Ministro Amit Shah: "India libera dalla droga entro il 2029"

Il ministro dell'Interno indiano Amit Shah ha annunciato a Panaji, in Goa, l'obiettivo del governo di Nuova Delhi di rendere l'India completamente libera dalla droga entro il 2029. Come riporta Deccan Chronicle, Shah ha collegato l'obiettivo alla visione del primo ministro Narendra Modi di una "gioventù libera dalla droga" come base per una "Viksit Bharat", ossia un'India sviluppata, entro il 2047.
Parlando in conferenza stampa dopo aver presieduto una riunione ad alto livello sul narcotraffico, alla presenza del capo del governo del Goa Pramod Sawant e di funzionari del Ministero dell'Interno, Shah ha illustrato una roadmap triennale che copre il periodo da luglio 2026 a luglio 2029. Il piano si fonda su quattro pilastri: intelligence e contrasto operativo, controllo dei precursori chimici e delle droghe sintetiche, riduzione della domanda e del danno, capacity building e coordinamento istituzionale.
Il ministro ha citato una serie di dati sui sequestri di stupefacenti per dimostrare l'intensificarsi dell'azione di contrasto negli ultimi anni. Secondo quanto riferito da Shah e ripreso da Global Governance News, tra il 2004 e il 2014 furono sequestrati 2,6 milioni di kg di droga per un valore stimato di circa 40.000 crore di rupie (una crore corrisponde a 10 milioni), mentre tra il 2014 e il 2026 i sequestri sono saliti a oltre 11,9 milioni di kg, per un valore di circa 1,89 lakh crore di rupie (un lakh corrisponde a 100.000). Nello stesso confronto tra i due periodi, i quantitativi di droga distrutti sono passati da 336.000 kg a 4,868 milioni di kg.
Sul fronte della riduzione della domanda, Shah ha ricordato i risultati della campagna "Nasha Mukt Bharat Abhiyaan" (letteralmente "campagna per un'India libera dalla droga"), lanciata nel 2020: circa 250 milioni di cittadini sono stati raggiunti da iniziative di sensibilizzazione e hanno prestato un giuramento pubblico contro l'uso di stupefacenti, mentre 570.000 persone sono state sottoposte a trattamenti di disintossicazione e riabilitazione. Il governo punta ora a triplicare il numero dei centri di disintossicazione funzionanti, portandoli a 1.751, grazie alla collaborazione tra il dipartimento per la Giustizia sociale, quello della Sanità e l'amministrazione penitenziaria.
Per rafforzare la prevenzione tra i giovani, il piano prevede il coinvolgimento di organizzazioni come il Corpo dei Cadetti Nazionali (NCC), lo Schema Nazionale di Servizio (NSS) e l'iniziativa "My Bharat", da cui dovrebbe nascere una rete di volontari denominati "Nasha Mukti Mitra" (amici per la liberazione dalla droga) impegnati nella sensibilizzazione a livello scolastico e comunitario.
Shah ha inoltre sottolineato che la lotta al narcotraffico è stata elevata a priorità di sicurezza nazionale, paragonando la campagna in corso agli sforzi compiuti in passato per debellare il naxalismo, il movimento di guerriglia maoista attivo in diverse regioni indiane. Il ministro ha anche fatto riferimento a una campagna nazionale contro i latitanti coinvolti in reati economici, terrorismo, narcotraffico e criminalità organizzata, oltre ai progressi registrati nel Jammu e Kashmir dopo l'abrogazione dell'Articolo 370 della Costituzione indiana, che nel 2019 ha revocato lo status di autonomia speciale della regione.