Giovedì 3 settembre 2026
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Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi storici

ASIA - GIAPPONE
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Il mercato obbligazionario giapponese sta vivendo una fase di forte tensione. Come riporta Wolf Street, il rendimento del titolo di Stato giapponese (JGB) a 10 anni ha toccato il 3,02%, il livello più alto dall'agosto 1996. Il rendimento del titolo a 30 anni ha invece raggiunto il 4,18-4,19%, un record assoluto da quando questo strumento fu introdotto nel 1999.

 

Il fenomeno segna la fine definitiva della politica di repressione finanziaria adottata per anni dalla Bank of Japan, nota come Yield Curve Control (YCC), il meccanismo con cui la banca centrale acquistava titoli in quantità illimitata per mantenere artificialmente bassi i tassi a lungo termine. Quella politica è stata abbandonata perché la banca centrale giapponese è ora costretta a fare l'opposto: alzare i tassi e ridurre il proprio bilancio (quantitative tightening), per fronteggiare l'inflazione e il crollo dello yen.

 

L'inflazione giapponese si attestava all'1,9% a luglio, mentre la valuta nipponica è scesa fino a 160 yen per un dollaro. Secondo l'autore dell'articolo, Wolf Richter, non esiste una via d'uscita facile per la banca centrale: per stabilizzare lo yen sarebbero necessari un quantitative tightening molto più marcato e tassi di interesse ufficiali sensibilmente più alti di quelli attuali.

Il debito pubblico giapponese resta un elemento di forte pressione sui mercati: è pari al 248% del prodotto interno lordo, circa il doppio di quello statunitense. Il rating creditizio del Paese si colloca a più notch sotto la tripla A presso le principali agenzie: A per Fitch, A+ per S&P e A1 per Moody's.

 

Il 31 luglio Stati Uniti e Giappone hanno condotto un intervento congiunto e storico sul mercato dei cambi: gli Stati Uniti hanno venduto euro per acquistare yen, mentre il Giappone ha venduto un ammontare record di 97 miliardi di dollari per sostenere la propria valuta. Il Segretario al Tesoro statunitense Bessent ha promosso l'operazione per evitare che le difficoltà giapponesi si riflettessero sul mercato dei Treasury USA, ma l'effetto dell'intervento è risultato solo temporaneo, come conferma il rialzo dei rendimenti registrato nei giorni successivi.

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