Covid e Commissione d'inchiesta: le norme esistevano e non sono state applicate. Perché?

L'Italia aveva tutti gli strumenti contro la pandemia: il decreto legge 81/2008, le linee guida, i protocolli operativi e una coscienza matura del rischio pandemico. Già da più di dieci anni prima del Covid-19 e del lockdown.
È ciò che emerge dalle testimonianze del Prof. Roberto Lombardi, docente universitario ed ex INAIL-ISPESL, e dell'Ing. Raffaele Tarchiani, titolare della Laundry Supplies srl, responsabili della stesura delle norme contro il contagio, al centro di una inchiesta giornalistica del giornale online "La Firenze che vorrei" riportata dal quotidiano Il Tempo.
Norme che già prescrivevano per tutti gli ambienti di lavoro mascherine e dispositivi di protezione individuale, ricambi d'aria e filtri, classificazione degli agenti biologici, procedure di vestizione e svestizione.
Alla luce di ciò, restano alcuni interrogativi:
Perché questi strumenti non sono stati applicati fin dall'inizio della pandemia dal governo Conte?
Perché la Commissione Covid di ieri ha messo bene in evidenza quanto si legge su Il Tempo di oggi?
Perché ad esempio il Collettivo di Fabbrica di GKN di Campi Bisenzio invocò nel 2020 l'applicazione proprio del decreto legge 81 e relative norme anti-contagio per continuare a lavorare, e poi ha subito la chiusura, senza essere degna di usufruire della legge regionale in suo nome scritta?
Perché è stato necessario chiudere le attività e impedire i licenziamenti, quando esisteva già un quadro normativo che permetteva di lavorare in sicurezza, se applicato?
Perché in Italia esisteva una capacità produttiva autonoma per le mascherine ed è stata progressivamente dismessa e sostituita con importazioni emergenziali costosissime?