Domenica 12 luglio 2026
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Deportati di Trump in Guinea Equatoriale: detenuti nell'hotel del presidente Obiang

AFRICA
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Come riporta Avvenire, i migranti deportati dall'amministrazione Trump e destinati alla Guinea Equatoriale vengono trattenuti in un hotel di proprietà della famiglia del presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. La struttura, il Bamy Hotel, si trova sull'isola di Bioko, al largo delle coste dell'Africa centrale, e da fine 2025 funge di fatto da centro di detenzione per richiedenti asilo espulsi dagli Stati Uniti.

 

Alla base dell'accordo vi è un'intesa da 7,5 milioni di dollari stretta tra Washington e Malabo. Si tratta di uno dei cosiddetti accordi di deportazione verso "paesi terzi": meccanismi attraverso cui l'amministrazione Trump trasferisce migranti in nazioni che non sono quelle di origine, aggirando — secondo gli avvocati per i diritti di immigrazione — le protezioni legali già riconosciute ai singoli da giudici americani. Almeno 32 persone sono state rinchiuse nell'hotel dall'avvio dell'accordo, tutte in possesso di provvedimenti giudiziari statunitensi che avrebbero dovuto proteggerle dal rimpatrio.

 

Attualmente nella struttura si trovano 17 migranti — 4 donne e 13 uomini — provenienti da paesi come Angola, Mauritania ed Etiopia. L'hotel non è affatto una sistemazione transitoria dignitosa: le autorità equatoguineane esercitano pressioni costanti sui detenuti affinché accettino di tornare nei rispettivi paesi d'origine. Secondo le testimonianze di alcuni deportati — raccolte in forma anonima per timore di ritorsioni — funzionari governativi si recano di continuo nella struttura chiedendo i documenti e intimando il rientro. Di almeno 25 persone già transitate dall'hotel è stata forzata la partenza verso paesi in cui rischierebbero persecuzioni o peggio.

 

A complicare ulteriormente il quadro, una coalizione internazionale di avvocati ha denunciato che nel mese di luglio un uomo sospettato di essere affetto da Ebola è stato portato nella stessa struttura — da personale sanitario in tuta protettiva — e collocato a un piano frequentato dagli altri detenuti. I legali hanno presentato un esposto alla Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, con sede in Gambia, chiedendo la sospensione immediata dei rimpatri e il garantito accesso degli avvocati ai loro assistiti.

 

La Guinea Equatoriale è uno degli almeno otto paesi africani con cui gli Stati Uniti hanno siglato accordi simili. Secondo gli esperti, tali governi potrebbero accettare queste intese per ottenere concessioni commerciali, aiuti o buona volontà diplomatica da Washington. Non a caso, poco prima dell'avvio delle deportazioni verso Malabo, l'amministrazione Trump aveva revocato le sanzioni internazionali a carico del vicepresidente Teodoro "Teodorin" Obiang Nguema, figlio ed erede del presidente, già sanzionato per corruzione.

 

La Guinea Equatoriale è un paese in cui le voci critiche sono praticamente assenti: organizzazioni per i diritti umani e lo stesso Dipartimento di Stato americano hanno in passato accusato il governo di Obiang di detenere, torturare e persino uccidere chi osa opporsi. L'amministrazione Trump non ha rilasciato dichiarazioni sui dettagli dell'accordo con Malabo; un portavoce del Dipartimento di Stato si è limitato a ribadire l'impegno di Washington a "porre fine all'immigrazione illegale e di massa".

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