Martedì 9 giugno 2026
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Corre la pet economy, spesa a 6,7 miliardi: in dieci anni +76%

Articolo · Redazione ·
 In vista della giornata nazionale del gatto del 17 febbraio, Confartigianato fotografa un'Italia sempre più pet friendly, con una presenza crescente di animali domestici nelle famiglie e una pet economy che si conferma tra i comparti più dinamici degli ultimi dieci anni.
Sono 10 milioni, il 37,7% del totale, le famiglie italiane che possiedono almeno un animale domestico.
Gli animali da compagnia presenti nelle case degli italiani sono stimati in 25 milioni e 500mila.
Il gatto si conferma protagonista: 1.740.000 famiglie, pari al 17,4% di quelle con animali domestici, convivono con almeno un felino. La quota è in aumento di un punto percentuale rispetto al 2015, quando era al 16,4%.
Cresce anche la presenza dei cani, che raggiunge il 22,1% delle famiglie (+0,6 punti in dieci anni), e degli altri animali domestici, pari all'8,1% degli animali domestici (+0,6 punti).
Nel complesso, in un decennio la quota di famiglie con animali è salita di 1,5 punti percentuali, passando dal 36,2% del 2015 al 37,7% del 2024.
L'amore per gli animali si traduce in un mercato in forte espansione.

Secondo Confartigianato, nel 2024 la spesa per prodotti e servizi per animali da compagnia raggiunge 6.747 milioni di euro, di cui 5.415 milioni, pari all'80,3% del totale, destinati a prodotti come alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori, e 1.332 milioni, pari al 19,7% del totale, per servizi veterinari e servizi di toelettatura, addestramento e ospitalità.
Negli ultimi dieci anni la spesa degli italiani per gli animali da compagnia è cresciuta del 76%, a fronte di un aumento medio del 9,4% della spesa complessiva delle famiglie, evidenziando un dinamismo nettamente superiore alla media dei consumi. 

A livello regionale, per la maggiore spesa spicca la Lombardia con 1.396 milioni (20,7% del totale nazionale), il Lazio con 882 milioni (13,1%), il Veneto con 652 milioni (9,7%), l'Emilia-Romagna con 629 milioni (9,3%), il Piemonte con 616 milioni (9,1%) e la Toscana con 552 milioni (8,2%). Queste sei regioni concentrano il 70,1% della spesa complessiva nazionale.
Nella classifica provinciale della spesa per animali domestici si collocano in testa Roma con 662 milioni (9,8% del totale), Milano con 481 milioni (7,1%) e Torino con 325 milioni (4,8%). Seguono Brescia, Bologna, Firenze, Napoli, Bergamo, Genova, Padova, Verona, Varese, Monza e Brianza, Venezia, Treviso e Vicenza.

Il dinamismo della domanda si riflette sull'offerta.
Dalla rilevazione di Confartigianato emerge che sono 3.440 le imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali da compagnia, pari al 59,0% delle 5.826 imprese totali del comparto. Danno lavoro a 4.231 addetti pari al 53,9% del totale del settore (7.848 addetti). Su base annua le imprese artigiane dei servizi di cura degli animali crescono del 5,2% e in dieci anni sono quasi raddoppiate (+92,3%).
Tra le regioni la crescita annua delle imprese artigiane impegnate nella cura degli animali supera la media in Piemonte (+8,3%), Puglia (+7,7%) e Lazio (+5,7%); aumenti si registrano anche in Lombardia e Veneto (entrambe +4,7%), Toscana (+2,4%) ed Emilia-Romagna (+0,6%).
A livello provinciale spiccano le performance di Bergamo (+13,8%), Torino (+13,6%), Verona (+8,9%), Lecce (+8,0%) e Brescia (+7,9%), mentre risultano in flessione Bologna (-1,5%) e Vicenza (-4,0%).
Nel confronto decennale per l'aumento di imprese artigiane specializzate nei servizi di cura dei pet si registrano crescite a tripla cifra per Brescia (+186,8%), Venezia (+184,2%), Bergamo (+182,9%), Napoli (+139,1%) e Verona (+132,4%). 
(Askanews)


 
 
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