Apple paga 250 milioni per aver promesso funzioni AI di Siri mai esistite
Apple ha accettato di versare 250 milioni di dollari per chiudere una class action intentata da consumatori statunitensi che accusavano l'azienda di Cupertino di pubblicità ingannevole sulle funzionalità di intelligenza artificiale del suo assistente vocale Siri. Come riporta U.S. News & World Report, la causa era stata depositata davanti al tribunale federale del Distretto Nord della California.
Al centro della vicenda c'è la campagna di marketing con cui Apple, in occasione del lancio dell'iPhone 16 nel settembre 2024, aveva ampiamente pubblicizzato le nuove funzioni di "Apple Intelligence", presentando un Siri potenziato grazie all'intelligenza artificiale. Secondo i querelanti, la compagnia aveva inondato televisione, internet e altri canali mediatico con spot che promuovevano capacità dell'assistente vocale non ancora disponibili né al momento dell'acquisto, né in seguito. Quando, nel marzo 2025, Apple ha ammesso i ritardi e ha ritirato la pubblicità, la reazione dei consumatori era già stata intensa.
La class action sosteneva che i compratori non avrebbero acquistato i dispositivi — o avrebbero pagato un prezzo significativamente inferiore — se avessero saputo che le funzioni avanzate di Siri non erano ancora operative. L'accordo copre circa 37 milioni di dispositivi venduti negli Stati Uniti tra il 10 giugno 2024 e il 29 marzo 2025: tutti i modelli di iPhone 16, iPhone 16e, iPhone 16 Plus, iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max, nonché iPhone 15 Pro e iPhone 15 Pro Max.
Chi rientra nella categoria degli aventi diritto potrà ricevere un rimborso di almeno 25 dollari per dispositivo. L'importo potrebbe salire fino a 95 dollari in base al numero di richieste presentate. Dal fondo complessivo da 250 milioni verranno detratte anche le spese legali e i costi amministrativi. I consumatori idonei riceveranno una comunicazione via e-mail entro 45 giorni dall'approvazione preliminare dell'accordo e dovranno presentare una domanda allegando la prova d'acquisto, il numero di serie del dispositivo e le credenziali del proprio account Apple.
L'accordo deve ancora ricevere l'approvazione definitiva di un giudice — udienza fissata per giugno — e, se confermato, sarebbe tra i più rilevanti nella storia contenziosa della casa di Cupertino. Apple non ha riconosciuto alcuna responsabilità: in una nota ufficiale, la società ha dichiarato di aver definito la controversia per concentrarsi sulla realizzazione dei propri prodotti e servizi. Nel frattempo, i concorrenti Google e Samsung continuano a rilasciare funzioni di intelligenza artificiale sui propri dispositivi, mentre l'aggiornamento promesso per Siri è atteso alla conferenza annuale degli sviluppatori prevista per il prossimo mese.
Parallelamente, esiste un'altra class action separata, guidata dal fondo pensione nazionale della Corea del Sud, che sostiene che i ritardi nell'AI di Apple abbiano causato perdite miliardarie agli investitori in borsa. Apple sta cercando di ottenere il rigetto di quest'ultima causa.