Martedì 9 giugno 2026
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Messico. Obama incontra Calderon: avanti con la guerra alla droga

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Preceduto da encomi all''eroico impegno' del presidente Felipe Calderon nella lotta ai narcos e dalla decisione di mettere tre cartelli messicani nella lista nera dei boss della droga, il presidente Barack Obama e' volato in Messico per la prima visita di un presidente Usa nella capitale dai tempi di Bill Clinton.
Migliaia di poliziotti hanno guardato a vista la zona della residenza presidenziale teatro del blitz di 24 ore sulla via del vertice delle Americhe che si aprira' venerdi' a Port of Spain, la capitale di Trinidad e Tobago. Una visita lampo, decisa in segno di rispetto per il vicino meridionale a cui Obama ha ogni intenzione di dare una mano nella lotta contro la violenza dei narcos che ha fatto oltre diecimila morti dal 2006. 'Calderon sta facendo un lavoro eroico nell'affrontare un problema enorme ai nostri confini', ha detto Obama in un'intervista alla Cnn in spagnolo indicando che gli Stati Uniti stanno cercando di fare la loro parte: 'Non solo intercettando il traffico che sale al nord, ma anche bloccando il flusso di armi e di liquidi che scende a sud'.
Ieri, a questo scopo, Washington ha aggiunto tre cartelli messicani - Sinaloa, Los Zetas e La Familia Michoachana - alla lista nera dei boss della droga, con una procedura accelerata rispetto a un processo che usualmente prende un anno e che consentira' al governo americano di mettere sotto sequestro i beni dei narcocriminali. Ogni anno, secondo stime federali americane, da 19 a 39 miliardi di dollari di proventi del traffico di droga scendono in Messico dagli Stati Uniti. Dal 2000, 78 gruppi di narcotrafficanti sono stati inseriti nella lista nera dal governo americano.
L'incontro di oggi e' il secondo tra Obama e Calderon che si erano gia' visti a Washington poco prima dell'insediamento del nuovo presidente democratico. Usa e Messico condividono una lunga frontiera e hanno l'obbligo di andare d'accordo. Da quando si e' insediato alla Casa Bianca, Obama e i suoi collaboratori hanno lavorato assiduamente per delineare una politica messicana in chiave di 'responsabilita' condivise'. Nella sua prima visita in Messico da segretario di Stato Hillary Clinton aveva segnalato una svolta nella posizione Usa riconoscendo che il narcotraffico serve soprattutto ad alimentare i consumatori statunitensi, un mea culpa nelle corde della visita di Obama che ha avuto un effetto distensivo nell'atteggiamento dei messicani.
Oltre alla lotta al narcotraffico, con il recente drammatico aumento delle violenze nelle aree di frontiera, e alla crisi economica che dagli Stati Uniti ha allargato il contagio a sud del Rio Grande, la questione dell'immigrazione clandestina negli Usa e' stato uno dei punti messi in cima all'agenda. Obama, che ieri ha nominato un alto magistrato, Alan Bersin, nell'incarico di 'zar dei confini', ha promesso alla Cnn in spagnolo un rinnovato impegno per portare una riforma complessiva in dirittura d'arrivo al Congresso.
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