Germania avverte l'Italia: sui dublinanti rischio controlli in tutta Europa
Cresce la tensione tra Roma e Berlino sulla gestione dei richiedenti asilo cosiddetti "dublinanti", cioè le persone che secondo le regole europee dovrebbero essere rimandate nel Paese di primo approdo. Il responsabile per le politiche interne del gruppo parlamentare tedesco Cdu-Csu, Alexander Throm, ha lanciato un avvertimento diretto all'Italia: se il governo di Roma mantiene la propria posizione sui trasferimenti, rischia di far saltare il nuovo Sistema europeo comune di asilo (Geas).
Come riporta Fanpage, Throm ha dichiarato all'agenzia di stampa tedesca Dpa che senza i trasferimenti verso l'Italia la Germania sarebbe costretta non solo a mantenere, ma anche a intensificare i controlli alle proprie frontiere, con il rischio concreto di innescare una "reazione a catena" in altri Paesi europei, mettendo così in discussione la libera circolazione nello spazio Schengen.
La disputa affonda le radici nel nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno 2026, che ha sostituito il precedente Regolamento di Dublino III. Berlino chiede la ripresa dei trasferimenti dei richiedenti asilo verso Italia e Grecia, Paesi di primo ingresso nell'Unione. Il primo caso concreto era previsto per il 19 agosto: si tratta di una ragazza somala di 22 anni, arrivata in Germania dopo essere transitata dall'Italia, il cui rimpatrio nella Penisola era stato programmato per quella data.
Il governo italiano, però, ritiene che tutti i casi di "dublinanti" arrivati prima del 12 giugno 2026 debbano considerarsi azzerati, sulla base di un'intesa bilaterale raggiunta con la Germania nel dicembre 2025. Secondo questa lettura, il nuovo quadro normativo europeo avrebbe di fatto cancellato, a partire dall'entrata in vigore del Patto, il numero di casi che Berlino può ancora chiedere a Roma di riprendere in carico.
Non solo: l'Italia, per voce del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ha fatto sapere che se la Germania insiste sulle proprie rivendicazioni relative ai dublinanti, Roma metterà sul tavolo anche il tema dei migranti sbarcati in Italia dalle navi delle organizzazioni non governative che battono bandiera di altri Paesi dell'Unione europea, in gran parte proprio tedesche. Una forma di compensazione politica che, pur non essendo prevista dal nuovo Patto europeo, il governo italiano vorrebbe utilizzare per chiudere la partita con Berlino.
Lo scontro si intreccia anche con la linea più dura adottata dal Viminale nei confronti delle organizzazioni non governative impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo. Negli ultimi giorni le autorità italiane hanno disposto un nuovo fermo nei confronti di una nave dell'Ong tedesca Sea Watch, approdata nel porto di Napoli lo scorso 13 agosto con a bordo sei migranti soccorsi in acque internazionali di competenza libica: secondo Roma l'imbarcazione non avrebbe rispettato gli obblighi di legge, consegnando i naufraghi alla Guardia costiera libica.
Il vicepremier Matteo Salvini ha già escluso che l'Italia possa accettare il ritorno dei dublinanti mentre le Ong tedesche continuano a sbarcare migranti nei porti italiani. La vicenda arriva alla vigilia di un confronto diretto tra Piantedosi e il suo omologo tedesco Alexander Dobrindt, mentre il governo tedesco, attraverso il portavoce del cancelliere Friedrich Merz, Stefan Kornelius, ha provato nei giorni scorsi a minimizzare le tensioni, negando l'esistenza di uno scontro aperto tra i due Paesi.