Mercoledì 24 giugno 2026
Menu

Giornata del Rifugiato: Mattarella chiede all'Europa di non tradire i propri valori

U.E. - ITALIA
Notizia ·

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché si assuma le proprie responsabilità di fronte al fenomeno delle migrazioni forzate. Come riporta La Discussione, il Capo dello Stato ha ricordato che ogni anno milioni di persone sono costrette ad abbandonare le proprie terre per sfuggire a conflitti armati, crisi umanitarie, persecuzioni e violazioni dei diritti fondamentali. Una situazione che Mattarella ha definito "allarmante" e che — ha sottolineato — non deve essere rassegnata a destino inevitabile.

 

Nel suo messaggio, il Presidente ha richiamato la storia dell'Europa e l'impianto degli ordinamenti internazionali costruito dopo la Seconda guerra mondiale, ribadendo che il diritto d'asilo rappresenta un obbligo internazionale e un dovere morale di solidarietà, coerente con i principi della Costituzione italiana. La Repubblica italiana, ha concluso Mattarella, si unisce a quanti chiedono a ogni membro della comunità internazionale di astenersi da condotte irresponsabili e di promuovere la salvaguardia di ogni essere umano, contribuendo all'ideale universale di solidarietà tra i popoli.

 

Nella stessa giornata le Acli hanno diffuso i dati più recenti dell'Unhcr: oltre 117 milioni di persone nel mondo vivono una condizione di fuga forzata, mentre i rifugiati superano quota 41 milioni. Quasi il 40 per cento sono minori, e sette rifugiati su dieci restano lontani dalla propria casa da oltre cinque anni. Dal 1990 ad oggi, ricordano le Acli, quasi 80 mila persone sono morte o risultano disperse nel tentativo di raggiungere l'Europa, di cui oltre 32 mila nel solo Mediterraneo nell'ultimo decennio.

 

L'associazione ha espresso preoccupazione per l'attuazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato pienamente in vigore il 12 giugno 2026, segnalando i rischi legati alla centralità delle procedure di frontiera, ai trattenimenti sistematici, all'esternalizzazione delle responsabilità verso Paesi terzi e alla prevalenza della logica della sicurezza rispetto a quella della protezione. Per le Acli, la gestione delle migrazioni non può fondarsi sulla detenzione o sulla sospensione dei diritti: i rifugiati, hanno rimarcato, "non sono istanze da gestire, ma vite da proteggere e dignità da riconoscere".

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →