Far consumare eroina nei centri di accoglienza. Rapporto
In un rapporto diffuso oggi, la federazione francese di tossicodipendenza (FFA) raccomanda che il consumo di droga non sia autorizzato solo nelle narcosale, designate ad hoc, ma anche nei centri di accoglienza per tossicodipendenti.
I centri di cure palliative e di prevenzione per la tossicodipendenza (CSAPA) e i centri di accoglienza e di assistenza per la riduzione dei danni dei tossicodipendenti (CAARUD) hanno dato questi consigli di prevenzione e cure. Oggi l'uso di queste sostanze e' ufficialmente vietato.
Tuttavia, “la supervisione di iniezioni si fa gia' ufficialmente in questi luoghi che devono poter assistere sul piano medico questo tipo di atti al fine di limitarne i rischi”, dice il dottor Alain Morel, che ha partecipato ad una audizione pubblica dove e' stato presentato il rapporto FFA.
Concretamente, la supervisione medica di una iniezione permette di evitare i rischi di overdose e i rischi di infezioni. “Si assiste il consumatore perche' non si faccia di qualunque cosa, con una siringa sporca, e in qualunque luogo in funzione delle sue vene, controllo che evita per esempio di bucarsi sopra un ascesso e rischiare la setticemia”, spiega nel dettaglio il dr Morel.
“Punire o mettere in prigione dei consumatori non serve a nulla”
Dalla sua parte, la federazione che riunisce le associazioni che lottano contro la tossicodipendenza, raccomandano che sia messo a disposizione dei consumatori e del personale del Naxolone, un antidoto che permette di far fronte agli effetti di una overdose di oppiacei o di eroina.
In Francia, tutto questo non puo' che essere gestito da un medico. “In caso di overdose, i servizi d'urgenza di un ospedale possono fare un'iniezione che salvera' la vita, ma il tempo di arrivare all'ospedale....”, sottolinea Alain Morel, visto che le possibilita' di vita sono ridotte ad una decina di minuti in caso di perdita di conoscenza e' una fatto che ha una sua importanza.
Secondo la FFA, la riduzione dei rischi e dei danni connessi ai comportamenti dei tossicodipendenti, e' prioritaria sulla depenalizzazione del consumo. “Cercare di impedirglielo, punire o mettere in prigione dei tossicodipendenti non serve a nulla: tutte le strutture e le associazioni impegnate nel campo convengono su questo”, insiste il dr Morel.
Il rapporto della federazione contiene quindici proposte sulla riduzione dei rischi e dei danni connessi ai comportamenti dei tossicodipendenti, e sono stati resi noti al ministero della Sanita'.
(AFP)
I centri di cure palliative e di prevenzione per la tossicodipendenza (CSAPA) e i centri di accoglienza e di assistenza per la riduzione dei danni dei tossicodipendenti (CAARUD) hanno dato questi consigli di prevenzione e cure. Oggi l'uso di queste sostanze e' ufficialmente vietato.
Tuttavia, “la supervisione di iniezioni si fa gia' ufficialmente in questi luoghi che devono poter assistere sul piano medico questo tipo di atti al fine di limitarne i rischi”, dice il dottor Alain Morel, che ha partecipato ad una audizione pubblica dove e' stato presentato il rapporto FFA.
Concretamente, la supervisione medica di una iniezione permette di evitare i rischi di overdose e i rischi di infezioni. “Si assiste il consumatore perche' non si faccia di qualunque cosa, con una siringa sporca, e in qualunque luogo in funzione delle sue vene, controllo che evita per esempio di bucarsi sopra un ascesso e rischiare la setticemia”, spiega nel dettaglio il dr Morel.
“Punire o mettere in prigione dei consumatori non serve a nulla”
Dalla sua parte, la federazione che riunisce le associazioni che lottano contro la tossicodipendenza, raccomandano che sia messo a disposizione dei consumatori e del personale del Naxolone, un antidoto che permette di far fronte agli effetti di una overdose di oppiacei o di eroina.
In Francia, tutto questo non puo' che essere gestito da un medico. “In caso di overdose, i servizi d'urgenza di un ospedale possono fare un'iniezione che salvera' la vita, ma il tempo di arrivare all'ospedale....”, sottolinea Alain Morel, visto che le possibilita' di vita sono ridotte ad una decina di minuti in caso di perdita di conoscenza e' una fatto che ha una sua importanza.
Secondo la FFA, la riduzione dei rischi e dei danni connessi ai comportamenti dei tossicodipendenti, e' prioritaria sulla depenalizzazione del consumo. “Cercare di impedirglielo, punire o mettere in prigione dei tossicodipendenti non serve a nulla: tutte le strutture e le associazioni impegnate nel campo convengono su questo”, insiste il dr Morel.
Il rapporto della federazione contiene quindici proposte sulla riduzione dei rischi e dei danni connessi ai comportamenti dei tossicodipendenti, e sono stati resi noti al ministero della Sanita'.
(AFP)
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