Nasce la prima coalizione africana per la depenalizzazione delle droghe

Il 26 giugno 2026, in occasione della Giornata mondiale Support Don't Punish, il Sudafrica lancia la Vusubuntu Decriminalisation Coalition — la prima coalizione nazionale per la depenalizzazione delle droghe nel continente africano. Il lancio ufficiale si è tenuto a Tshwane, Pretoria. Come riporta l'International Drug Policy Consortium (IDPC), si tratta di una tappa storica per la riforma delle politiche sulle droghe in Africa.
La coalizione è nata come piattaforma multisettoriale che riunisce persone che fanno uso di droghe, operatori della riduzione del danno, esperti legali, ricercatori, organizzazioni della società civile e difensori dei diritti umani, tutti impegnati a promuovere riforme basate sull'evidenza scientifica. Il suo comitato direttivo rispecchia questa diversità, con rappresentanti provenienti da reti di consumatori, organizzazioni civili, esperti di politiche pubbliche e operatori della salute.
L'obiettivo dichiarato è netto: porre fine alla criminalizzazione dell'uso di droghe in Sudafrica. Il programma della coalizione punta a sostituire l'attuale approccio punitivo con politiche «radicate nella compassione, nell'evidenza, nella salute, nei diritti umani e nella giustizia sociale». Rimuovere le sanzioni penali per uso e possesso personale di droghe permetterebbe, secondo i promotori, di riorientare le risorse verso servizi sanitari, programmi di riduzione del danno, trattamenti e sostegno alle comunità.
Il contesto in cui nasce la coalizione è segnato da difficoltà concrete. Negli ultimi anni i servizi di riduzione del danno in Sudafrica hanno subito tagli pesanti ai finanziamenti internazionali, anche a causa dei tagli agli aiuti esteri dell'amministrazione Trump. Nel frattempo, i mercati illegali delle droghe restano robusti, gli arresti per reati connessi alle sostanze continuano a gravare sul sistema giudiziario e molte persone che usano droghe incontrano barriere nell'accesso all'assistenza sanitaria, alla casa, al lavoro e al supporto sociale.
I promotori della coalizione non partono da zero: nei documenti ufficiali del governo sudafricano — tra cui la bozza del Piano nazionale sulle droghe 2026-2031 e il Piano strategico nazionale su HIV, TBC e IST 2023-2028 — è già presente un linguaggio favorevole alla depenalizzazione. «Abbiamo documenti governativi che sostengono la depenalizzazione, si tratta solo di portarli all'attenzione del pubblico», ha dichiarato Klaas Mtshweni, rappresentante del Forum della società civile del Consiglio nazionale sudafricano per l'AIDS.
Un altro precedente incoraggiante è la depenalizzazione della cannabis: nel maggio 2024 il presidente Cyril Ramaphosa ha promulgato il Cannabis for Private Purposes Act, che consente agli adulti di possedere, coltivare e usare cannabis in privato per consumo personale, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale del 2018. La coalizione guarda a questo risultato come fonte di ispirazione per estendere la riforma ad altre sostanze.
Sul piano regionale, il lancio acquista un valore simbolico ancora maggiore: le discussioni sulla depenalizzazione delle droghe rimangono relativamente limitate in Africa rispetto ad altre aree del mondo, rendendo questa iniziativa sudafricana un punto di riferimento potenziale per l'intero continente.