Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Governo e Pdl alla Cassazione su coltivazione cannabis: 'ridicola', 'si arrampica sugli specchi'

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La Cassazione "si arrampica sugli specchi". E' il commento di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, il quale rileva che "davanti ad una norma in vigore chiarissima che recita : 'chiunque coltiva (...) sostanze stupefacenti o psicotrope (...) e' punito', principio ribadito, anche recentemente, dalle sezioni Unite della Corte di Cassazione, la quarta sezione della stessa Corte si arrampica sugli specchi inventandosi una differenziazione tra piante di cannabis in fase di crescita e piante giunte a completa maturazione".
Per Giovanardi, "c'e' davvero da essere presi da un senso di sconforto nel constatare come gli sforzi delle forze dell'ordine e di decine di migliaia di operatori del pubblico e del privato sociale che, ogni giorno, combattono contro la diffusione della droga e le tragiche conseguenze del suo consumo vengano vanificati da chi dovrebbe tutelare e difendere la cultura della legalita'". 
 
Pure in una piantina di cannabis appena sviluppata e' presente, ancorche' in minima dose, una concentrazione di tetraidrocannabinolo (thc), ovvero la sostanza responsabile dell'effetto dopante della canapa.
Lo afferma Giuseppe Ruberto, primo ricercatore dell'istituto di chimica bimolecolare di Catania del Cnr.
'In media in questa pianta erbacea, che si puo' coltivare benissimo sul balcone di casa - continua Ruberto -, e' presente una percentuale di thc che varia dal 7 al 14%. Questo principio fa parte del corredo genetico della pianta, quindi e' sempre presente fin dal primo sviluppo della pianta, anche se, naturalmente, la sua concentrazione allo stadio iniziale non puo' che essere molto bassa'.
'Ci sono diverse specie di cannabis - conclude Ruberto -che, a seconda della zona di provenienza, contengono piu' o meno tracce di thc - Sono state anche selezionate specie del tutto prive di questa sostanza dopante, o comunque presente in dosi minime, per destinarle a vari usi, dalla produzione di filamenti ad uso idraulico alla produzione della carta'.

"Ancora una sentenza della Cassazione al limite del ridicolo: fino a quando la piantina di marijuana non e' matura e' possibile coltivare cannabis in casa. Gli ermellini sembrano vivere veramente su di un altro pianeta". E' quanto denuncia la componente del direttivo Pdl alla Camera dei deputati Isabella Bertolini, che commenta: "Forse pretenderanno che il ministero dell'Interno predisponga corsi di giardinaggio per consentire alle forze dell'ordine di intervenire al momento giusto, ossia quando la piantina di marijuana e' matura. Insomma: una sentenza dopo l'altra, dalla Cassazione arrivano sempre novita'... stupefacenti".
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