Pena morte per reati droga. Iran protesta
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato gli incaricati d'affari dell'Arabia Saudita a Teheran dopo che le autorità di Riad hanno giustiziato ieri a Dammam tre cittadini iraniani accusati nel 2011 di traffico di droga dopo aver tentato di ''contrabbandare via mare una grande quantità di hashish''. Lo rende noto l'agenzia di stampa Irna citando una fonte diplomatica iraniana. La Repubblica Islamica, ha spiegato la fonte, ha ''protestato con forza'' per l'uccisione dei tre connazionali e chiesto ai sauditi il rispetto delle ''convenzioni internazionali'' riguardo le relazioni tra i Paesi. Il vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari consolari, Hassan Ghashghavi, ha poi detto che l'Arabia Saudita ha negato un avvocato ai tre cittadini iraniani giustiziati ieri in quanto ''il traffico di droga è considerato un reato grave''. La rigida applicazione della Sharia, la legge islamica, in Arabia Saudita prevede che la pena di morte venga applicata per reati che vanno dal traffico di droga all'omicidio, dallo stupro alla rapina a mano armata, fino all'apostasia.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti