Martedì 9 giugno 2026
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Messico. Storie di guerra alla droga: punito solo un reato su cento

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Appena l'uno per cento dei messicani vittime di reati puó sperare di ottenere giustizia e riparazione per i danni subiti: lo afferma, in un rapporto speciale sulla sicurezza pubblica, la Commissione nazionale dei diritti umani (Cndh) constatando che il 99% dei crimini commessi nel paese restano impuniti "per la mancata applicazione della legge".

In un momento in cui il Messico vive un'ondata di violenza collegata al narcotraffico inedita per brutalità e portata - con quasi seimila omicidi e almeno un migliaio di sequestri registrati dall'inizio dell'anno - il dispiegamento di 36.000 militari incaricati di vigilare nelle aree piú calde del paese, secondo la Commissione, risulta inoltre inefficace "perche' proprio nelle città presidiate dai soldati si registrano i livelli piú alti di criminalità".

La massiccia presenza dei militari nei centri abitati, disposta dalla fine del 2006 dall'amministrazione del presidente Felipe Calderon, "mette a rischio le libertà individuali dei cittadini", aggiunge - secondo quanto riferisce l'agenzia Misna - l'organismo che ha documentato casi di tortura, stupro ed esecuzioni arbitrarie di civili a carico delle truppe anti-droga. La Commissione esorta perció il governo ad acconsentire che i soldati accusati di simili reati siano sottoposti alla giurisdizione dei tribunali civili e a fissare un calendario per il loro ritiro.
 
 

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