UNHCR: 2,4 milioni di rifugiati da reinsediare nel 2027
L'agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR) stima che entro il 2027 circa 2,4 milioni di persone in tutto il mondo avranno bisogno di essere reinsediate in un paese terzo. Il dato emerge dall'ultimo rapporto annuale Projected Global Resettlement Needs, che evidenzia un persistente e grave divario tra i bisogni globali e i posti effettivamente disponibili. Come riporta Euronews, si tratta di persone provenienti da 43 paesi di origine che vivono in 76 paesi di asilo, e che non possono né tornare a casa in sicurezza né ottenere protezione adeguata dove si trovano.
La cifra — 2,37 milioni per la precisione — segna un calo del 6% rispetto all'anno precedente, parzialmente dovuto ai rientri di cittadini afghani dall'Iran e dal Pakistan "in circostanze avverse" e alla caduta del presidente siriano Bashar al-Assad nel dicembre 2024, che ha aperto la strada a ritorni volontari. Tuttavia, la riduzione non cambia il quadro d'insieme: la capacità di accoglienza internazionale rimane largamente insufficiente.
Gli afghani restano il gruppo più numeroso in attesa di reinsediamento, seguiti dai rifugiati provenienti dal Sud Sudan, dal Sudan, dalla Siria e dai Rohingya del Myanmar. Nel 2025 solo circa 37.000 persone hanno raggiunto un nuovo paese attraverso i programmi assistiti dall'UNHCR, un dato in forte calo rispetto agli oltre 116.000 del 2024 — e solo una frazione di chi ne avrebbe avuto bisogno.
Secondo l'UNHCR, questo crollo riflette "una combinazione di cambiamenti politici nei paesi di destinazione", con sospensioni degli ingressi, criteri sempre più restrittivi e rallentamenti nelle procedure. Un ruolo rilevante ha avuto anche la drastica riduzione delle ammissioni negli Stati Uniti, storicamente il principale paese accogliente, avvenuta dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca nel 2025.
A complicare ulteriormente il quadro è il mancato rispetto degli impegni assunti: nel 2022 la comunità internazionale si era prefissata l'obiettivo di 130.000 posti di reinsediamento entro il 2027, un traguardo che appare oggi del tutto fuori portata.
Jackie Keegan, responsabile del Servizio di supporto per le soluzioni durature dell'UNHCR, ha lanciato un appello diretto agli Stati: "Ampliare il reinsediamento è urgente e realizzabile. Aumentare le quote, coinvolgere più paesi e accelerare le procedure garantirà che questo strumento salva-vita raggiunga chi ne ha bisogno."