Venerdì 28 agosto 2026
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Firenze. La schiacciata non politicamente corretta

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Un certo ambiente politico-culturale è in subbuglio in questi giorni a Firenze. Uno dei paninai (ex vinai) più noti del fast-food indigeno - Antico Vinaio - aprirà un suo negozio all’interno di Palazzo Strozzi. Dopo i molti negozi diffusi a Firenze, in Europa e nel mondo, partendo da via de’ Neri (che taluni chiamano Borgunto), strada simbolo di overtourism “mordi (è proprio il caso di dirlo) e fuggi” non certo per colpa dei proprietari di questo negozio, ma dell’amministrazione comunale che non ha fatto e non fa nulla per un diverso sviluppo.

 

Ora, immaginiamo coi crismi di legge a posto, approda in palazzo Strozzi, non sappiamo se in aggiunta o sostituzione del baretto già esistente dove, ad oggi prendersi un caffè con dolce o salato, mediamente occorre fare un mutuo ed essere tolleranti sulla qualità.

Le focacce del nostro ex-vinaio sono note, per l’appunto, per essere molto unte, ma dicono che nel Palazzo dell'omonima strada offriranno una versione più “raffinata”. Valuteranno loro, e noi consumatori, questo business.

 

Alcuni intellettuali e politici si scandalizzano senza prima aver visto l’ex-vinaio all’opera, probabilmente perché non “digeriscono” la sola idea di veder sgranocchiare una focaccina all’ingresso delle belle mostre che il palazzo offre o ammirando le installazioni spesso al centro del cortile dove si affaccerebbe l’ex-vinaio… mentre mai nulla hanno detto dei bar che ci sono stati fino ad oggi. Probabilmente il presunto unto è più deleterio dello svuotamento del portafoglio. Crediamo siano gli stessi che hanno fatto opposizione con successo, per anni ed anni, quando al posto di un bar-ristorante in piazza Duomo angolo Martelli si prospettava l’apertura di un McDonald's che, pur se avrebbe dovuto avere un’estetica raffinata al pari di piazza di Spagna a Roma, fu bocciato preferendo ad esso macedonie di frutta e panini entrambi da incubo gastronomico ed economico. Come  si dice, il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

 

Ora, bottegai dell’ex-vinaio che portate l’icona Firenze anche oltre Atlantico e oltre gli Urali (business per cui tutti a Firenze si vantano). mi raccomando, non strafate. Dimostrate che l’intelligenza economica può essere migliore di quella di chi scambia per cultura la propria puzza sotto il naso.

 

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