Martedì 29 settembre 2026
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Caro carburanti. Le illusioni Eni-Ip

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

L’effetto delle scelte commerciali di Eni e Ip di porre un tetto al prezzo al dettaglio dei carburanti porterà alla riduzione di qualche centesimo. Ammesso che. mettendo i bastoni fra le ruote, non si faccia avanti qualcuno, come aleggia tra produttori e venditori di altre aziende, paventando concorrenza sleale e abuso di posizione dominante (soprattutto per Eni che è a prevalenza pubblica), il Governo avrà preso tempo, ma per che cosa? Non lo sanno neanche a Palazzo Chigi. 

 

Come non lo sanno neanche Eni e Ip che, per il momento, saranno ben lieti di avere le file di veicoli davanti ai loro distributori (le cui ubicazioni sono ampiamente mediatizzate anche dall’informazione di Stato). Mossa intelligente di queste aziende petrolifere: guadagnano sulla quantità avvalendosi anche della ricaduta del sostegno di Stato e politici che ovunque ringraziano ed esaltano le loro scelte.

 

Hanno imparato - e ampliato alle proprie dimensioni - dal Sindaco di un piccolo comune abruzzese che da un po’ di tempo, dopo aver fatto comprare al suo Comune l’unica stazione di servizio del territorio, vende carburanti a prezzo di costo, facendo pagare le spese a tutti i contribuenti della sua amministrazione.

 

Populismo politico quello del Sindaco abruzzese, populismi economici quelli dell’azienda di Stato e dell’Azerbaijan. Che ha così “ringraziato” l’Italia di acquistare circa il 16% del proprio fabbisogno nazionale di gas naturale e 9 milioni di tonnellate del loro petrolio (45% delle esportazioni - l’Italia è il loro primo acquirente).

 

A cosa porterà tutto questo? Non è dato saperlo. Mentre ben si comprende la precarietà del tutto: prezzi di fatto calmierati dallo Stato quelli di Eni (aspettiamo le “ire” dell’Ue), equilibri geopolitici molto instabili quelli di Ip. Il contrario di quanto dovrebbe essere necessario per una politica - impossibile l’autosufficienza - che ridimensioni la dipendenza energetica… al momento distratta con il sogno nel cassetto della politica nucleare.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

 

 

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