Giovedì 11 giugno 2026
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Politica sulle droghe: 50 anni di errori secondo il prof. David Nutt

EUROPA - GRAN BRETAGNA
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Il professor David Nutt, neurofarmacologico di fama internazionale con oltre cinquant'anni di ricerca sulle sostanze stupefacenti, torna ad alzare la voce contro la politica britannica sulle droghe. In un intervento pubblicato da The Independent, il ricercatore — già docente all'Imperial College di Londra e fondatore della charity indipendente Drug Science — denuncia un sistema rimasto ostaggio di pregiudizi morali e calcoli politici, del tutto impermeabile alle evidenze scientifiche accumulate in mezzo secolo di studi.

 

Al centro della critica di Nutt c'è il Misuse of Drugs Act del 1971: una legge che classifica le sostanze stupefacenti in categorie (A, B e C) senza che tale classificazione rifletta realmente la pericolosità delle singole sostanze. Come dimostra la ricerca dello stesso Nutt pubblicata su The Lancet nel 2010, non esiste alcuna corrispondenza tra il livello di danno effettivo delle droghe ricreative e il loro status legale. Alcol e tabacco, sostanze legali, risultano tra le più letali, mentre alcune droghe di classe A come la psilocibina e l'MDMA si collocano tra le meno dannose.

 

Secondo il professore, questo scollamento tra scienza e legislazione ha conseguenze pratiche gravissime. Psilocibina e MDMA — riclassificate come farmaci autorizzati in Australia già nel 2023 per il trattamento rispettivamente della depressione resistente e del disturbo da stress post-traumatico (PTSD) — restano sostanze di classe A nel Regno Unito, il che significa che non possono essere prescritte né studiate senza costose e burocraticamente onerose licenze speciali rilasciate dall'Home Office. In questo modo, la legge frena la ricerca clinica proprio sulle sostanze che mostrano il potenziale terapeutico più promettente.

 

Non è la prima volta che Nutt si scontra con le istituzioni britanniche su questi temi. Nel 2009 fu licenziato dal ruolo di presidente dell'Advisory Council on the Misuse of Drugs (ACMD) dal ministro dell'Interno dell'epoca, Alan Johnson, dopo aver dichiarato pubblicamente che l'ecstasy era statisticamente meno pericolosa di alcune attività quotidiane. Quell'episodio spinse Nutt a fondare un organismo scientifico indipendente, poi diventato Drug Science, con l'obiettivo dichiarato di produrre ricerca senza interferenze politiche.

 

La tesi di fondo del professore è che i governi britannici abbiano storicamente resistito alle evidenze scientifiche non per ignoranza, ma per convenienza politica: ammettere che la classificazione attuale è sbagliata significherebbe riconoscere decenni di errori. Nel frattempo, secondo Nutt, la proibizione non ha ridotto i danni sociali — i decessi droga-correlati nel Regno Unito sono aumentati dell'80% tra il 2011 e il 2021 — e ha invece consegnato un mercato miliardario alle organizzazioni criminali, ostacolando al tempo stesso lo sviluppo di terapie potenzialmente decisive per la salute mentale.

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