Anthropic prepara i bot AI che fanno la spesa al posto tuo
Anthropic, l'azienda dietro il modello di intelligenza artificiale Claude, ha pubblicato su GitHub una serie di modelli di riferimento (blueprint) pensati per costruire agenti AI capaci di gestire acquisti online per conto degli utenti, insieme a un secondo tipo di agente rivolto ai commercianti. Come riporta The Register, l'iniziativa punta a spingere sempre più negozi online ad automatizzare il processo d'acquisto tramite chatbot conversazionali.
Il pacchetto messo a disposizione degli sviluppatori "contiene le impalcature, gli schemi e le protezioni di cui un team tecnico ha bisogno per mettere in funzione un agente commerciale in pochi giorni", con implementazioni già pronte per i settori della vendita al dettaglio, dei viaggi, delle telecomunicazioni e della vendita di biglietti. Gli agenti possono essere costruiti tramite la Messages API, l'Agent SDK oppure i Claude Managed Agents, e sono distribuibili anche su Amazon Bedrock, Microsoft Foundry e Google Cloud Vertex AI.
L'agente rivolto agli acquirenti si collega ai cataloghi prodotti del negozio, può assemblare carrelli con più articoli, usare le preferenze dichiarate dal cliente per personalizzare i suggerimenti, mostrare confronti tra prodotti direttamente nella conversazione e passare il carrello completato alla fase di pagamento, che resta comunque in mano al commerciante. L'agente destinato invece ai negozianti può analizzare le performance di vendita, monitorare l'inventario, segnalare eventuali problemi, proporre modifiche ai prezzi e alle promozioni sulla base dello storico delle vendite e redigere bozze di campagne di marketing, sempre con l'obbligo di un'approvazione umana prima che qualsiasi modifica diventi effettiva.
Nonostante l'entusiasmo del settore tecnologico, i consumatori restano scettici. Diversi istituti di ricerca hanno misurato una resistenza diffusa verso l'idea di lasciare che sia un software a decidere cosa comprare al posto proprio, e a queste riserve si aggiungono preoccupazioni più concrete legate al prezzo dinamico e alla sorveglianza dei comportamenti d'acquisto: secondo alcuni osservatori, gli agenti AI potrebbero infatti aggravare le pratiche di prezzo personalizzato, applicando tariffe diverse in base ai dati raccolti su ciascun utente.
Anche il fronte della sicurezza resta aperto. Monica Eaton, fondatrice e amministratrice delegata della società Chargebacks911, ha dichiarato a The Register che il commercio gestito da agenti AI rischia di generare seri problemi di frode per i commercianti, perché al momento non esiste un quadro normativo chiaro per gestire i casi in cui un cliente sostenga di non aver autorizzato un acquisto effettuato dal proprio assistente virtuale. "I commercianti non possono diventare gli assicuratori di ogni incomprensione tra un consumatore e la sua intelligenza artificiale", ha affermato Eaton.
Come sottolinea la stessa testata britannica, il vero ostacolo alla diffusione di questi strumenti non sembra essere tecnico, quanto di fiducia: i consumatori devono poter credere che l'AI agisca nel loro interesse, mentre i commercianti devono poter contare sul fatto che l'AI sia responsabile delle proprie azioni. Un equilibrio che, conclude The Register, richiederà ancora del tempo per essere raggiunto.