Piemonte, anziani in aumento: servono assistenza domiciliare e nuove Rsa
Il Piemonte invecchia rapidamente e il sistema di assistenza agli anziani rischia di non reggere il passo. Se ne è discusso durante l'evento "Vivere a lungo, vivere meglio", organizzato da Regione Piemonte e La Stampa alla Nuvola Lavazza di Torino, dove esperti, sindacati e amministratori hanno messo a confronto dati, proposte e criticità di un sistema già sotto pressione.
Secondo le proiezioni Istat illustrate durante l'incontro, la popolazione piemontese tra i 75 e gli 89 anni è destinata a crescere in modo consistente entro il 2050, un trend che renderà sempre più urgenti risposte strutturali su assistenza domiciliare, servizi delle Rsa e assegni di cura. Non è un caso isolato: l'invecchiamento della popolazione regionale è un fenomeno già documentato dall'Istituto di statistica, che in passato ha segnalato come il saldo naturale tra nascite e decessi in Piemonte sia destinato a restare negativo nei prossimi decenni, segno di una struttura demografica sempre più sbilanciata verso le fasce di età più avanzate.
Tra le proposte emerse al convegno, quella di Leonardo Palombi della Fondazione Età Grande ha previsto di attivare cinque assistenze domiciliari per ogni posto letto disponibile nelle Rsa, impiegando parte dei circa 57mila giovani piemontesi che non studiano né lavorano (i cosiddetti Neet) con contratti part-time da 16 a 25 ore settimanali. Un modello che punterebbe a rafforzare la rete di cura a domicilio senza gravare esclusivamente sulle strutture residenziali, già sotto pressione per le liste d'attesa.
Proprio sulle liste d'attesa si è concentrata la richiesta dei sindacati. Come riportato da ANSA, il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, ha definito positiva l'idea di assistere le persone a casa, ma ha sottolineato che si tratta di un progetto con effetti attesi solo tra dieci anni, mentre l'emergenza riguarda l'oggi: secondo Airaudo, se si trovano risorse per ripianare i bilanci delle Asl, occorre trovarle anche per l'assistenza agli anziani. Sulla stessa linea il segretario della Cisl Piemonte, Luca Caretti, che ha invitato a un lavoro di squadra su un tema complesso che nessun soggetto può affrontare da solo. Per la segretaria generale della Uil Piemonte, Chiara Maffè, l'assistenza agli anziani è un ecosistema che deve funzionare in tutte le sue parti: bene la gestione in Rsa e al domicilio, ma non deve trattarsi solo di un conto matematico, perché la qualità dell'assistenza e degli stipendi di chi lavora nel settore vengono prima di tutto.
Le cooperative del settore e i sindacati chiedono stipendi migliori per gli operatori sociosanitari e che una quota dell'Irpef venga destinata specificamente a ridurre le liste d'attesa nelle strutture per anziani. Le realtà del terzo settore presenti all'incontro hanno inoltre auspicato l'introduzione di un vero e proprio assegno di cura, strumento che permetterebbe alle famiglie di sostenere i costi dell'assistenza domiciliare o residenziale senza doversi affidare esclusivamente a risorse private.
Sul fronte degli investimenti è intervenuta la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, che ha difeso lo sforzo del governo nella Legge di Bilancio a sostegno delle politiche per la popolazione anziana. Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha invece rivendicato i risultati ottenuti dalla Regione, ricordando che negli ultimi sei anni sono stati presi in cura diecimila anziani in più nelle Rsa piemontesi e che sono state trovate risorse aggiuntive, per quasi 30 milioni di euro, dall'Europa. Cirio ha però ammesso che il sistema attuale resta insufficiente, perché ci sono ancora persone che hanno diritto al posto in Rsa e che dunque occorre cambiare modello.
Il governatore ha quindi lanciato l'idea di una "Rsa dei servizi", un modello che, come ha spiegato lo stesso Cirio a margine del convegno secondo quanto riportato da ANSA, dovrebbe curare le persone nelle strutture quando non possono rimanere da sole, ma seguire a casa chi è ancora autosufficiente, un equilibrio che candiderebbe il Piemonte a diventare regione pilota su questo fronte. Cirio ha anche usato un paragone diretto per sottolineare le priorità di spesa della Regione, affermando che se si trovano i soldi per fare le Atp Finals di tennis bisogna prima trovare i soldi per non lasciare soli gli anziani.