Domenica 7 giugno 2026
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SudAfrica. Scoperti laboratori messicani di metanfetamina: i cartelli puntano all'Africa

Articolo · Redazione ·
autore ignoto - Wikimedia
Foto: autore ignoto — Wikimedia (Public domain)

Le forze dell'ordine sudafricane hanno scoperto tre laboratori industriali di metanfetamina riconducibili a cartelli messicani dalla metà del 2024: una serie di operazioni che, secondo esperti di criminalità organizzata, segnala un cambiamento profondo nel traffico globale di droga. Come riporta Latin Times, i cartelli non si limitano più a usare l'Africa come corridoio di transito: la stanno trasformando in una base produttiva.

 

Nei tre laboratori smantellati sono stati sequestrati oltre 151 milioni di dollari di cristalli di metanfetamina, nota localmente come "tik". Fra le persone arrestate figurano otto cittadini messicani, insieme a sospettati locali, trovati in possesso di sostanze chimiche, macchinari industriali e droga già confezionata, nascosti in fattorie e proprietà isolate.

 

Il blitz più clamoroso risale al luglio 2024, quando l'unità d'élite Hawks ha fatto irruzione in una fattoria vicino a Groblersdal, nella provincia del Limpopo, sequestrando sostanze chimiche e cristalli di metanfetamina per un valore stimato di 2 miliardi di rand sudafricani, circa 109 milioni di dollari. Nel settembre 2025, un secondo raid ha portato al sequestro di metanfetamina del valore di circa 350 milioni di rand — equivalenti a 20 milioni di dollari — rinvenuta in secchi e contenitori per il pranzo in una fattoria vicino a Volksrust, con l'arresto di cinque cittadini messicani. Un terzo laboratorio clandestino è stato scoperto di recente in una fattoria isolata che si spacciava per un lodge per la caccia fotografica: il valore della droga prodotta è stato stimato intorno ai 250 milioni di rand, circa 15 milioni di dollari. Il responsabile provinciale della polizia ad interim, Ryno Naidoo, ha riferito che sul posto sono stati trovati anche un impianto per la lavorazione dell'oro e materiali auriferi.

 

Gli analisti di criminalità organizzata ritengono che questa scelta risponda a una precisa logica criminale: produrre la droga in prossimità dei mercati di consumo riduce i rischi del contrabbando su lunghe distanze, abbassa i costi di trasporto e sfrutta i controlli lacunosi sulle sostanze chimiche precursori. Il Sudafrica è inoltre uno dei mercati mondiali più grandi per la metanfetamina cristallina.

 

Il fenomeno non è circoscritto al Sudafrica. In Nigeria, le autorità hanno recentemente smantellato quello che è stato definito il più grande laboratorio clandestino di metanfetamina mai scoperto in Africa, nell'area forestale dello Stato di Ogun: oltre 2,4 tonnellate di metanfetamina per un valore di circa 363 milioni di dollari, con "cuochi" messicani tra gli arrestati. Questi ritrovamenti suggeriscono che l'Africa stia diventando qualcosa di più di un semplice corridoio di transito per cocaina, eroina e droghe sintetiche dirette tra America Latina, Asia, Europa e Oceania.

 

Le operazioni hanno acceso i riflettori sul fatto che i gruppi criminali messicani stiano esportando non solo narcotici, ma anche competenze. Andy Mashaile, ex ambasciatore Interpol e stratega della sicurezza, ha spiegato che le organizzazioni criminali transnazionali sembrano aver cambiato tattica: fanno entrare le materie prime attraverso l'Africa occidentale e producono la droga all'interno del Sudafrica, in particolare nelle aree rurali dove la presenza delle forze dell'ordine è ridotta. "È esattamente quello che hanno fatto i messicani", ha dichiarato. "Hanno smesso di produrre in Messico e ora producono in Sudafrica."

 

Storicamente, le gang del Capo Occidentale ottenevano i precursori chimici da reti cinesi in cambio di abalone di frodo. Oggi la situazione è cambiata radicalmente, al punto che il Sudafrica ha dovuto schierare soldati delle forze armate in supporto alla polizia per contrastare la criminalità organizzata violenta e il traffico di droga nelle province del Capo Occidentale, del Gauteng e del Capo Orientale.

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