Migranti. Accordo tra Parlamento e Consiglio sull’ICE dell’Ue
La presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue e i negoziatori del Parlamento europeo ieri hanno trovato un accordo politico sul nuovo regolamento rimpatri, che introduce nella legislazione una serie di misure che le ONG considerano assimilabili alle pratiche dell’ICE dell’Amministrazione Trump. Uno dei molti esempi: la possibilità di concludere accordi con i paesi terzi per creare dei centri di deportazione dove inviare i migranti irregolari che hanno ricevuto un ordine di lasciare il territorio dell’Ue, in attesa che siano trasferiti nel paese di origine. Nella neolingua anti-immigrazione dell’Ue si chiamano “return hubs”, dove potranno essere deportate anche le famiglie con minori. Ma c’è molto di più. Negli ultimi giorni di negoziato tra governi e Parlamento è stata estesa la possibilità di detenere i migranti da rimpatriare fino a 30 mesi, ben oltre i limiti attualmente previsti, compresi i bambini. L’ultimo ostacolo per un accordo era la data di entrata in vigore del regolamento. Sarà immediatamente dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale, salvo concedere un anno agli Stati membri per adattare i loro sistemi interni su alcune delle misure previste.
I governi festeggiano un accordo storico, l’estrema destra pure - La presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue ieri ha festeggiato a nome dei governi l’accordo raggiunto con il Parlamento europeo sul regolamento rimpatri, concluso a tempo di record tra le due istituzioni. “Il nuovo regolamento accelererà il processo di rimpatrio e aumenterà i rimpatri di persone che non hanno alcun diritto legale di soggiornare nell’Ue. La migrazione è una priorità assoluta per la Presidenza di Cipro e l’accordo storico odierno rafforza la credibilità della politica migratoria dell’Ue”, ha detto il viceministro cipriota per la Migrazione, Nicholas Ioannides. Anche l’estrema destra festeggia, dopo essere riuscita a trascinare il Partito popolare europeo e alcuni deputati liberali e socialisti sulle sue posizioni. “Stiamo riprendendo il controllo”, ha detto il gruppo dei Patrioti: “Questo accordo rafforza la sovranità dei governi nazionali” perché consente loro di “andare oltre” a quanto previsto nel regolamento.
Le ONG denunciano, funzionari della Commissione preoccupati - L’accordo tra Consiglio e Parlamento sul regolamento rimpatri “creerà una macchina draconiana di detenzione ed espulsione”, ha denunciato ieri Silvia Carta, responsabile dell’ONG PICUM. “Nell’ultima fase di negoziati, i legislatori dell’Ue hanno raddoppiato la dose di repressione e punizione, concordando un testo che esporrà centinaia di migliaia di persone a danni e violenze: dalla detenzione nei centri di immigrazione fino a 30 mesi, alla separazione delle famiglie e all’invio di persone in paesi che nemmeno conoscono”. Secondo Silvia Carta, l’Ue sta costruendo “una propria versione” della brutale applicazione delle leggi sull’immigrazione da parte dell’ICE negli Stati Uniti. Diversi funzionari della Commissione, in forma anonima, hanno condiviso con noi le stesse preoccupazioni. Il trattamento riservato alle famiglie con minori è stato definito da uno di loro “scandaloso e pericoloso”. Non è la linea ufficiale della Commissione. “Questo è ciò che i cittadini si aspettano – e questo è ciò che stiamo fornendo”, ha detto ieri il commissario agli Affari interni, Magnus Brunner.
(Il Mattinale europeo)