Frontiera Italia-Slovenia: denunciati diritti negati ai richiedenti asilo
Respingimenti senza garanzie, nessuna informazione sulle procedure di asilo, impossibilità di accedere all'assistenza legale. Sono queste le principali violazioni documentate da ADIF – Associazione Diritti e Frontiere in un rapporto sulle pratiche applicate alla frontiera tra Italia e Slovenia nei confronti delle persone in transito lungo la rotta balcanica.
Secondo quanto denuncia l'associazione nel suo rapporto, i migranti che giungono in Italia dalla Slovenia vengono sistematicamente respinti o trattenuti senza che siano loro garantite le tutele previste dalla normativa nazionale, europea e internazionale. In particolare, non viene assicurato l'accesso alle procedure di riconoscimento della protezione internazionale, né viene fornita un'adeguata informazione sui propri diritti, né viene consentita la presenza di un legale.
Si tratta di un quadro già ampiamente documentato da più organizzazioni. Come riporta Adif, nel corso del 2024 le persone fermate al confine italo-sloveno hanno ricevuto ordini formali di respingimento senza che fosse valutata la loro necessità di protezione internazionale, negando di fatto l'accesso all'asilo a chi cercava protezione. I controlli alla frontiera interna tra Italia e Slovenia sono stati reintrodotti dal governo italiano il 21 ottobre 2023, in modo che numerose organizzazioni per i diritti umani hanno definito non conforme ai requisiti previsti dal Regolamento Schengen, che ammette tale misura solo in presenza di una minaccia grave e concreta per l'ordine pubblico o la sicurezza interna.
Il meccanismo che ne consegue è quello dei cosiddetti "respingimenti a catena": le persone vengono allontanate dall'Italia verso la Slovenia, da qui in Croazia, e infine in Bosnia-Erzegovina, spesso senza che venga loro notificato alcun provvedimento scritto, il che impedisce qualsiasi opposizione in sede giudiziaria. Questa prassi è stata sanzionata anche dalla giurisprudenza italiana: già nel gennaio 2021 il Tribunale di Roma aveva stabilito il diritto al reingresso in Italia per un richiedente asilo pakistano illegalmente riammesso in Slovenia e poi respinto a catena fino in Bosnia.
ADIF chiede interventi urgenti per porre fine a queste pratiche e garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone in transito alla frontiera orientale italiana. Il riferimento normativo è la Direttiva procedure (2013/32/UE), la Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che vietano i respingimenti collettivi e impongono una valutazione individuale di ogni domanda di protezione.