Italia. Forli': convegno sui cento anni del proibizionismo sulle droghe
Cos'hanno prodotto cent'anni di accordi internazionali sul controllo delle droghe? Quali le conseguenze e quali i vantaggi? Che tipo di societa' abbiamo costruito e in che direzione intendiamo andare in futuro? Un convegno in programma domani e mercoledi' a Forli' cerchera' di rispondere a questi interrogativi, affrontando il problema delle sostanze stupefacenti dal punto di vista delle politiche attuate in materia anziche' da quello clinico. Il congresso '1909-2009.
Cento anni di controllo internazionale sulle droghe' e' in programma in sala Santa Caterina; l'iniziativa, organizzata dal Sert dell'Ausl di Forli' in collaborazione con la Facolta' di Scienze Politiche Roberto Ruffilli e diverse associazioni impegnate nel campo delle droghe (Itaca Italia e Itaca Europa, In Itinere, Forum Droghe, Ais, Sezione di Socioogia della Salute e della Medicina Siss), vedra' l'intervento di esperti italiani e stranieri, fra cui Peter Cohen (professore emerito Universita' Asterdam), Cristopher Hallam (International Drug Policy Consortium-Release) e Massimo Barra (Commissione permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa).
'Lo spunto da cui siamo partiti e' il centenario del primo accordo internazionale sulle droghe - spiega il dottor Edoardo Polidori, direttore del Sert dell'Ausl di Forli' - nel 1909, infatti, per porre fine ai rapporti conflittuali legati a immigrazione e scambi commerciali, Usa e Cina decisero di sedersi davanti a un tavolo al fine di regolare a livello mondiale il commercio d'oppio. La Conferenza internazionale sull'oppio di Shangai del 1909 partori' nove risoluzioni finali che, pur non prevedendo obblighi vincolanti, rappresentarono ugualmente il primo testo di diritto della droga'. Di li' in avanti, l'attenzione delle grandi potenze a questi temi aumento' costantemente. 'Dopo l'oppio, si passo' a disciplinare lo scambio di altre sostanze - illustra Polidori - Per comprendere l'importanza attribuita a questi accordi, basti pensare che un intero capitolo del trattato di Versailles del 1918 era dedicato al commercio delle droghe'. Per arrivare a oggi, l'argomento e' piu' che mai d'attualita': proprio quest'anno, infatti, in base alla clausola di revisione decennale prevista dall'Onu, sono stati rinegoziati gli ultimi trattati in materia.
'Gli accordi siglati in questo secolo, mirando a un controllo globale sulle droghe, avevano delle finalita' - commenta il direttore del Sert - il nostro obiettivo e' indagare se siano state raggiunte e, se si', a che prezzo. Leggendo i dati Onu sembra emergere un quadro molto positivo: il numero di paesi in cui si coltiva oppio e' costantemente calato e oggi esiste un solo grande stato produttore, l'Afganistan. Lo stesso trend vale per la cocaina, con la Colombia unico paese esportatore benche', stando ad alcune fonti, i sequestri qui operati dalla polizia siano pari alle quantita' immesse sul mercato. Solo gli stati dove si coltiva cannabis sono segnalati in aumento, dai 130 di dieci anni fa ai 170 odierni'.
'Vogliamo riflettere con mente aperta, rifuggendo dalla gabbia proibizionismo/antiproibizionismo - precisa Polidori - Le scelte attuate in questo campo delineano il tipo di comunita' che si intende costruire: pensando al futuro, quindi, e' fondamentale comprendere le ripercussioni del tipo di regolamentazione adottato a livello internazionale e poi variamente tradotto nei diversi paesi'. I lavori si apriranno domani alle 9.30 con il saluto delle autorita', fra cui il sindaco di Forli' Nadia Masini e il Direttore Generale dell'Ausl Claudio Mazzoni.
Cento anni di controllo internazionale sulle droghe' e' in programma in sala Santa Caterina; l'iniziativa, organizzata dal Sert dell'Ausl di Forli' in collaborazione con la Facolta' di Scienze Politiche Roberto Ruffilli e diverse associazioni impegnate nel campo delle droghe (Itaca Italia e Itaca Europa, In Itinere, Forum Droghe, Ais, Sezione di Socioogia della Salute e della Medicina Siss), vedra' l'intervento di esperti italiani e stranieri, fra cui Peter Cohen (professore emerito Universita' Asterdam), Cristopher Hallam (International Drug Policy Consortium-Release) e Massimo Barra (Commissione permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa).
'Lo spunto da cui siamo partiti e' il centenario del primo accordo internazionale sulle droghe - spiega il dottor Edoardo Polidori, direttore del Sert dell'Ausl di Forli' - nel 1909, infatti, per porre fine ai rapporti conflittuali legati a immigrazione e scambi commerciali, Usa e Cina decisero di sedersi davanti a un tavolo al fine di regolare a livello mondiale il commercio d'oppio. La Conferenza internazionale sull'oppio di Shangai del 1909 partori' nove risoluzioni finali che, pur non prevedendo obblighi vincolanti, rappresentarono ugualmente il primo testo di diritto della droga'. Di li' in avanti, l'attenzione delle grandi potenze a questi temi aumento' costantemente. 'Dopo l'oppio, si passo' a disciplinare lo scambio di altre sostanze - illustra Polidori - Per comprendere l'importanza attribuita a questi accordi, basti pensare che un intero capitolo del trattato di Versailles del 1918 era dedicato al commercio delle droghe'. Per arrivare a oggi, l'argomento e' piu' che mai d'attualita': proprio quest'anno, infatti, in base alla clausola di revisione decennale prevista dall'Onu, sono stati rinegoziati gli ultimi trattati in materia.
'Gli accordi siglati in questo secolo, mirando a un controllo globale sulle droghe, avevano delle finalita' - commenta il direttore del Sert - il nostro obiettivo e' indagare se siano state raggiunte e, se si', a che prezzo. Leggendo i dati Onu sembra emergere un quadro molto positivo: il numero di paesi in cui si coltiva oppio e' costantemente calato e oggi esiste un solo grande stato produttore, l'Afganistan. Lo stesso trend vale per la cocaina, con la Colombia unico paese esportatore benche', stando ad alcune fonti, i sequestri qui operati dalla polizia siano pari alle quantita' immesse sul mercato. Solo gli stati dove si coltiva cannabis sono segnalati in aumento, dai 130 di dieci anni fa ai 170 odierni'.
'Vogliamo riflettere con mente aperta, rifuggendo dalla gabbia proibizionismo/antiproibizionismo - precisa Polidori - Le scelte attuate in questo campo delineano il tipo di comunita' che si intende costruire: pensando al futuro, quindi, e' fondamentale comprendere le ripercussioni del tipo di regolamentazione adottato a livello internazionale e poi variamente tradotto nei diversi paesi'. I lavori si apriranno domani alle 9.30 con il saluto delle autorita', fra cui il sindaco di Forli' Nadia Masini e il Direttore Generale dell'Ausl Claudio Mazzoni.
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