Siena, 90 richiedenti asilo dormono in strada per un cortocircuito burocratico
A Siena una novantina di richiedenti protezione internazionale sono costretti a dormire all'aperto, nei parchi, sotto i loggiati del Fantastici o in rifugi di fortuna. Come riporta Gazzetta di Siena, a denunciarlo è la Rete SiSolidal, realtà cittadina attiva da anni sul tema dell'accoglienza, che parla di una situazione ormai insostenibile prodotta non da un'emergenza improvvisa ma dal funzionamento degli uffici pubblici. Il meccanismo che genera questa marginalità è tanto semplice quanto paradossale. La Questura di Siena allunga a piacimento i tempi necessari per fissare l'appuntamento con cui formalizzare la domanda d'asilo, attraverso il cosiddetto modello C3. Nel frattempo la Prefettura applica una linea rigida: chi non ha ancora completato questo passaggio burocratico viene escluso dai Centri di accoglienza straordinaria (Cas), restando quindi privo di qualsiasi tetto. Il risultato è che le stesse persone che gli uffici non ricevono vengono sgomberate notte dopo notte da parcheggi e giardini pubblici, per poi ritrovarsi in un altro parco o in un altro parcheggio poco dopo. La legge, in realtà, imporrebbe tempi molto più stretti. Il decreto legislativo 25 del 2008 stabilisce che le Questure debbano verbalizzare una domanda di protezione internazionale entro tre giorni dalla manifestazione di volontà del richiedente, con una proroga massima di dieci giorni riservata ai soli casi di arrivi eccezionali. Non è la prima volta che la rete senese denuncia ritardi di questo tipo: già a metà giugno SiSolidal aveva segnalato che l'Ufficio Immigrazione della Questura aveva smesso di fissare appuntamenti, arrivando a superare i trenta giorni di attesa invece dei tre previsti dalla normativa. A fine luglio era stato raggiunto un compromesso tra le parti, con l'introduzione di tre appuntamenti al giorno per il fotosegnalamento, che avevano permesso di ridurre temporaneamente la pressione sulla città. Ma dal 17 agosto, secondo quanto denunciato da SiSolidal, gli ingressi sono stati nuovamente bloccati, riportando la situazione al punto di partenza e facendo risalire a circa 90 il numero delle persone senza alcuna forma di accoglienza. La rete denuncia inoltre un blocco amministrativo che va oltre il solo dossier dei richiedenti asilo. Le comunicazioni via posta elettronica certificata inviate da avvocati, sportelli, patronati e singoli cittadini per sollecitare risposte resterebbero senza riscontro. A questo si aggiunge l'esclusione dal portale "Prenota Facile" per molte categorie di permessi di soggiorno, con conseguenti file interminabili e pratiche che restano bloccate senza alcuna risposta da parte dell'amministrazione. Il problema, sottolinea SiSolidal, non riguarda soltanto chi arriva in cerca di protezione internazionale, ma coinvolge migliaia di cittadini stranieri regolarmente residenti nel Senese: lavoratori e studenti che ogni giorno contribuiscono al tessuto economico e sociale della provincia, ma che si trovano di fronte a un percorso a ostacoli per rinnovare o ottenere il proprio permesso di soggiorno. La rete ha chiesto pubblicamente alla Questura di rendere noti i motivi che ostacolano il rilascio degli appuntamenti e di ripristinare immediatamente la calendarizzazione nei termini previsti dalla legge.