Venerdì 28 agosto 2026
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Ecuador, snodo globale della cocaina tra porti, banane e sanzioni USA

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L'Ecuador non produce cocaina, ma è diventato uno dei punti di passaggio più importanti al mondo per il traffico internazionale della sostanza. Come riporta The Conversation, la posizione geografica del paese, incastonato tra Colombia e Perù, i due maggiori produttori mondiali, unita alla presenza di porti strategici come Guayaquil e Posorja sull'Oceano Pacifico, ha trasformato l'Ecuador in uno snodo cruciale che collega la produzione sudamericana ai mercati globali.

 

Il 20 agosto il Tesoro statunitense ha sanzionato una rete con base in Ecuador accusata di trasportare migliaia di chilogrammi di cocaina al mese attraverso il Pacifico orientale verso il Messico e, da lì, verso gli Stati Uniti. Il provvedimento ha colpito otto individui, sette aziende e dieci imbarcazioni, con presunti legami ai gruppi criminali ecuadoriani Los Choneros e Los Lobos e ai cartelli messicani Sinaloa e Jalisco Nueva Generación. Alcune delle imbarcazioni identificate dalle autorità statunitensi risultavano collegate ad attività di pesca apparentemente legittime attorno alla città costiera di Manta, un settore in cui l'Ecuador vanta una consistente industria di esportazione ittica e di acquacoltura. Secondo la ricostruzione, le imbarcazioni più grandi avrebbero rifornito di carburante le più piccole e veloci "go-fast boat" incaricate di trasportare la droga verso nord.

 

Il caso dimostra come la criminalità organizzata non abbia bisogno di costruire un sistema commerciale alternativo, ma sfrutti quello già esistente: la cocaina viene prodotta in Colombia, spostata in Ecuador, gestita da gruppi locali, trasportata attraverso un porto commerciale e infine distribuita a migliaia di chilometri di distanza su continenti diversi, grazie alla cooperazione occasionale e non gerarchica tra organizzazioni diverse quando risulta conveniente.

 

A inizio agosto le autorità ecuadoriane avevano scoperto 1,2 tonnellate di cocaina nascoste in un carico di banane diretto al porto spagnolo di Málaga, mentre un'indagine di Europol ha rivelato l'uso di aziende del settore della frutta come copertura per spedizioni dirette verso l'Europa. Secondo il governo britannico, l'Ecuador rappresenta una vera e propria "piattaforma" per la cocaina sudamericana: fino all'80% della sostanza che arriva in Europa transiterebbe per il paese. Il differenziale di prezzo lungo la filiera è enorme: un chilogrammo che in America Latina vale circa 1.600 sterline può arrivare a superare le 28.000 sterline una volta giunto nel Regno Unito, con un incremento di oltre il 1.600%.

 

I dati dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) mostrano che da anni i sequestri in Europa occidentale e centrale superano quelli registrati in Nord America. Secondo Bob Van den Berghe, funzionario UNODC, l'84% delle 220 tonnellate di cocaina sequestrate nel 2023 in America Latina e nei Caraibi era destinato al mercato europeo.

 

Gli Stati Uniti hanno designato Los Choneros e Los Lobos come organizzazioni terroristiche straniere, una scelta che giustifica risposte sempre più militarizzate: dal dispiegamento di navi da guerra e aerei militari nei Caraibi fino ad attacchi letali condotti nella regione contro obiettivi legati al narcotraffico.

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