Italia. Radicali: la Svizzera e' lontana ma non irraggiungibile
Riceviamo e pubblichiamo
Dichiarazione degli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano:
Ieri in Svizzera due votanti su tre hanno detto SI' alla somministrazione controllata di eroina da parte del servizio sanitario nazionale; è la terza volta in 15 anni che i cittadini svizzeri si esprimono (tramite referendum senza quorum) in materia, confermando sempre la giustezza della scelta politica operata dal governo svizzero in tema di tossicodipendenze, basata sulla politica dei quattro pilastri: repressione, prevenzione, cura (in cui rientra la somministrazione di eroina sotto controllo medico) e riduzione del danno (che comprende le narcosale).
Oggi l'Italia, il Piemonte, Torino, sembrano lontani anni luce dalla Svizzera, tanto da permettere alla cronaca de "La Stampa" di disinformare i suoi lettori con tredici parole: "La provocazione: I radicali aprono una stanza del buco in mezzo alla strada". Solo i lettori di "Repubblica" hanno potuto conoscere quello che è realmente accaduto ieri a Porta Palazzo: la simulazione, non per provocazione ma per informazione, di una narcosala ad opera dal COBS (Coordinamento Operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte).
Ma oggi sono accaduti fatti che ci consentono di sperare in un futuro più vicino a quello svizzero: questa mattina, al termine del dibattito organizzato dal COBS nella sede della VI Circoscrizione, i presidenti delle Circoscrizioni VI e VII di Torino (rispettivamente Gigi Malaroda e Piero Ramasso) hanno confermato la volontà di andare avanti nello studio di fattibilità di una narcosala sul territorio di Torino Nord, coinvolgendo anche le Circoscrizioni 4 e 5.
E al dibattito erano presenti esponenti dei Comitati spontanei di quartiere, che hanno sottoscritto con i radicali una petizione al Sindaco per richiedergli di riconsiderare la questione narcosala; Chiamparino deve rispondere, ai sensi dello Statuto Comunale, entro metà dicembre.
L'iniziativa, dunque, continua e l'esempio svizzero (ma anche il pullman itinerante "CAN GO", unità di strada per il contatto dei tossicodipendenti, operativo da 15 anni qui a Torino) dimostra che strumenti che solo vent'anni fa sembravano impensabili e improponibili si sono rivelati efficaci e sono stati compresi, approvati e difesi dai cittadini.
Oggi in Svizzera, domani in Italia!
Dichiarazione degli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano:
Ieri in Svizzera due votanti su tre hanno detto SI' alla somministrazione controllata di eroina da parte del servizio sanitario nazionale; è la terza volta in 15 anni che i cittadini svizzeri si esprimono (tramite referendum senza quorum) in materia, confermando sempre la giustezza della scelta politica operata dal governo svizzero in tema di tossicodipendenze, basata sulla politica dei quattro pilastri: repressione, prevenzione, cura (in cui rientra la somministrazione di eroina sotto controllo medico) e riduzione del danno (che comprende le narcosale).
Oggi l'Italia, il Piemonte, Torino, sembrano lontani anni luce dalla Svizzera, tanto da permettere alla cronaca de "La Stampa" di disinformare i suoi lettori con tredici parole: "La provocazione: I radicali aprono una stanza del buco in mezzo alla strada". Solo i lettori di "Repubblica" hanno potuto conoscere quello che è realmente accaduto ieri a Porta Palazzo: la simulazione, non per provocazione ma per informazione, di una narcosala ad opera dal COBS (Coordinamento Operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte).
Ma oggi sono accaduti fatti che ci consentono di sperare in un futuro più vicino a quello svizzero: questa mattina, al termine del dibattito organizzato dal COBS nella sede della VI Circoscrizione, i presidenti delle Circoscrizioni VI e VII di Torino (rispettivamente Gigi Malaroda e Piero Ramasso) hanno confermato la volontà di andare avanti nello studio di fattibilità di una narcosala sul territorio di Torino Nord, coinvolgendo anche le Circoscrizioni 4 e 5.
E al dibattito erano presenti esponenti dei Comitati spontanei di quartiere, che hanno sottoscritto con i radicali una petizione al Sindaco per richiedergli di riconsiderare la questione narcosala; Chiamparino deve rispondere, ai sensi dello Statuto Comunale, entro metà dicembre.
L'iniziativa, dunque, continua e l'esempio svizzero (ma anche il pullman itinerante "CAN GO", unità di strada per il contatto dei tossicodipendenti, operativo da 15 anni qui a Torino) dimostra che strumenti che solo vent'anni fa sembravano impensabili e improponibili si sono rivelati efficaci e sono stati compresi, approvati e difesi dai cittadini.
Oggi in Svizzera, domani in Italia!
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