molte partenze verso l'Algeria, con le Isole Baleari spagnole come principale destinazione. La rotta dell'Africa occidentale ha invece registrato il calo più netto, con rilevazioni in diminuzione del 71% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dopo che la Mauritania ha adottato misure preventive più stringenti, seguite da iniziative analoghe in Senegal e Gambia, in cooperazione con Spagna e UE.

 

Il numero complessivo di arrivi irregolari è in diminuzione, ma il costo umano rimane elevato. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, quasi 1.300 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno. Frontex avverte che i network di trafficanti rimangono molto adattabili e possono spostare rapidamente i flussi migratori al mutare delle condizioni. L'agenzia conta attualmente circa 3.800 agenti schierati alle frontiere esterne dell'UE a supporto delle autorità nazionali.

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